Ticino

Caso Gobbi: due agenti di Polizia rischiano il posto

Prospettato il licenziamento a due dei tre indagati per violazione del segreto d’ufficioAccertamenti per capire a chi avrebbero inviato materiale sensibile – I deputati Matteo Pronzini e Fiorenzo Dadò sentiti come persone informate sui fatti, al pari di un giornalista e un assicuratore
© CdT / Chiara Zocchetti
Red. Cantone
09.10.2026 18:20

Ci sono novità in relazione al cosiddetto «caso Gobbi». Come noto, lo scorso aprile tre agenti della Polizia cantonale sono stati indagati con l’accusa di fuga di notizie. Ebbene, stando a quanto riferito dalla RSI, a due di loro sarebbe stato prospettato il licenziamento.

Tutto è partito dal danneggiamento del radar di Monteggio del 22 novembre del 2024. Quella sera, l’apparecchio venne colpito da diversi colpi d’arma da fuoco (presumibilmente esplosi da un fucile di piccolo calibro). Mesi dopo, come aveva anticipato il Corriere del Ticino, era emerso che il principale indiziato era un poliziotto della Cantonale, a cui la Procura aveva sequestrato i dispositivi elettronici personali con l’intento di conoscerne i contenuti quali fotografie, messaggi o spostamenti tracciati. L’obiettivo era accertare se vi potevano essere le prove di un suo possibile coinvolgimento nell’atto vandalico. Il giudice dei provvedimenti coercitivi aveva quindi avallato la richiesta di levare i sigilli e di permettere l’accesso ai dati scambiati dal poliziotto in questione. Cosa che gli inquirenti hanno effettivamente fatto e dalle analisi dei contenuti del telefonino erano emersi indizi di una possibile violazione del segreto d’ufficio. E non solo per mano del poliziotto finito sotto indagine per i fatti del radar di Monteggio, bensì anche di altri due colleghi, sempre della Cantonale. I tre poliziotti finiti sotto indagine con l’accusa di violazione di segreto d’ufficio avrebbero in sostanza condiviso informazioni riservate proprio sul «caso Gobbi», ossia l’incidente che ha visto coinvolto il consigliere di Stato – e all’epoca dei fatti responsabile politico della Polizia – in alta Leventina nel mese di novembre del 2023. Per tutti gli agenti in questione è stato altresì aperto un procedimento disciplinare. Dal canto loro gli agenti, nei cui confronti vale la presunzione di innocenza, hanno respinto ogni addebito.

L’inchiesta coordinata dal procuratore generale Andrea Pagani deve stabilire i motivi dietro la presunta diffusione di informazioni riservate, e a chi sono state trasmesse. Ebbene, sempre stando all’emittente di Comano sospetti degli inquirenti riguardano quattro persone: un giornalista, un assicuratore e i deputati Matteo Pronzini e Fiorenzo Dadò, che sull’incidente occorso in Leventina al consigliere di Stato inoltrarono, agli inizi del 2024, delle interpellanze. Tutte e quattro le persone sono nel frattempo state sentite come persone informate sui fatti. L’assicuratore sarebbe stato contattato per avere informazioni sull’incidente occorsdo a Gobbi ed era diventato imputato. Nei suoi confronti, Pagani ha poi emesso un decreto di abbandono.