Dalla Spagna al Ticino: come stanno cambiando le restrizioni per i fumatori

Un tempo rifugio per chi voleva accendersi una sigaretta, gli spazi all'aperto stanno diventando sempre più restrittivi: spesso ai fumatori è vietato l'accesso ad alcuni luoghi pubblici. È il caso della Spagna, che sta facendo un passo avanti, applicando un divieto generale e allineandosi al consenso europeo che punta a una «Generazione senza tabacco» prima del 2040.
Giro di vite in Spagna
Ma quale impatto avrà la nuova legge, approvata dal Consiglio dei ministri ma non ancora in vigore, sulla «pitipausa» come la chiamano gli spagnoli, ovvero la pausa sigaretta? Lo spazio verrà ridotto considerabilmente, vietando il fumo sulle terrazze e nelle spiagge. Inoltre, verrà istituita una zona supplementare di 15 metri attorno agli ingressi degli edifici pubblici: ospedali, scuole, università, biblioteche, musei, impianti sportivi, centri culturali e parchi giochi per bambini. Per la prima volta, viene introdotto un divieto esplicito del consumo di prodotti correlati al tabacco da parte dei minori di 18 anni. In aggiunta, la legge prevede un inasprimento delle norme relative alla vendita e alla pubblicità di questi prodotti. Le sanzioni in caso di infrazione partono da 200 euro e possono arrivare fino a 60 mila euro nei casi più gravi.
E la Svizzera?
Sebbene la Svizzera sia ancora lontana dagli standard di altri Paesi europei, il numero di luoghi pubblici vietati ai fumatori è in costante aumento. Si nota che anche la Confederazione porta avanti un progetto di «Generazione senza tabacco» simile a quello europeo; però, finora, le restrizioni negli spazi esterni sono state in gran parte adottate a livello locale, piuttosto che cantonale o federale. Ma a partire da queste singole iniziative, potremmo assistere all'emergere di un consenso svizzero più ampio, capace di portare a un divieto del fumo generalizzato nella sfera pubblica?
Nel 2006, il Ticino è stato il primo cantone a introdurre il divieto di fumo nei luoghi pubblici chiusi, come ristoranti e caffè, subito dopo che l'Italia aveva adottato una misura analoga. Il cantone italofono, in questo senso, è stato un vero e proprio precursore per la Svizzera. Il fumo, però, continua a rappresentare un peso significativo per il sistema sanitario nazionale svizzero. Nonostante negli ultimi 30 anni il numero di fumatori accaniti si sia dimezzato, i decessi rimangono elevati: circa il 12-15% delle morti sono legate al consumo di tabacco, per un totale compreso tra le 9 mila e le 10 mila vittime all'anno. Con un numero crescente di luoghi nella regione che stanno progressivamente vietando il fumo nei propri spazi, il Ticino potrebbe dunque essere uno dei promotori del definitivo addio alla sigaretta?
Nessun divieto cantonale, ma...
Come detto, in Ticino non esiste un divieto cantonale di fumare in aree esterne designate, come in Spagna, ma vari comuni aderiscono al progetto nazionale «Generazione senza tabacco» e hanno già introdotto delle restrizioni. È vero per Lugano e Bellinzona che «dal 2015 vietano di fumare nelle aree gioco», evidenzia la Lega Polmonare, mentre a Paradiso il divieto vale per «determinate infrastrutture sportive comunali: su tutti i campi da tennis». Tuttavia, esistono varie iniziative attraverso il Programma d’azione cantonale «Alcol, tabacco e prodotti simili», che promuove progetti con misure strutturali.
La Lega Polmonare fa comunque notare che ad oggi bisogna distinguere i divieti «giuridicamente vincolati dalle campagne di sensibilizzazione, dai cartelli che invitano volontariamente a non fumare». Ad esempio, nonostante i cartelli antifumo, a Locarno non esiste un divieto vigente e sanzionabile nei parchi giochi.
Nonostante la maggior parte delle restrizioni per le aree esterne sia di competenza comunale, il cantone ha comunque rafforzato il quadro normativo riguardante il fumo. Dal 1° luglio 2026 «le tende, gazebo, verande, terrazze, porticali, e strutture analoghe, sono considerati chiusi quando non presentano un’apertura diretta all’esterno pari ad almeno la méta del perimetro». Questo vale anche per le sigarette elettroniche e prodotti simili. Inoltre, il Cantone attribuisce competenze precise alle autorità di controllo e consente di sanzionare, secondo i casi, i gestori o datori di lavoro per potenziali infrazioni.
Negli altri cantoni
Il Ticino sta facendo ulteriori passi avanti verso una «Generazione senza fumo», tuttavia altri cantoni hanno già introdotto norme più stringenti rispetto a noi. Ginevra, ad esempio, ha imposto un divieto cantonale relativo a «parchi giochi, fermate dei trasporti pubblici, sedimi scolastici, e altri luoghi frequentati da bambini e giovani». A Neuchâtel, invece, il divieto che vale già per determinati spazi estern,i è stato esteso agli ingressi delle strutture di accoglienza prescolastica e parascolastica.
Per ora, i cantoni Appenzello Esterno, Basilea Città, Grigioni, Neuchâtel, Sciaffusa, Ticino e Zurigo applicano «divieti sui sedimi scolastici o in occasione di attività scolastiche, proteggendo i giovani dal fumo passivo». Nonostante ciò, il rispetto di queste limitazioni non è ancora sistematico. Per rafforzarne l'applicazione, sono state avviate a livello cantonale e federale diverse iniziative, tra cui progetti partecipativi come «re:norm».
A chi mirano le restrizioni
Per la Lega Polmonare, i divieti non sono da intendere come una restrizione delle libertà personali degli individui. Possono contribuire a denormalizzare il consumo, e a «proteggere dal fumo passivo i bambini, persone con problemi respiratori o cardiovascolari, e persone che non possono facilmente allontanarsi» dai chi si accende una sigaretta.
Le restrizioni adottate finora mostrano risultati positivi. Infatti, la quota di persone involontariamente esposta al fumo «per almeno un’ora al giorno è scesa dal 35% nel 2002 al 6% nel 2017». Ciò non dimostra che «ogni singolo divieto all’aperto produca lo stesso effetto però conferma che gli ambienti senza fumo riducono concretamente l’esposizione della popolazione».