Prospettive

Due passi in via La Santa, prima che cambi tutto

La costruzione del campus universitario non è l’unico progetto che darà un volto nuovo alla strada di Viganello
Una vista aerea di via La Santa. (Foto Putzu)
Giuliano Gasperi
28.08.2019 06:00

LUGANO - Ultimamente, oltre che dalle auto, via La Santa a Viganello è attraversata da molte idee. Alcune sono già in fase di realizzazione e per altre ci vorrà più tempo, ma il fermento progettuale in quella zona è sotto gli occhi di tutti. A far la parte del leone, non appena attraversiamo il ponte della Madonnetta, è il cantiere del nuovo campus universitario, che sta crescendo come crescono i funghi di questi tempi e mostrando in modo sempre più netto le sue forme e i suoi colori. A pochi passi sorgerà presto un altro stabile in simbiosi con la realtà accademica: una casa con appartamenti per studenti e con una serie di servizi pensati per loro. Continuando la nostra camminata virtuale verso la sagoma boscosa del monte Brè, superato un palazzo in cui sono incastonate varie attività commerciali, notiamo quattro modine svettare sullo stabile che ospita la pensione e il ristorante La Santa, oltre ad un kebab.

Ai tempi del cariscna
Capiamo subito di essere di fronte a un edificio che viene da un’altra epoca, che custodisce delle storie. Ne dà un assaggio il libro Viganello, passeggiata e festa (2004) a cura di Emilio Rissone con una descrizione che risale verosimilmente ai primi decenni del ‘900. «Sull’angolo tra via La Santa e via Merlina si trovava l’osteria detta ‘Sole’. L’oste era un certo Radice, detto ul cariscna. Non mancava il solito campo di bocce. In seguito divenne ristorante La Santa, con annessa la macelleria di Pietro Mazzucchelli. Era un locale a gestione familiare. La sera, verso le sei, si riempiva di avventori, operai delle varie industrie vicine che, finita la giornata di fatica, si fermavano per sorseggiare un bicchiere e scambiare due frottole. Era un viavai continuo. La figlia Margherita correva su e giù con i vassoi, come pure la signora Lena, padrona germanica e bonacciona che teneva anche delle camere per pochi turisti. Attualmente il ristorante è di proprietà Canzali e vanta l’insegna luminosa ‘La Santa Pensione’, forse in omaggio ai molti clienti affezionati da anni [...] ormai in pensione». Quelli ci sono ancora oggi e ci fanno tornare al presente: cosa significano quelle aste di metallo? Preannunciano la demolizione della struttura per costruire uno stabile residenziale di sette piani destinato anch’esso a studenti universitari. Non subito comunque. L’anno scorso i proprietari avevano chiesto la licenza edilizia, ma un’incongruenza con il Piano regolatore aveva bloccato tutto e i promotori, d’accordo con il Comune, avevano deciso di ritirare la domanda e rifare il progetto. Le modine sono quindi superate dai fatti. Torneranno d’attualità fra circa un anno, quando dovrebbe concludersi uno studio appena avviato dalla Città per una nuova pianificazione della via Merlina. A grandi linee l’idea è quella di eliminare il collegamento viario con via La Santa creando una piazza di giro per le auto che imboccheranno via Merlina da nord (in futuro sarà l’unico accesso possibile) ma soprattutto una zona pedonale con alberi, portici e aiuole, per aumentare la qualità urbana della zona. La pensione è dunque destinata a cadere sotto i colpi della ruspa e chi ci lavora lo sa bene. «Ci siamo messi il cuore in pace – ci dice uno dei gestori – è un po’ un peccato perché si tratta di un posto storico, frequentato da tutti i vecchietti del quartiere e da persone in assistenza a cui si cerca di dare una mano. Vedremo fino a quando riusciremo ad andare avanti, poi quando dovremo chiudere... chiuderemo, non possiamo farci niente».

La scuola e il mini quartiere
Vogliono invece fare il possibile, nella vicina via Bottogno, gli abitanti contrari al sacrificio del parco giochi attuale per la costruzione della nuova scuola elementare che sorgerà fra via Pazzalino, via Bottogno e via Frontini e sarà composta da cinque sezioni più due sezioni di scuola dell’infanzia, una di asilo nido, una palestra e spazi amministrativi. La richiesta del credito di costruzione (una ventina di milioni) è prevista per l’anno prossimo e dovrebbe essere preceduta da un incontro fra la Città e i residenti preoccupati per il parco. Tornando verso il Cassarate, sul lato opposto della strada, passiamo di fronte al progetto più embrionale fra quelli citati: la valorizzazione del comparto ex PTT. Recentemente il Consiglio comunale ha approvato una mozione del PPD che chiedeva di creare le basi pianificatorie per un quartiere sostenibile con abitazioni per anziani autosufficienti, famiglie con bambini o persone bisognose a carico, single e coppie giovani. Si andrà quindi in questa direzione. Al momento il Municipio sta riflettendo su quale procedura è meglio seguire. Di acqua sotto il ponte della Madonnetta, in questo caso, ne deve passare ancora tanta.