Lugano

Degrado e droga a Castagnola, ora il quartiere è preoccupato

Siringhe per terra, consumo a cielo aperto, continue richieste di elemosina e baccano – La Commissione di quartiere ha scritto al Municipio lamentando una situazione insostenibile a causa della presenza di alcuni ospiti problematici in un albergo
La Polizia ha intensificato i controlli nel quartiere. ©Chiara Zocchetti
Andrea Bertagni
Andrea Bertagni
13.05.2026 06:00

«Abito a Castagnola dal 1999 e non ho mai visto una situazione del genere. Sono preoccupata e come me anche gli abitanti del quartiere». Janine Bianchetti, presidente della Commissione di quartiere di Cassarate-Castagnola (e Ruvigliana) fotografa così una situazione diventata a suo dire ormai quasi ingestibile a causa della presenza di persone con fragilità e tossicodipendenze alloggiate in un hotel e in alcune stanze del paese. «Da qualche anno - spiega Bianchetti - queste persone chiedono soldi, domandano di telefonare, cercano di aprire le auto». Ma non è tutto. La presidente della Commissione di quartiere parla anche di episodi di spaccio, consumo a cielo aperto e risse. Tanto che Bianchetti e i suoi colleghi hanno preso carta e penna e scritto due lettere al Municipio di Lugano. A una, spedita a Palazzo Civico lo scorso dicembre, l’Esecutivo ha risposto a inizio aprile. E si scopre che anche i Servizi urbani cittadini hanno segnalato alcuni episodi puntuali, come il ritrovamento di sirighe in due occasioni in marzo (ieri Tio ha riportato una testimonianza di un cittadino che ha visto alcune persone farsi a poche decine di metri dalle scuole elementari e dell’infanzia), ma anche la presenza di indumenti sulle panchine pubbliche nei pressi dell’ex ufficio postale.

Venerdì scorso, verso le 7.30 di mattina, non è inoltre passato inosservato un intervento in forze - presenti diverse pattuglie e agenti in borghese - della Polizia comunale proprio nell’albergo in questione. Altre pattuglie, qualche giorno prima, sono state anche viste perlustrare gli spazi dell’ex ufficio postale, probabilmente frequentato anch’esso da queste persone con fragilità.

Rispondendo alla lettera di dicembre della Commissione di quartiere, il Municipio sostiene che sulla base degli elementi raccolti non emergono evidenze che indicano una situazione strutturata o sistematica di degrado riconducibile direttamente ai collocamenti effettuati dai servizi cittadini nell’hotel in questione. «È tuttavia comprensibile - scrive Palazzo Civico - che la presenza, anche autonoma, di persone in situazione di fragilità posa incidere sulla percezione di sicurezza nel quartiere». Ciò detto, le preoccupazioni espresse dalla Commissione sono comunque prese seriamente in considerazione dal Municipio, si legge nella risposta. Tanto che «alla luce delle segnalazioni - si chiarisce - la Polizia comunale ha previsto un’intensificazione dei controlli».

La risposta dell’Esecutivo è del 6 aprile. La «retata» all’albergo è di venerdì scorso, 9 maggio. Dalle parole ai fatti, insomma. La preoccupazione di Bianchetti però rimane. «La Polizia si è mossa e si sta muovendo, è vero - sottolinea - ma siamo preoccupati comunque, perché le cose non sembrano essere migliorate lo stesso». Forse, ragiona voce alta la presidente della Commissione, qualcosa potrebbe cambiare da settembre, da quando cioè «il gerente dell’albergo ha annunciato che se ne andrà via. Non ci resta che attendere e vedere come andrà a finire».

L’interrogazione di gennaio

A portare a galla una «situazione di degrado e comportamenti inaccettabili da parte degli ospiti della struttura alberghiera» era stato a fine gennaio anche il gruppo UDC di Lugano (primo firmatario Stefano Gambazzi) con un’interrogazione. «Castagnola il nuovo Bronx?». Era questo il titolo dell’atto con il quale il gruppo UDC domandava al Municipio se era a conoscenza di tale situazione e cosa intendeva fare per regolarizzare la situazione.

Rispondendo alla Commissione di quartiere (l’interrogazione UDC non ha invece ancora una risposta), il Municipio ha affermato di conoscere la situazione, entrando anche nei dettagli della tipologia di accoglienza riabilitativa in essere a Castagnola. Per quanto riguarda l’hotel in questione, si evidenzia «la presenza di un unico caso seguito da una curatrice dellaCittà», mentre «né l’Ufficio intervento sociale, né l’Ufficio del sostegno sociale di Bellinzona utilizzano l’hotel per collocamenti provvisori». Eventuali presenze, si annota, sono riconducibili a iniziative puntuali di curatori della Città, limitate a singole situazioni specifiche». Nello stesso tempo, «non si può escludere che l’albergo sia frequentato da utenti seguiti da altri enti, come l’Ufficio cantonale dell’aiuto e della protezione o Ingrado».