Dal Ticino a Los Angeles: i giovani della robotica conquistano il podio mondiale

Da sei anni ormai un gruppo di sei giovanissimi ragazzi ticinesi con una passione in comune, quella della robotica, si incontrano ogni domenica per coltivare il proprio talento. Con la sapiente guida del loro coach, Federico Yankelevich, tra robot e programmazioni, questa squadra formata da ragazzi tra i 15 e i 18 anni si è fatta strada fino a volare a LA nella città degli Angeli per disputarsi la finale del mondo di robotica.
«I ragazzi dedicano ogni domenica circa tre ore ai nostri progetti perché hanno voglia e sono appassionati», ci spiega Federico. «Il 90% dei ragazzi che partecipano a questo tipo di competizioni vengono da gruppi scolastici in cui è il docente a occuparsi di tutto. La nostra invece è una squadra indipendente in cui i genitori pagano tutto a loro spese». Per questo il coach ci tiene a ringraziare il comune di Massagno che mette loro a disposizione uno spazio che da sei anni è per i ragazzi come una seconda casa. Il team è composto da: Elisa Negri, Francesco Tagliati, Giovanni Ganci, Leonardo Yankelevich, Matteo Radicati e Nour Eltohamy.
Tutti a LA
La competizione a cui il gruppo - che si era già due anni fa qualificato in finale europea - ha partecipato, la «The Western Edge», è un prestigioso torneo internazionale FIRST LEGO League (FLL), a cui si accede solo tramite invito. I partecipanti vengono da tutto il mondo con un totale di 90 squadre, di cui 30 di Paesi diversi. Tra il 28 e il 31 maggio, nel Long Beach Convention Center, i ragazzi hanno dato il tutto per tutto difendendo i colori ticinesi e svizzeri nelle due diverse prove che gli sono state proposte.
La gara si è composta di due parti, entrambe a punti: una prima sfida in cui i ragazzi hanno dovuto destreggiarsi con i loro robot in quattro competizioni. I giudici hanno valutato prestazione e programmazione del robot, capacità della squadra di presentarlo e innovatività. In questa prova i ragazzi – a causa di problemi tecnici con il robot – si sono classificati 27. su 90 squadre.
Un meritato trofeo
La seconda prova invece metteva alla prova l’indipendenza dei partecipanti, escludendo gli adulti dall’equazione e creando delle alleanze fatte di tre squadre che dovevano collaborare (il gruppo ticinese era accoppiato a Messico e San Diego). Qui i ragazzi hanno brillato particolarmente, dimostrando grande spirito di squadra e disponibilità ad aiutare chi era in difficoltà. «È stato molto emozionante vedere che i miei ragazzi hanno aiutato le altre due squadre e si sono messi a disposizione per gli altri, hanno anche ricevuto i complimenti e i ringraziamenti dei team». Non solo hanno dato prova di grande umanità ma si sono anche guadagnati il secondo posto sul podio portando a casa un meritato trofeo. «È stata una festa in grande stile americano, stadio pieno di mille persone nel pubblico, e per i ragazzi abituati alle modeste competizioni europee è stato molto spronante e divertente».
I ragazzi hanno sicuramente dato il massimo, ma anche il loro coach non è stato da meno. A lui è infatti stato assegnato il premio di miglior coach al mondo, per la prima volta conferito in Svizzera. Il motivo di questo premio è, secondo Federico, «la bravura dei ragazzi nel collaborare tra di loro e con gli altri». «La Lego organizza una competizione molto bella basata non solo sui tecnicismi ma anche sull’essere gentili e collaborativi».
