Dal mulino al fagiano di monte: Patriziati uniti per il paesaggio

Il restauro conservativo dell’edificio alpestre in località Müda così che possa diventare un rifugio semplice per gli escursionisti; il recupero a fini didattici del Mulino di Indemini; la valorizzazione del paesaggio rurale tradizione ai Cento Campi, nonché quella degli habitat del fagiano di monte all’Alpe di Lierna; la creazione di un circuito panoramico sul territorio di montagna di Magadino con la posa di panchine nei punti panoramici. Sono solo alcuni degli interventi contemplati dal progetto di valorizzazione del territorio promosso dai Patriziati del Gambarogno. Progetto che per il quadriennio 2024-2028 prevede un investimento complessivo di poco inferiore al milione di franchi. All’investimento partecipa anche il Comune con un contributo di 200.000 franchi per il quale il Consiglio comunale ha dato il nulla osta lo scorso ottobre.
Ecco l’accordo programmatico
Il Legislativo è ora chiamato ad avallare l’accordo programmatico tra Comune e Patriziati in modo che il progetto possa beneficiare degli incentivi del Fondo per la gestione del territorio amministrato dal Consiglio di Stato tramite la Sezione degli enti locali. Accordo secondo il quale il Patriziato di Vira Gambarogno, quale capofila del progetto, è il mandatario dei vari interventi di valorizzazione del territorio. Il Comune, dal canto suo, oltre a sostenere finanziariamente detti interventi, coadiuverà il Patriziato per il tramite dell’Antenna gambarognese dell’Ente regionale per lo sviluppo nell’ambito di tutte le pratiche per l’ottenimento di eventuali permessi di costruzione e delle procedure per l’accesso ad aiuti e sussidi vari. Considerato proprio che per coprire la spesa i Patriziati faranno capo anche ad altri finanziamenti, nell’accordo è indicato che l’ente capofila dovrà garantire la supervisione del progetto ed i contatti prima, durante e dopo i lavori con tutti i cofinanziatori pubblici e privati delle opere.
«Abbiamo già dato mandato ad uno studio d’ingegneria di elaborare i documenti necessari per l’inoltro delle domande di costruzione relative al recupero del mulino di Indemini e dell’edificio all’alpe Müda», spiega al Corriere del Ticino Davide Morotti, presidente del Patriziato di Vira Gambarogno. Parallelamente prosegue la ricerca dei fondi necessari a finanziare tutte le opere previste da qui al 2028. Ad oggi sono stati raccolti circa due terzi della somma messa a preventivo, ossia 997.000 franchi. «Quest’anno sarà dedicato alla preparazione di tutta la documentazione necessaria per poter mettere in cantiere le diverse opere contemplate dal progetto, nonché a reperire il resto dei fondi di cui necessitiamo», aggiunge Morotti dicendosi fiducioso sul fatto che gli interventi di valorizzazione del paesaggio possano essere avviati nel 2026.
Tre settori d’intervento
Il progetto di valorizzazione del territorio promosso dai patriziati del Gambarogno si suddivide in tre settori: beni culturali, natura ed agricoltura, escursionismo e didattica. Oltre alle opere descritte all’inizio, del primo settore d’intervento fanno parte anche la sistemazione conservativa della mulattiera storica di Sant’Abbondio, di proprietà comunale e di alcuni privati. Prevista poi l’elaborazione di un catasto strutturato dei beni culturali e dei luoghi di particolare pregio sul territorio montano. Catasto che fungerebbe da complemento ai già esistenti inventari dei beni culturali.
Per quanto attiene al settore natura ed agricoltura si intende valorizzare la biodiversità del bosco dei Monti di Fosano che è attraversato dal sentiero escursionistico che conduce all’alpe di Neggia: l’intervento mira a favorire il turismo dolce con la posa di panchine, tavoli e di una fontana. Si procederà inoltre alla messa a dimora di piante da frutta nel comparto dei Cento Campi, in particolare dell’unica specie di mela autoctona del Gambarogno. Non da ultimo vi è l’intenzione di elaborare uno studio preliminare per l’istituzione della riserva forestale Indemini-Monte Tamaro.
Il settore escursionismo e didattica, in aggiunta al già citato circuito panoramico, si focalizza sull’installazione di blocchi informativi e relativa segnaletica lungo i sentieri, nonché la creazione di un nuovo sito web.
