Due progetti per rilanciare Camorino e Claro

Camorino e Claro. Gli estremi sud e nord della nuova Bellinzona. Due ex Comuni, oggi quartieri, in cui il Programma d’azione (PAC) della Città ha individuato altrettanti “Poli di sviluppo multifunzionali”, che si aggiungono agli altri tre contemplati dal documento: il futuro comparto delle Officine FFS, quello delle Ferriere Cattaneo di Giubiasco e quello attorno allo Stadio comunale (a tutti abbiamo già dedicato vari articoli nelle scorse settimane). Nel documento di 140 pagine, scaturito dal lavoro di tre consorzi di professionisti incaricati dall’Esecutivo di “disegnare” la Bellinzona del 2040, e ora in attesa del voto consultivo del Legislativo, quei cinque luoghi definiti strategici hanno la funzione di «concretizzare gli obiettivi dello sviluppo centripeto di qualità».
Camorino, «contenuti esatti da stabilire»
Partiamo da Camorino. Qui, già l’ex Municipio aveva tracciato le linee necessarie alla tutela e alla valorizzazione del comparto centrale denominato “Capeléta” nell’ambito della revisione generale del Piano regolatore (PR) poi adottata dal Consiglio comunale della nuova Bellinzona e ora al vaglio del Consiglio di Stato. Come contemplato anche nel PAC e come viene spiegato più diffusamente nel Regolamento edilizio del PR in fase di approvazione, il comparto è destinato «alla costruzione di un edificio a carattere commerciale, terziario e residenziale, contenente pure spazi d’interesse pubblico, con uffici pubblici, spazi d’incontro e aggregazione per la popolazione, mensa intergenerazionale e alloggi a misura d’anziani autosufficienti». Sempre secondo questa visione, l’edificazione dovrà avvenire secondo un progetto unitario, che definisca anche la sistemazione degli spazi esterni: accessi veicolari e pedonali, spazi di relazione pubblici e semi-pubblici, compreso il nuovo terminale della linea 1 dei bus. Il tutto nell’ambito di un concetto più ampio che spazia fino alla zona della casa comunale, ipotizza pure la realizzazione di un parco urbano e prevede tre le altre cose la valorizzazione della cappella di San Nicolao, monumento culturale ubicato in cima alla via In Busciurina. «Sono previsti contenuti misti che possano conferire vitalità al quartiere» commenta contattato dal CdT il municipale Simone Gianini. Anche in considerazione della proprietà dei terreni interessati – in parte pubblici, in parte privati – «i contenuti concreti dovranno ancora essere individuati ma saranno sicuramente orientati ai servizi alla popolazione, in particolare per la parte sud del nuovo Comune, per cui quel comparto fungerà da polo aggregativo», aggiunge il capo del Dicastero territorio e mobilità della Città. Da notare che il Mandato di studio in parallelo promosso dall’autorità comunale proprio per la riqualificazione di questo comparto centrale aveva portato l’architetto Mauro Galfetti, per il suo contributo, a ricevere nel 2017 la menzione nell’ambito del premio biennale «Comune innovativo» promosso dall’Ordine degli ingegneri e architetti del Canton Ticino (OTIA).
Un fattore oggi mancante a Claro
C’è poi Claro, altro polo di sviluppo multifunzionale contemplato dal PAC. «L’idea consiste nella creazione di un luogo di socializzazione, anche perché, come la popolazione lamenta, Claro è sprovvisto di una vera e propria piazza, a differenza di altri quartieri che ce l’hanno, si pensi ad esempio alla vicina Preonzo dove si stanno proprio concludendo i lavori di valorizzazione» dichiara Simone Gianini. «Oggi il centro del quartiere di Claro presenta un crocicchio di strade non sempre sicuro: l’idea è quella di effettuare uno studio urbanistico già nella prossima legislatura, così da conferire a quel luogo vitalità e centralità a favore di tutto il comparto nord della Città». Secondo il municipale si tratta del resto di un’esigenza già ipotizzata a suo tempo, erano gli anni ’90, dall’allora Esecutivo di Claro, ma poi mai concretizzata. L’obiettivo del progetto consisterà nel «fornire un senso di piazza alla zona centrale e adottare un concetto di fruizione pubblica che colleghi armoniosamente il centro scolastico, quello comunale, i commerci e gli esercizi pubblici già esistenti». Anche qui, a mente del responsabile della pianificazione territoriale cittadina, «si va proprio nell’ottica del PAC, che prevede uno sviluppo policentrico con due poli di sviluppo principali a sud e a nord del comparto urbano centrale».
