Ticino

Demografia, Bellinzona si conferma un’eccezione alla «regola»

L’USTAT ha presentato l’analisi delle migrazioni nelle città ticinesi nel decennio tra il 2015 e il 2024 – La popolazione nel cantone è cresciuta di 8.540 abitanti: decisivi i movimenti migratori rispetto al saldo naturale
©Chiara Zocchetti
Paolo Galli
13.03.2026 06:00

Gli studi demografici dicono molto di noi, di ciò che siamo, di ciò che stiamo diventando. Confermano cosa cerchiamo. E poi aiutano a spiegare i movimenti del territorio, di un cantone - perché, in questo caso, parliamo di uno studio cantonale - che continua a cambiare, che interagisce con la gente che lo vive, che lo abita. Ieri l’Ufficio cantonale di statistica (USTAT) ha pubblicato l’analisi «Dieci anni di migrazioni in città» e il primo dato che viene evidenziato è il saldo ticinese; scopriamo così che, nel corso dell’ultimo decennio, tra il 2015 e il 2024, la popolazione è cresciuta di 8.540 abitanti. E leggiamo che «questa crescita non è stata uniforme» - nel rapporto verrà evidenziato anche una contrazione nel periodo 2017-2020 -, e che ogni città (parliamo di Bellinzona, Chiasso, Locarno, Lugano e Mendrisio) ha un suo ruolo, diverso da quello delle altre. Differiscono quindi anche le dinamiche demografiche di ciascuna. Ma una lettura comune è comunque possibile, e riguarda i movimenti migratori di più ampio respiro. «L’incremento (gli 8.540 abitanti in più, ndr) è attribuibile esclusivamente ai movimenti migratori: il saldo migratorio, quasi sempre positivo, ha infatti compensato quello naturale, costantemente negativo (nel decennio preso in esame, solo Bellinzona ha un saldo naturale leggermente positivo, ndr). Lo stesso saldo migratorio è risultato a sua volta elevato per i flussi internazionali ma leggermente negativo per quelli intercantonali, rimanendo nelle cifre positive».

Positivo il saldo internazionale

Leggiamo nella scheda presentata dall’USTAT: «I valori per il periodo 2015-2024 indicano anzitutto che tutte le città hanno avuto un saldo internazionale positivo», ed è già qualcosa. Poi si fanno alcune distinzioni, perché risulta evidente, infatti, «la forte attrattività internazionale di Lugano, che fra arrivi e partenze (internazionali) ha guadagnato 7.148 persone, assorbendo così il 33,4% di questa crescita». Anche Bellinzona ha registrato un saldo internazionale «importante» (+2.149), che però ha avuto un impatto «più contenuto» in termini relativi, anzi il più basso, in questo senso, fra le cinque città ticinesi. E le altre? «L’impatto più importante è stato osservato a Chiasso (+12,5%)», ed è dettato soprattutto dai risultati degli ultimi tre anni presi in esame dallo studio, con un saldo migratorio 2022-2024 di +657 unità, «legato alla crescita improvvisa degli arrivi di persone con permesso di dimora B». Al contrario, fatta eccezione per Locarno, «tutte le città hanno registrato una perdita di abitanti nei confronti del resto della Svizzera». Fa specie il -1.466 persone fatto segnare da Lugano nel computo nazionale. Per quanto concerne i flussi interni, come più volte mostrato dagli studi demografici effettuati nel cantone, Bellinzona si distingue come la città «più attrattiva» tra quelle ticinesi per chi già vive in Ticino, con un saldo positivo di 1.417 abitanti che però influisce relativamente poco sulla sua popolazione (+3,2%). Un saldo intercomunale positivo, «con un impatto però limitato (+1,3%)», si registra anche a Mendrisio. Saldi negativi, invece, per Lugano (addirittura -3.721 abitanti), Chiasso (comunque -560, non pochi) e Locarno.

Chi cambia casa ma non città

Gli autori dello studio hanno voluto andare oltre e hanno fatto riferimento alla statistica dei traslochi. La quota più importante dei trasferimenti effettuati dalla popolazione residente si svolge all’interno dei confini comunali - più precisamente il 36% - e poi che la città in cui la popolazione è meno propensa a cambiare casa è Bellinzona. Chiasso e Lugano, al contrario, «evidenziano i tassi più elevati», anche se i valori massimi sono stati registrati a Locarno. Ma per l’appunto, gli spostamenti più frequenti sono «quelli interni al proprio comune». Interessante una sottolineatura relativa al Sottoceneri, che presenta «quote rilevanti di traslochi verso l’estero, che interessano circa un caso su cinque». Nelle città che hanno conosciuto recenti aggregazioni, i centri di Bellinzona e Lugano hanno fatto segnare saldi negativi in questa particolare statistica, con rispettivamente -479 e -420 persone che hanno scelto di vivere in altri quartieri. In tutti i casi, in questo contesto di crescita decennale, fanno notare gli autori, «le città del Ticino hanno mostrato generalmente poco dinamismo». Solo Bellinzona ha fatto davvero eccezione.