Aviazione

«Dietro le quinte» dei voli: l'importanza dei controllori del traffico aereo

Non solo i piloti: esistono altre figure che garantiscono che le operazioni, sia in volo che a terra, si svolgano in sicurezza e in maniera efficiente – Siamo andati all'aeroporto di Locarno, in occasione dei Recruitment Days di Skyguide, per scoprirne di più
©Chiara Zocchetti
Federica Serrao
25.04.2026 09:01

Quando si sale su un aereo, spesso si pensa che tutto sia nelle mani dei piloti. Di chi porta il velivolo lassù, tra le nuvole. Di chi si occupa del decollo o dell'atterraggio. Non tutti, però, si ricordano di chi sta «dietro le quinte». Parliamo dei controllori di volo: coloro che, dalla torre di controllo, si occupano di gestire il traffico aereo. Tra comunicazioni brevi – spesso incomprensibili a chi di aviazione non se ne intende – e tantissimi schermi da controllare, queste persone fanno in modo che sia in volo che a terra tutte le operazioni si svolgano in sicurezza e in maniera efficiente. 

Quello del controllore di volo è un mestiere poco conosciuto, sebbene nell'aviazione sia una figura chiave. «Molti credono che sia un lavoro difficile, anche stressante. Ma in realtà è piuttosto semplice quello che facciamo», ci racconta Jan Donati, responsabile degli addetti al controllo del traffico aereo Skyguide all'aeroporto di Locarno. «Ci occupiamo dell'utenza che vola in uno spazio aereo controllato, e non solo». I controllori di volo, a Locarno, gestiscono anche piloti privati e studenti. «Il nostro ruolo è quello di garantire la sicurezza e lo svolgimento efficace di un volo». Sono i controllori, infatti, a impedire collisioni tra aeromobili in volo e al suolo, a fornire un servizio di allerta o di assistenza alla ricerca e al salvataggio. «Il pilota non vola da solo: c'è una catena di eventi, persone che si occupano dell'amministrazione o della sicurezza, nel caso si verifichi un problema in volo. E quelle persone, dietro le quinte, siamo noi controllori». 

Jan Donati, responsabile dei controllori di volo. © CdT / Chiara Zocchetti
Jan Donati, responsabile dei controllori di volo. © CdT / Chiara Zocchetti

Come ci spiega Donati, che si occupa di traffico aereo da vent'anni, le giornate di un controllore sono molto dinamiche e variano soprattutto in base alla meteorologia. «In aeroporti come quello di Locarno, quindi regionali, l'utenza comprende studenti, aviazione sportiva o privata, le giornate di bel tempo sono quelle in cui un controllore è più sovraccaricato, soprattutto in primavera». Non si tratta, però, di una situazione stressante, come conferma il responsabile dei controllori. «Siamo allenati a gestire tanti movimenti. Molte volte, infatti, le difficoltà nascono dalla complessità dei movimenti, e non dalla quantità». 

Da Zurigo al Ticino

Diverse persone però, come detto, ignorano l'importanza di una figura di questo tipo. Ed è proprio l'aeroporto di Locarno che, da qualche tempo, cerca di far conoscere questa professione ai giovani. Dopo anni in cui le giornate di reclutamento di Skyguide si svolgevano solo a Dübendorf (Zurigo) e a Ginevra, ora anche il Ticino è diventato attivo, in prima linea, per trovare nuovi candidati. «Ai tempi, per praticità, i test si facevano nei grandi centri», ci spiega Donati. La carenza di controllori di volo nel nostro cantone, tuttavia, ha portato Skyguide ad adottare nuove strategie per trovare nuovi collaboratori a livello regionale, organizzando giornate di reclutamento anche a Locarno, in lingua italiana. Giornate che, per alcuni, sono solo l'inizio di un percorso lungo e intenso, ma appassionante. Come si evince dalle stesse parole di chi questa professione la pratica da anni. 

