Como

Due auto in divieto ma le ganasce solo alla ticinese, Quadri: «È tempo di restituire la gentilezza»

Il consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri denuncia un presunto trattamento diverso tra vetture ticinesi e italiane dopo un episodio avvenuto a Como: «Anche in Ticino servono le ganasce per le targhe blu»
Facebook - Lorenzo Quadri
Red. Online
15.05.2026 10:02

Nonostante il maltempo, la giornata festiva dell’Ascensione ha portato molti svizzeri – in particolare dal Ticino – ad approfittare del ponte per una trasferta oltreconfine tra il Lago di Como e le vie del centro. Una visita che, per il conducente di una BMW Serie 2 Coupé con targa elvetica, si è però conclusa con una multa e le ganasce applicate all’auto, parcheggiata irregolarmente nel centro cittadino. Un episodio che ha rapidamente acceso le polemiche. «La disparità di trattamento è manifesta. Si dirà che l’obiettivo è garantire che la contravvenzione venga saldata sul posto», lamenta il consigliere nazionale e municipale di Lugano Lorenzo Quadri in un post su Facebook con tanto di foto allegata, sottolineando che «non risulta che in Ticino, alle targhe azzurre posteggiate in modo abusivo, e ce ne sono a mazzi, vengano applicate delle ganasce. Multe sì, ovviamente; ma ganasce no».

Trattamento impari?

La disparità citata da Quadri è chiaramente visibile nell’immagine: dietro all’auto ticinese a cui sono state messe le ganasce ce n’è una italiana, parcheggiata a sua volta in una zona vietata. Tuttavia, all’auto con targhe blu non sono state messe le ganasce. «Questa foto è stata scattata ieri nel centro di Como. Si nota che all’auto con targhe ticinesi - la nazionalità del proprietario non è nota -, palesemente parcheggiata in divieto, sono state applicate delle ganasce. Che però non si vedono sull’auto italica posteggiata dietro, altrettanto abusivamente. Quest'ultima è stata solo multata», prosegue il post. «È tempo di restituire la gentilezza: anche alle nostre latitudini la polizia deve dotarsi di ganasce, che si potrebbero pitturare a strisce verdi-bianche-rosse, da applicare alle targhe azzurre in divieto».

«Stufi di farci prendere a pesci in faccia»

Il post di Quadri conclude richiamando il problema dei lavoratori d’oltreconfine. «Oltre 32mila frontalieri presenti in Ticino provengono dalla provincia di Como. Di farci prendere a pesci in faccia da chi ha uno stipendio grazie al nostro Cantone e poi ci odia, ne abbiamo piene le scuffie».

Un caso simile già ad aprile

Un caso simile era già accaduto a fine aprile, sempre a Como, quando a un suv Alfa Romeo Stelvio con targhe ticinesi erano state poste le tenaglie gialle in pieno centro storico, precisamente in via Volta, all’interno della città murata. In quell’occasione – come documentato da ComoZero – era stato addirittura messo un nastro biancorosso sulla vettura in sosta irregolare.

La battaglia di Rapinese

L’accanimento contro le auto ticinesi era stato dichiarato dal sindaco Alessandro Rapinese a inizio mandato, quando aveva annunciato l’intenzione di istituire un “carro attrezzi per ticinesi”. L’obiettivo? Combattere i divieti di sosta, in particolare delle auto rossocrociate. Inutile dire che tale servizio non ha mai visto la luce.

Perché le ganasce?

Il ritorno delle ganasce per le auto parcheggiate in divieto di sosta è piuttosto recente. Questa soluzione viene adottata soprattutto quando il veicolo si trova in un punto in cui lo spazio di manovra non consente al carro attrezzi di effettuare il carico, oppure nel caso di supercar particolarmente basse o dotate di cambio automatico, per evitare il rischio di danni durante la rimozione e le possibili conseguenze legali e assicurative.