Viabilità

«Dal derby Sopra-Sottoceneri usciremmo con le ossa rotte»

Tre sindaci del Piano di Magadino spingono per la realizzazione entro il 2045 sia del collegamento A2-A13, sia del potenziamento autostradale tra Lugano e Mendrisio – Foletti: «La sfida della politica è andare a Berna a dire che entrambe le opere sono necessarie»
Il Piano di Magadino costantemente ingolfato dal traffico al pari dell'autostrada tra Lugano e Mendrisio. © CdT/Fiorenzo Maffi

«Il derby tra Sopraceneri e Sottoceneri che vuole Berna non giova a nessuno. Il Ticino ne uscirebbe con le ossa rotte». Sono passate alcune settimane dalla comunicazione del Consiglio federale riguardo alla strategia «Trasporti ’45» secondo la quale la realizzazione del progetto del collegamento veloce tra l’A2 e l’A13 slitta dal 2045 al 2055 a vantaggio del potenziamento del tratto autostradale tra Lugano Sud e Mendrisio con la realizzazione di una terza corsia dinamica, il cosiddetto PoLuMe. Ma la delusione tra la popolazione dei Comuni del Piano di Magadino da anni soffocata dal traffico di transito tra i poli di Locarno e Bellinzona è ancora forte. Se ne fanno interpreti i sindaci, associandosi alle prese di posizione della Commissione intercomunale dei trasporti del Locarnese e Vallemaggia e della Città di Locarno di cui abbiamo riferito nei giorni scorsi. «Rivendichiamo la necessità di realizzare il collegamento A2-A13 come previsto inizialmente e cioè con l’orizzonte temporale del 2045», ribadisce Simona Zinniker, al timone dell’Esecutivo di Sant’Antonino. «Il completamento del tratto autostradale tra i poli di Bellinzona e Locarno – prosegue la sindaca – non deve tuttavia precludere l’avvio dei lavori con il medesimo orizzonte temporale per l’altra opera ritenuta prioritaria per il Ticino, ovvero il potenziamento dell’infrastruttura dell’A2 tra Lugano Sud e Mendrisio». Come già fatto all’indomani della bocciatura popolare del novembre 2024 al potenziamento della rete autostradale nazionale, Sant’Antonino intende attivarsi per una presa di posizione congiunta con gli altri Comuni affinché i due progetti autostradali al sud delle Alpi non siano messi in competizione uno contro l’altro ma possano venir realizzati contemporaneamente dal 2045. Un’eventualità, questa, che in tutta sincerità sarà assai difficile si realizzi. La strategia «Trasporti ’45» prevede attualmente un investimento complessivo di 9,7 miliardi di franchi per i progetti con orizzonte realizzativo il 2045. Per le due opere ticinesi la spesa complessiva ammonta a quasi un terzo di questa cifra: i costi del collegamento A2-A13 sono stimati in 1,8 miliardi, quelli del PoLuMe 1,2 miliardi. Sarebbe eccessivamente ottimistico ritenere che le due opere possano essere realizzate contemporaneamente, magari a scapito di una di quelle previste oltre San Gottardo.

«Arrocco» non escluso

Le priorità realizzative saranno comunque esplicitate nel progetto da porre in consultazione che il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) è stato incaricato di elaborare entro la fine del prossimo mese di giugno. A dipendenza degli esiti della consultazione e della fase di avanzamento dei progetti, Berna non esclude un «arrocco» tra il collegamento veloce Bellinzona-Locarno e il PoLuMe. Anche per Marco Bertoli, sindaco di Cadenazzo, non gioverebbe a nessuno entrare nella dinamica di un derby tra Sopra e Sottoceneri. «Entrambi i progetti sono importanti per la viabilità di tutto il Cantone. E, di riflesso, per tutta la popolazione svizzera», sottolinea Bertoli, il quale ribadisce il suo ottimismo per i provvedimenti previsti dall’Ufficio federale delle strade in attesa dell’avvio del cantiere per il collegamento A2-A13. Provvedimenti che a suo giudizio potranno migliorare una situazione viaria che negli ultimi anni sta soffocando il Piano di Magadino e i suoi abitanti.

Locarno non può restare isolata

«Si tratta di mettere in evidenza i punti forti del collegamento A2-A13 senza contrapporli a quelli del potenziamento dell’autostrada tra i due poli del Sottoceneri», sottolinea il sindaco di Gambarogno Gianluigi Della Santa. Il quale aggiunge: «Collegare una Città turistica qual è Locarno alla rete autostradale nazionale è imprescindibile. Quest’opera non si può più rinviare».

Fondamentale, ma...