Tra esami e selezioni

In occasione dei Recruitment Days organizzati per il 24 e il 25 aprile, circa quindici giovani interessati al lavoro di controllore, tra i 20 e i 28 anni, si sono presentati a Locarno per sostenere una prima fase di test. Esami conosciuti come «FEAST», eseguiti per lo più al computer, per testare le capacità cognitive dei candidati, ma anche la loro personalità. Chi supera questi primi step accede a una terza fase, che prevede un esercizio e un colloquio individuale. Ma è solo l'inizio: tra test d'inglese, selection camp e check-up medici, il percorso per iniziare, ufficialmente, un contratto di formazione come controllore richiede tempo e idoneità. Motivo per cui, capita che chi supera i FEAST test iniziali si ritrovi a dover abbandonare il percorso, prima di arrivare al termine.

«È importante ricordare, però, che si tratta di un lavoro adatto a tutti», sottolinea Donati. «Si pensa sempre al controllo del traffico aereo come un mestiere complesso, dove è necessario essere un ingegnere o conoscere la matematica, ma non è così». In realtà, infatti, per candidarsi è sufficiente un diploma di maturità professionale o di formazione professionale con Attestato Federale di Capacità (AFC). «È Skyguide, come azienda, che nel tempo si occupa di formare il candidato e di insegnargli la professione». 

Un lavoro sconosciuto, ma «per tutti»

Sebbene nei grandi centri svizzeri i candidati siano, di riflesso, più numerosi, anche a Locarno i giovani appassionati di aviazione non mancano. «È una grande opportunità», ci confessa un 21.enne del Varesotto, che lavora già nel settore dell'aviazione, nella sicurezza aeroportuale. «Quello del controllore è un ruolo importante e sarebbe soddisfacente poterlo ricoprire, un giorno». «Penso sia un lavoro dove è impossibile annoiarsi», fa eco una 22.enne del Luganese, appassionata di aerei fin da quando era bambina. «Ci si occupa sia di meteorologia che di atterraggi, penso sia un lavoro davvero dinamico». 

A tal proposito, non stupisce vedere, tra i candidati, anche diversi volti femminili. Questo perché, come ribadisce Jan Donati, quello del controllore «è un lavoro che si addice a chiunque», come altre professioni nel mondo dell'aviazione. Basti pensare che in Skyguide, la quota rosa, in generale, è del 23,2%. «Purtroppo, quello del controllore del traffico aereo è un lavoro sconosciuto, e questa è la ragione principale per cui fatichiamo a trovare controllori di volo a livello regionale», ammette Donati. Di più, il fatto che la fase di selezione richieda numerosi step, in alcuni casi, può ostacolare il successo nel percorso. «Ma invito chi è interessato a questa professione a crederci e a buttarsi. Anche perché da Skyguide viene fornito tutto il supporto necessario».

Solidità

Nonostante la carenza di controllori di volo, quello di Locarno, per Jan Donati, è indubbiamente «un aeroporto molto solido». «Per anni è stato un po' in sordina, ma non ci si rende conto di quanto movimento ci sia, sia dalla parte civile, che da quella cantonale a quella militare. Negli anni, Locarno è stato indirizzato come il campo d'aviazione dove si vola per piacere e per allenarsi. Siamo orientati, dunque, verso le necessità degli allievi, che sono diverse da quelle dei piloti di linea». 

Non solo. Come conferma Donati, l'aeroporto di Locarno, nel tempo, ha confermato anche una certa sicurezza. «Se guardiamo gli incidenti, ce ne sono stati pochissimi rispetto alla quantità di movimenti». Ma l'aspetto più importante, per chi a Locarno ci lavora, è quello legato alla particolarità di questo aeroporto, l'unico in Svizzera ad essere sia civile che militare. «C'è una collaborazione perfetta tra queste due parti, e questo ha creato una stabilità che negli anni non si è mai persa».