Territorio

Dentro l'Alberoteca

Dal 2015 il progetto fondato da Muriel Hendricks si occupa di recuperare i saperi e i sapori tradizionali della Capriasca: «Il Ticino è pieno di biodiversità» – Di recente ha ricevuto un finanziamento da ImpactHub
© CdT/Chiara Zocchetti
Sveva Poggi
03.09.2023 21:30

Il mese scorso ha ottenuto un riconoscimento da Impact Hub, da diversi anni sta mappando gli alberi da frutto del Ticino e da ormai quasi cinque anni porta ogni settimana i bambini ad esplorare il bosco. È l’Alberoteca, fondata nel 2015 a Sala Capriasca da Muriel Hendrichs e dedicata allo studio, all’educazione e alla conservazione ambientale. E proprio da Hendrichs, di formazione etnobotanica, ce la siamo fatta raccontare: «Ho sempre avuto un senso di meraviglia per tutto ciò che mi circonda - esordisce con un sorriso.- Da bambina mi perdevo per ore a contemplare dei semplici girini o le margherite nei prati». In seguito agli studi di etnobotanica conseguiti all’Università di Neuchâtel, Hendrichs decide di tornare in Ticino nel 2007, nonostante i progetti iniziali: «Prima non pensavo di tornare, ma quando mi è stato proposto di far ricerca in Ticino, nella mia lingua, ci ho ripensato. Lo considero un privilegio, il Ticino è pieno di biodiversità e ricchezza di progetti». Hendrichs ama gli spazi naturali e la divulgazione e queste sue passioni si sono riflesse sin da subito nei suoi impieghi: «Ho cominciato lavorando come ricercatrice per l’associazione ProFrutteti e come giornalista per il settimanale l’Agricoltore Ticinese». Ma la sua vera vocazione l’ha scoperta con le attività didattiche, collaborando con le scuole elementari: «Ricordo questo bambino che – dopo solo una giornata in natura - correva per i prati con le braccia in aria e escalmando ‘questa sì che è vita’. È una cosa che mi è rimasta impressa e da quelle collaborazioni ho capito che volevo andare in quella direzione ». Aggiungendo – alla ricerca in etnobotanica e alla consulenza per luoghi biodiversi - anche un elemento didattico.

Ricerca e coinvolgimento

Tutto questo è confluito nel progetto l’Alberoteca, che ha lo scopo di recuperare i «saperi e i sapori tradizionali della Capriasca» e trasmetterli alle persone. Ciò si concretizza in tre pilastri fondamentali, ossia la ricerca etnobotanica, la consulenza per la progettazione di «luoghi fioriti» e l’animazione degli spazi attraverso progetti di educazione ambientale. Il primo consiste in particolar modo nel recupero delle varietà antiche e locali di piante da frutto e di quelle che hanno un’affinità o una vicinanza particolare con l’uomo: «Inseriamo nella nostra banca dati le informazioni necessarie per creare una carta d’identità delle piante che mappiamo. Successivamente svolgiamo un’analisi genetica per verificare se dobbiamo intraprendere un percorso di conservazione, per poi restituirle alle persone». Fino ad oggi l’Alberoteca, in collaborazione con associazioni ed enti locali fra cui le associazioni di categoria ProFrutteti e ProSpecieRara ha contribuito a recuperare oltre duecento varietà di piante. Il secondo pilastro è invece volto a progettare i «luoghi fioriti», ovvero delle «oasi biodiverse», cioè dei giardini tematici o ancora dei frutteti di conservazione, al fine di rendere le conoscenze accessibili alle persone, rigenerando la biodiversità e il legame con essa. Il che ci porta al terzo pilastro, alla conduzione di attività, laboratori ed eventi in natura: «Coinvolgendo le persone, per esempio  portandole ad esplorare la biodiversità coltivata e non, raccogliere frutti ed erbe commestibili o a esplorare vari ambienti: zone umide, urbane, prati, zone agricole, boschi». È da questa filosofia che  nasce ad esempio il progetto «Un anno nel bosco», grazie al quale i  bambine e bambini delle scuole elementari hanno a disposizione degli incontri settimanali, dedicati alla scoperta del bosco in tutte le sue stagioni, per poterne coglierne l’essenza a trecentosessanta gradi: «Grazie a queste attività i partecipanti hanno la possibilità di stabilire un legame profondo con la natura. Inoltre, sviluppano diverse competenze, fra cui una maggiore apertura e sensibilità ambientale, manualità e crescita umana».

Un impatto importante

«Nei prossimi anni abbiamo il desiderio di triplicare le ore in natura, triplicando così il nostro impatto volto a contribuire a una comunità custode dell’ambiente e della biodiversità.» La nostra sfida è di triplicare le ore, mantenere l’offerta accessibile e il progetto sostenibile . «All’inizio non è stato facile trasformare l’Alberoteca in un progetto finanziariamente sostenibile, anche perché l’educazione ambientale solo pochi anni fa era ancora poco riconosciuta. Ora però le cose stanno cambiando». A sostegno del nostro progetto abbiamo anche di recente ottenuto un finanziamento (prestito virtuoso) grazie all’incubatore Impact Club, che aiuterà il progetto a crescere ulteriormente: «Abbiamo diversi programmi all’orizzonte. Stiamo stringendo connessioni con l’Italia e il resto della Svizzera. Sarebbe un onore veicolare le nostre conoscenze qui e altrove». Dopo la breve pausa estiva (e un’apprezzata «colonia» estiva per i più giovani in Capriasca), a breve riprenderà la oramai «tradizionale» attività «Un anno nel bosco», giunta alla sua quinta edizione. Inoltre, a fine agosto vi sarà una novità: l’ampliamento dell’offerta didattica anche ai più grandicelli: «Abbiamo esteso il nostro ‘Corso Coltellino’ (ndr: in cui si impara a costruire oggetti partendo dalle risorse naturali), anche agli adulti».