Nel Sottoceneri, invece, PoLuMe non fa l’unanimità. Ci sono i convinti sostenitori, chi ne farebbe a meno e chi vorrebbe adeguate misure compensatorie.
Il sindaco di Lugano, Michele Foletti, difende la bontà del progetto e della sua realizzazione: «Se devo fare una valutazione più ampia, sulla capacità produttiva e sulle vie di comunicazione interne al nostro cantone, ritengo che il progetto PoLuMe con il prolungamento fino a Lugano Nord – sottolinea – sia fondamentale per la mobilità del Ticino». Anche per Foletti non è il caso di trasformare la questione in un derby: «Non vorrei mai che diventi un derby tra Locarnese e Luganese». In tal senso, commenta, «la sfida della politica è andare a Berna a dire che entrambe le proposte sono necessarie per il nostro Cantone». Anche perché le insidie, a mente del nostro interlocutore, potrebbero essere dietro l’angolo. «Berna ha voluto mettere in contrapposizione le cose. Se si dovesse arrivare al litigio, il rischio è che non realizzeremo né l’una né l’altra opera». Dal punto di vista del sindaco – lo ribadisce – PoLuMe è fondamentale. Anche perché il Locarnese va bene nel turismo, ma dal punto di vista del PIL ha un ruolo marginale rispetto al Luganese e al Mendrisiotto». Allo stesso tempo «comprendo che dal punto di vista storico, il collegamento A2-A13 lo aspettano da più anni rispetto alla terza corsia tra Mendrisio e Lugano Nord».

Non «quando», ma «come»

A sud del ponte diga, invece, il progetto non fa l’unanimità. Sotto il profilo dell’esposizione pubblica, le voci critiche sono preponderanti. Ma, va detto, ci sono anche Comuni meno «toccati» (o meno interessati) all’opera. In prima linea c’è sicuramente Mendrisio. «Non è questione di quando si farà l’opera, ma come verrà fatta» spiega il sindaco Samuele Cavadini, il quale mette l’accento su altri aspetti: «Per noi sono importanti anche gli ampliamenti e i potenziamenti ferroviari, come AlpTransit o i collegamenti, ad esempio con gli Intercity». Una via da seguire «perché vediamo nel trasporto pubblico, così come in quello condiviso, la possibilità di attenuare un disagio molto forte». L’autostrada, non nasconde Cavadini, «vuol dire ‘passaggio’. Il potenziare un’arteria così importante senza adeguate misure di compensazione o misure per contenere il potenziale disagio è difficile da immaginare. C’è anche una raccolta firme – ricorda – per chiedere che alcune tratte autostradali siano interrate. Per noi è importante – ribadisce – come l’eventuale opera verrà realizzata». Anche perché «oggi il territorio è già martoriato».

Opere a elevato potenziale

La perizia: «Opere a elevato potenziale»

Entrambe le opere sono da classificare con priorità alta, ossia con un orizzonte realizzativo del 2045. Questo poiché il loro potenziale risulta già elevato a breve e medio termine e l’efficacia complessiva è buona. A queste conclusioni sul collegamento A2-A13 e sul cosiddetto PoLuMe è giunta la perizia eseguita dai professori del Politecnico federale di Zurigo Ulrich Weidmann e Michael Nold su commissione del Consiglio federale. Perizia che è poi servita al governo per definire i punti chiave della strategia «Trasporti ’45». Più nello specifico, al riguardo del collegamento veloce tra i due poli del Sopraceneri in fase di pianificazione da diverso tempo, la perizia rilevava che «nonostante l’elevato livello di investimento, la soluzione attuale appare complessivamente vantaggiosa e prioritaria, in quanto non solo elimina i problemi di capacità, ma decongestiona anche gli insediamenti, migliora la sicurezza stradale e risolve una criticità sulla rete autostradale». E ancora: «Le condizioni quadro per l’attraversamento del Piano di Magadino sono state chiarite. Ulteriori analisi delle varianti non produrranno soluzioni migliori». Detto in sintesi, il futuro collegamento tra l’A2 e l’A13 si sviluppa su di una lunghezza complessiva di 11 chilometri, 8 dei quali in sotterraneo. Prevede quattro svincoli, di cui due completi a Riazzino e Bellinzona Sud e altrettanti intermedi a Quartino e Sant’Antonino con entrate e uscite in direzione di Bellinzona.

«Aspetti positivi»

Anche il potenziamento della A2 tra Mendrisio e Lugano, sempre secondo gli esperti del Politecnico, riguarda un tratto nevralgico. «Questo progetto, combinato con la strada cantonale e il traffico lento, aumenta la capacità, riorganizza il tracciato di autostrada e strada cantonale, consente di migliorare il traffico lento e supporta la manutenzione degli impianti esistenti». Da qui la proposta realizzativa per il periodo 2025–2045. Gli aspetti positivi del progetto, secondo USTRA, sono diversi: alleggerire il carico ambientale sulla rete, realizzare la corsia d’emergenza continua lungo tutto il comparto, aumentare la sicurezza eliminando le pericolose code che si formano nelle ore di punta e consentendo ai mezzi di soccorso di intervenire in modo agevole, alleggerire la viabilità sulla rete stradale subordinata, implementare misure di accompagnamento per la mobilità lenta e ciclabile, valorizzare la litoranea e il nucleo di Bissone e, infine, valorizzare pure la riva lacustre tra Capolago e Melano.