AIceberg

Dall’ospedale a casa, l’AI monitora il paziente oncologico

A tu per tu con AIceberg, la startup che combina dati clinici e dispositivi indossabili per monitorare i pazienti oncologici, in gara al Press Start Award 2026.
Red. Online
15.09.2026 06:00

Intervistiamo Ricardo Pereira Mestre, co-founder della startup AIceberg, una delle 7 realtà che partecipano al Press Start Award 2026, il concorso promosso dal Gruppo Corriere del Ticino e Boldbrain Startup Challenge che premia la startup che meglio saprà trasmettere la propria idea e valore al pubblico ticinese. 

Se doveste spiegare la vostra soluzione a chi non è del settore, come la raccontereste in poche parole?

AIceberg è un sistema di intelligenza artificiale in fase di sviluppo, pensato per supportare i pazienti oncologici durante i trattamenti. Lo scopo è di rendere attenti i medici sui rischi di tossicità dei trattamenti secondo una valutazione approfondita e personalizzata del paziente e per prevenire delle complicazioni gravi in corso di trattamento. Per fare questo integra dati clinici e informazioni raccolte da dispositivi medici indossabili per creare un profilo personalizzato del paziente e stimare il rischio di complicazioni all’inizio di uno specifico trattamento. Durante la terapia, l’algoritmo confronta continuamente i nuovi dati con la situazione iniziale e segnala al team medico eventuali cambiamenti anomali. In parole semplici, è come avere un sistema di sorveglianza intelligente e personalizzato per il singolo paziente che aiuta i medici a riconoscere prima i segnali di peggioramento e a intervenire in modo più rapido e mirato. AIceberg non sostituisce il medico: gli offre una visione più continua e completa del paziente.

Qual è stato finora il momento più difficile del vostro percorso imprenditoriale, e come lo avete superato?

Il momento più difficile è stato trasformare un’intuizione clinica in un progetto imprenditoriale concreto, in particolare la ricerca dei fondi che è tutt’ora un’importante sfida in corso. La collaborazione con il centro medico innovativo myDoctorAngel ci ha permesso da subito di integrare l’intuizione clinica di AIceberg in un contesto clinico vero, a costi minori, vicino ai pazienti e ai professionisti sanitari, facilitando anche l’avvio del processo di validazione scientifica quando il prodotto sarà pronto. 

Cosa vi ha dato l’ecosistema ticinese che non avreste trovato altrove e cosa, invece, vorreste che il territorio offrisse di più alle startup?

L’ecosistema ticinese ci ha dato vicinanza a importanti incubatori di idee, accesso diretto alle competenze e la possibilità di creare relazioni tra clinica, ricerca, tecnologia e imprenditorialità. Per una startup sanitaria, questa capacità di fare rete è un grande vantaggio. Vorremmo però che il Ticino offrisse ancora più strumenti per sostenere la fase successiva alla nascita del progetto: capitali dedicati alla digital health, accesso facilitato a studi clinici e strutture sanitarie pubbliche, come EOC, oggi ancora molto chiuse all’innovazione delle startup e ben lontane da realtà di altri ospedali universitari. 

Dove vedete la vostra startup fra tre anni, e qual è il prossimo traguardo concreto che volete raggiungere?

Fra tre anni vediamo AIceberg come una piattaforma disponibile e utilizzata da centri oncologici in Svizzera e all’estero per identificare precocemente i pazienti maggiormente esposti al rischio di complicazioni prima dell’avvio dei trattamenti. Per l’algoritmo predittivo personalizzato in monitoraggio continuo sarà invece più complesso e dipenderà da quanti fondi avremo a disposizione. Il sistema dovrà essere in grado di integrare dati provenienti da diversi dispositivi medici, cartelle cliniche e informazioni riferite dal paziente, trasformandoli in indicazioni realmente utili per il team curante.

Non vogliamo limitarci a sviluppare un buon algoritmo: vogliamo dimostrare che questa tecnologia può migliorare concretamente la sicurezza dei pazienti e l’organizzazione dell’assistenza oncologica per cui l’obiettivo sarà di aprire diversi studi clinici di validazione.

Se poteste “rubare” un superpotere alle altre startup in gara, quale scegliereste?

Ruberei l’entusiasmo e passione dietro ad ogni progetto, la forza del sacrificio di ognuno di loro e la visione orientata al futuro. Nel settore sanitario possiamo sviluppare tecnologie molto sofisticate, ma il vero superpotere è riuscire a portarle nella quotidianità di medici e pazienti senza complicare ulteriormente il loro lavoro o la loro vita e con un impatto concreto utile: gli ostacoli sono molti e il vero superpotere è non arrendersi mai.

Ogni startup finalista possiede competenze e prospettive differenti, tutte innovative, e siamo felici di far parte della competizione, indipendentemente dal risultato finale. 

Perché i lettori del Corriere del Ticino dovrebbero votare proprio voi?

Perché AIceberg nasce da un problema reale che riguarda migliaia di persone: il paziente oncologico non smette di essere fragile quando esce dall’ospedale. Molte complicazioni iniziano a casa, tra una visita e quella successiva, e possono essere riconosciute solo quando i sintomi sono già importanti.

Noi vogliamo utilizzare l’intelligenza artificiale per avvicinare il sistema sanitario al paziente, aiutando i medici a riconoscere prima i segnali di rischio e a intervenire tempestivamente, potenzialmente migliorando la qualità delle cure e riducendo i costi. Votare AIceberg significa sostenere un progetto nato in Ticino che unisce medicina, tecnologia e attenzione umana, con l’ambizione di rendere le cure oncologiche più continue, personalizzate e sicure.

Non chiediamo di votare soltanto un algoritmo, ma una nuova idea di assistenza: una medicina capace di rimanere accanto al paziente, non lasciandolo mai solo. Un vostro voto sarebbe un’iniezione di fiducia per tutto il nostro team. 

Per votare la startup AIceberg, aiutarla ad aggiudicarsi il premio di CHF 10'000 e provare a vincere un buono Digitec di CHF 200.-, visitate il portale di Press Start Award 2026.

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