Confine

Diamanti, lingotti d'oro e contrabbando al valico di Chiasso: fermato un «finto turista»

Al valico di Chiasso-Brogeda la Guardia di Finanza scopre diamanti certificati, un gioiello e sette lingotti d'oro da 35.000 euro: un gioielliere polacco accusato di contrabbando e violazione della normativa valutaria
Red.Online
18.06.2026 09:36

«Siamo semplici turisti, diretti a Milano». Questa, almeno, la versione data agli agenti durante il controllo al valico autostradale di Chiasso-Brogeda. All'interno dell'auto, tuttavia, c'era ben altro. Nei giorni scorsi, leggiamo, il personale dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli di Ponte Chiasso, di concerto con i militari della Guardia di Finanza, ha fermato una vettura proveniente dal Ticino e diretta in Italia con, a bordo, due persone che avevano dichiarato di non trasportare né merce né denaro da segnalare. A far scattare ulteriori verifiche è stato il ritrovamento di una macchinetta conta-soldi nell'abitacolo. La seguente ispezione, approfondita, ha portato alla scoperta di gioielli e metalli preziosi per un valore considerevole. 

Diamanti, lingotti e obblighi doganali

Tra gli oggetti rinvenuti, una veretta con 12 diamanti da un carato ciascuno accompagnata dai relativi certificati gemmologici, un diamante sciolto da un carato a sua volta certificato e, infine, sette lingotti d'oro per un valore complessivo di 35.218 euro. Il tenore di oro contenuto era superiore al 99,5%. Per legge, dunque, assimilabile a denaro contante.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, il proprietario del materiale sarebbe un gioielliere polacco. Interrogato, l'uomo ha spiegato che era diretto a Milano per effettuare alcuni investimenti e, ancora, di conoscere gli obblighi dichiarativi previsti in dogana, pur non avendoli rispettati al momento del controllo.

Per i diamanti e il gioiello è stata contestata, spiegano le autorità, l'ipotesi di contrabbando di preziosi. In assenza della documentazione commerciale necessaria, sono ancora in corso le valutazioni per stabilire il valore esatto della merce e quantificare diritti di confine e sanzioni. Per due dei sette lingotti, del peso complessivo di 200 grammi e con un controvalore di oltre 25 mila euro, è stata inoltre contestata la violazione della normativa valutaria che impone la dichiarazione per importi superiori a 10 mila euro.