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Dopo la tragedia di Crans-Montana, in Ticino è realtà il giro di vite sugli esercizi pubblici

Controlli ogni due anni nei locali notturni – Introdotto in maniera esplicita l’obbligo di notifica al Municipio
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Red. Online
27.03.2026 16:40

Annunciato due settimane dopo la tragedia del Constellation di Crans-Montana, è ora ufficialmente entrato in vigore il giro di vite annunciato dal Governo ticinese sugli esercizi pubblici.

Le novità

Ad essere stato modificato è il regolamento sulla protezione antincendio del 6 dicembre 2023. Le modifiche intendono ridefinire la frequenza dei controlli periodici obbligatori, in particolare estendendo la scadenza biennale anche a strutture che presentano un potenziale rischio di incendio più elevato (locali notturni, erotici, discoteche, locali pubblici o aperti al pubblico interrati e quelli a grande concentrazione di persone). In tal ambito, viene inoltre fissato il primo termine utile per i controlli obbligatori delle diverse tipologie di costruzioni.

Per gli edifici e impianti soggetti ai controlli periodici che non dispongono di un certificato di collaudo antincendio dev’essere invece presentata una perizia attestante il rischio residuo d’incendio accettabile entro il 31 dicembre 2027.

Viene inoltre introdotto in maniera esplicita l’obbligo di notifica al Municipio, da parte del tecnico riconosciuto, dell’avvenuto controllo, nonché di segnalazione di difetti gravi che comportano un rischio d’incendio non accettabile nell’ambito dei controlli periodici. In questo caso il Municipio deve verificare l’avvenuta eliminazione dei difetti e ha facoltà di intervenire.

Al fine di agevolare il compito di vigilanza sull’attuazione delle procedure previste dalla Legge sulla protezione antincendio, l’autorità comunale è inoltre tenuta ad allestire un elenco degli edifici e impianti soggetti a controlli periodici, che indichi le costruzioni interessate, quando è stato effettuato l’ultimo controllo e la periodicità dello stesso.

«Si può sempre fare meglio»

«Per il rispetto dovuto alle vittime e ai loro familiari è compito dell’autorità, oltre che legittima aspettativa di tutti, avviare una procedura di ripensamento e di miglioramento di quanto in essere oggi per evitare che nel futuro una concatenazione di circostanze negative possa portare a nuove tragedie», aveva spiegato in conferenza stampa lo scorso gennaio il direttore del Dipartimento del territorio (DT) Claudio Zali.

Il direttore del DT aveva anche precisato che in Ticino «la situazione attuale è fondata su basi legali aggiornate, risorse sufficienti e sulla fattiva collaborazione tra i vari attori». E, soprattutto, «non esistono situazioni incontrollate». Tuttavia, «visto che è sempre possibile fare di meglio», il Governo si è mosso per mettere a punto alcuni accorgimenti

Zali aveva anche annunciato la decisione di assumere personalmente la guida della Commissione cantonale per la protezione antincendio.