Diritti

Dall’ombra all’arcobaleno: la storia LGBTQIA+ ticinese in un podcast

«Panico morale» è il titolo scelto dall'autrice, Natascia Bandecchi, che abbiamo intervistato – C'è anche la testimonianza di Bruno Ferrini, che nel 1995 ha aperto a Massagno lo Spazio Gay
© KEYSTONE (EPA/NARENDRA SHRESTHA)
Allegra Morel
30.06.2026 17:30

Colori sgargianti, bandiere sventolate e tanta musica, giugno si colora di arcobaleno per il mese del Pride. Ma qual è storia di questo movimento nel nostro cantone? Tra archivi, voci e testimonianze dirette, Panico morale – storie LGBTQIA+ dalla Svizzera Italiana è il nuovo podcast di Natascia Bandecchi, che cerca così di riempire una lacuna, raccontando un pezzo di storia come mai prima d’ora.

Trent’anni di evoluzioni, tensioni e successi, ripercorsi dalla voce della stessa autrice, la cui esperienza personale si incrocia con quella collettiva del movimento e quella di chi si è messo in gioco per condividere le proprie esperienze individuali. Disponibile dal 13 giugno 2026 sulle piattaforme audio, il podcast – sottoforma di sei episodi costruiti come un viaggio nel tempo – è un percorso nella metamorfosi del tessuto sociale ticinese. Una «realtà provinciale e conservatrice», in cui dalla metà degli anni '90 la comunità queer «si è fatta spazio acquisendo parola e autodeterminazione, sfidando paure collettive e resistenze radicate».

Panico morale

Il titolo «panico morale» – relativo allo stato di forte agitazione emotiva, studiata negli anni '70 dal sociologo Stanley Cohen – è proprio di una società che non sa come incasellare chi è «diverso», associandolo così a una minaccia ai propri valori e reagendo con interventi più severi e repressivi rispetto alla reale portata della questione. «In questi momenti i mass media hanno spesso un ruolo centrale: raccontano i fatti in modo semplificato e stereotipato creando disinformazione». È questo lo sfondo dell’inizio del viaggio, o forse un sentimento che alcuni non si sono ancora scrollati di dosso. «Il panico morale oggi è molto più subdolo, può serpeggiare in ogni dove» dice l’autrice, «i diritti sono stati acquisiti, ma non è sufficiente, è importante continuare a tutelarli».

A Massagno, nel 1995

Si racconta, tra le molte testimonianze, la storia di Bruno Ferrini – considerato pioniere sul nostro territorio – che ha aperto nel 1995 a Massagno lo Spazio Gay. L’entusiasmo delle persone omosessuali è stato immediato, almeno tanto quanto lo sono state le proteste e le dinamiche discriminatorie.

Un percorso «profondamente catartico»

Vengono esposte nei successivi episodi altre grandi conquiste della comunità LGBTQIA+ tra cui: l’approvazione dell’unione domestica registrata (2005); il primo Pride nazionale a Lugano (2018); l’estensione della norma penale antidiscriminazione (2020); e infine il grande passo del matrimonio per tutte e tutti (2021) con la relativa ridefinizione dell’idea di famiglia. Dando vita a un intreccio di generazioni diverse e complessità strutturale che affonda le radici in un grandissimo lavoro di ricerca e documentazione. A questa si sono aggiunte più di 20 testimonianze, permettendo di riascoltare voci, dibattiti e tensioni degli ultimi tre decenni.

Il lavoro di Natascia non vuole essere solo uno strumento documentaristico, ma un vero e proprio viaggio che dallo Spazio Gay di Ferrini ci accompagna fino alla nascita di Collegati, primo Collettivo Gay Lesbico ticinese dalle cui ceneri sorgerà Imbarco Immediato, Associazione LGBTQIA+ di riferimento del territorio – che nel 2026 compie 20 anni di vita – fino alle ballroom delle Dolls on the Block, collettivo queer attivo sul territorio dal 2023. L’autrice definisce la creazione della serie podcast «profondamente catartico». E sottolinea la gratitudine per tutti coloro che lo hanno reso possibile, da chi le ha affidato la sua testimonianza a chi ha lavorato al suo fianco (Agnese Làposi, Victor Hugo Fumagalli, Elisabeth La Rosa, Olmo Cerri della REC) senza dimenticare tutte le persone che l’hanno supportata in questo lungo viaggio.

Conoscere, educare, accettare

Nell’ultimo capitolo del podcast si tocca un tema fondamentale, quello dell’educazione. «Ogni singolo individuo deve educarsi a prendere distanza dalle informazioni che gli si presentano e sviluppare un senso critico», inoltre «dobbiamo imparare ad accogliere chiunque nelle proprie diversità, che sono ciò che ci rende esseri umani unici» afferma Natascia. L’insegnamento del pensiero critico e l’accettazione del prossimo andrebbero promossi soprattutto da chi fa formazione nelle scuole, un ambiente di sviluppo chiamato a rimanere neutrale in un mondo sempre più polarizzato.  

Ma che cosa significa essere liberi? Un filo conduttore, in tutto il podcast, che porta alla fatidica domanda: chi sono? Perché sì, la libertà è un processo dinamico che passa anche da quello, dal riconoscimento di sé e dalla possibilità di poterlo esprimere senza timore. Con uno sguardo al futuro della comunità queer ticinese, l’autrice ci lascia con un augurio: «Forse essere “diversi” vuol dire proprio questo: avere il coraggio di essere se stessi».

Natascia Bandecchi.
Natascia Bandecchi.