Ticino

Dal Governo un segno di vita benvenuto, seppur con diverse sfumature

Sul messaggio lanciato dalla presidente del Consiglio di Stato Marina Carobbio Guscetti abbiamo interpellato i presidenti di PLR, Centro e Lega
©Chiara Zocchetti
Paolo Gianinazzi
01.09.2026 06:00

Un po’ a sorpresa e dopo settimane di silenzio, Marina Carobbio Guscetti, al termine della tradizionale conferenza stampa sull’inizio dell’anno scolastico, ha voluto prendere la parola in qualità di presidente del Governo per lanciare un messaggio alla popolazione. Un messaggio che, seppur non in maniera esplicita, è stato voluto per rispondere anche a chi, nelle scorse settimane, ha criticato la mancata comunicazione da parte dell’Esecutivo in un momento di profonda crisi istituzionale. Il riferimento, va da sé, è all’inasprirsi dei toni del dibattito pubblico in merito alle note vicende che hanno portato alle dimissioni del consigliere di Stato Claudio Zali. Ma non solo. Ovviamente, sullo sfondo vi è anche la morte della 52.enne rinvenuta il 18 agosto nelle acque del Ceresio. Un discorso che, seppur con sfumature diverse – e qualche critica – è stato apprezzato dai presidenti di PLR, Centro e Lega. 

Un occhio all’opinione pubblica

Le parole di Carobbio Guscetti sono infatti condivise dal presidente del PLR, Alessandro Speziali, da noi raggiunto per una reazione. «Il dibattito pubblico, i commenti sui social, le scritte sui muri... tutti questi elementi ci dicono che siamo davvero su un piano inclinato». Un momento, detto con altre parole, molto delicato per le istituzioni. «Come partito abbiamo chiesto chiarezza, trasparenza e presa di responsabilità al Governo. E non siamo mai stati indulgenti. Ora, però, sono in corso le indagini della Magistratura, che evidentemente è chiamata a chiarire ogni millimetro di questa situazione. Ma condivido che, in questo momento, sia proprio la Magistratura a dover gestire una comunicazione concreta, efficace e istituzionale. E non spetta al Governo intervenire al suo posto». Tuttavia, al di là del caso specifico, Speziali non nasconde «che in questa legislatura il Governo abbia dato più volte dimostrazione di una comunicazione lacunosa». E, in tal senso, il messaggio lanciato ieri da Carobbio Guscetti rappresenta un cambio di passo benvenuto. E che, forse, sarebbe benvenuto anche dalla Magistratura stessa: «La Magistratura certamente deve accertarsi che le indagini possano svolgersi nella maniera più corretta. Ma dovrebbe avere anche un occhio e un orecchio rivolto a ciò che viene espresso dall’opinione pubblica. E ogni tanto, forse, senza venir meno ai loro doveri deontologici, qualche parola di chiarimento in più da parte loro avrebbe potuto far bene».

Detto ciò, aggiunge Speziali tornando al ruolo del Governo, «se dal Consiglio di Stato ci attendiamo chiarezza, al contempo non può latitare sui cantieri più importanti di questo cantone». Come dire: il dibattito innescato dalle vicende di queste settimane non può fermare il Paese. Anche perché, chiosa il presidente del PLR, «il rispetto e la fiducia nelle istituzioni non li si guadagna solo con un dibattito pubblico corretto, ma anche con un Governo che imprime un bel passo avanti ai tanti cantieri che sono aperti». E in tal senso, Speziali auspica «un esercizio di maturità da parte di tutti».

Da affrontare subito

Il presidente del Centro, Fiorenzo Dadò, nelle scorse settimane aveva invece parlato di un «silenzio assordante» da parte dell’Esecutivo. E quindi oggi, da noi raggiunto, definisce «sicuramente positivo il fatto che il Governo, tramite la presidente, abbia finalmente preso posizione di fronte a quanto sta avvenendo nel Paese». Tuttavia, aggiunge Dadò, «ribadisco ancora una volta che le cose bisogna affrontarle immediatamente, senza aspettare che si siano già radicati nella popolazione il dubbio e lo sconforto, come è avvenuto in questo caso». E, anche al di là dal caso concreto, secondo Dadò «troppe volte il Governo è rimasto in silenzio di fronte a situazioni di difficoltà. E questo ha contribuito sicuramente a far perdere una parte della fiducia della popolazione in chi invece dovrebbe dare prova di essere in grado di condurre in paese anche, se non soprattutto, quando ci sono dei problemi». Insomma, la comunicazione del Governo è giunta in ritardo. Ma «meglio tardi che mai», rimarca ancora il presidente del Centro, per poi chiosare con una risposta ai contenuti del discorso di Carobbio Guscetti: «Il silenzio al quale abbiamo assistito non ha nulla a che fare con la separazione dei poteri. Nessuno pretende, se non dalla Magistratura, che venga fatta un’inchiesta per chiarire questi aspetti così delicati. Si tratta semplicemente di dire alla popolazione che ci siamo e siamo vicini alle persone che di questa situazione soffrono». Insomma, si trattava di lanciare un segnale di presenza e vicinanza alla popolazione.

Principi e fermezza

Dal canto suo, il coordinatore della Lega, Daniele Piccaluga, ha anch’esso apprezzato la comunicazione del Governo, chiedendo però maggiore «coerenza» quando si trattano casi così delicati. «Condivido il richiamo della presidente alla responsabilità e al rispetto. Ma questi principi non possono funzionare come un interruttore: accesi oggi e spenti ieri», ha affermato al Corriere del Ticino, per poi aggiungere: «Prendo atto con favore del richiamo di oggi contro la violenza verbale. È un principio che avrei voluto vedere difeso con la stessa fermezza, soprattutto da una parte della sinistra, anche quando sono state fatte, ad esempio sui muri diPalazzo delle Orsoline, insinuazioni calunniose su Claudio Zali». In tal senso, chiosa Piccaluga, «la Lega non chiede sconti per nessuno. Chiede che i fatti vengano prima delle sentenze e che la presunzione d’innocenza non cambi colore a seconda di chi viene colpito. Abbassiamo pure i toni. Ma alziamo la coerenza».

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