Lutti

È morta Lili Hinstin

È stata direttrice artistica del Locarno Film Festival dalla fine del 2018 al 2020 – Malata da tempo, aveva 48 anni
© CdT/ Chiara Zocchetti
Red. Online
31.03.2026 15:37

È morta Lili Hinstin, già direttrice artistica del Locarno Film Festival.

Nata a Parigi nel 1977, laureata in Lingue, Letteratura e Civiltà straniere con indirizzo filosofia delle università di Parigi e Padova, nel 2001 aveva fondato la società di produzione Les Films du Saut du Tigre ed era stata responsabile delle attività cinematografiche dell’Accademia di Francia a Roma dal 2005 al 2009 e, dal 2011 al 2013, vicedirettrice artistica del Cinéma du Réel di Parigi. Dal 2013 era stata direttrice dell’Entrevues Belfort – Festival International du Film.

Hinstin era stata scelta da Locarno quale direttrice artistica alla fine del 2018 per succedere a Carlo Chatrian, il quale aveva lasciato il Festival per assumere la Direzione artistica della Berlinale. Alla fine di settembre del 2020, Hinstin e il Locarno Film Festival – sotto la presidenza di Marco Solari – avevano deciso «di comune accordo» di sciogliere il loro rapporto di lavoro a causa di «divergenze strategiche».

In seguito, è stata direttrice della programmazione del Festival internazionale Nouvelles Vagues di Biarritz.

Il cordoglio di Locarno

La notizia della scomparsa, anticipata dalla RSI – la quale riferisce che Hinstin «era malata da tempo» – è stata confermata dal Festival. «Il Consiglio di amministrazione, il presidente onorario, la direzione, i collaboratori e l’intera squadra del Locarno Film Festival ricordano con gratitudine Lili Hinstin (1977-2026), già direttrice artistica del Festival».

Il comunicato

Lili Hinstin ha assunto la direzione artistica del Locarno Film Festival alla fine del 2018 e ha portato subito con sé un punto di vista audace e curioso, attento alle cineaste e ai cineasti di ogni sezione del programma, dalla Piazza Grande alle sezioni competitive. Di Locarno72, la prima edizione da lei guidata, si ricordano alcuni momenti rimasti impressi nella storia recente del Festival: come la conversazione aperta al pubblico tra Albert Serra e il Pardo d’Onore Manor John Waters, il Pardo d’Oro a Vitalina Varela di Pedro Costa (che si aggiudica anche il Pardo per la migliore interpretazione femminile), o ancora l’affresco dedicato al «cinema nero» di Black Light, la retrospettiva del 2019. L’anno successivo, quando la pandemia di Covid-19 ha reso impossibile il regolare svolgimento della manifestazione, la direzione di Hinstin ha contribuito a reinventare l’evento con Locarno 2020 – For the Future of Films e lanciando The Films After Tomorrow, un’iniziativa che ha ridiretto le risorse del Festival verso venti progetti di film svizzeri e internazionali, le cui riprese erano state interrotte a causa dell’emergenza sanitaria. Tra i progetti sostenuti e giunti a compimento grazie alla disposizione di fondi speciali, figurano i due Pardi d’Oro – Nuestra Tierra (allora noto come Chocobar) di Lucrecia Martel, presentato poi Fuori Concorso a Venezia e uscito di recente in sala in Argentina, e Zahorì di Marì Alessandrini (poi presentato a Locarno74) – e De Humani Corporis Fabrica di Véréna Paravel e Lucien Castaing-Taylor, approdato in prima mondiale alla Quinzaine des Cinéastes di Cannes: risultati che testimoniano la solidità del lavoro svolto da Hinstin alla guida della direzione artistica del Festival.

«Nell’apprendere la notizia della sua scomparsa, il Locarno Film Festival si unisce al cordoglio dei suoi familiari e amici».