Territorio

È partito il lungo iter per valorizzare la riva fra Maroggia e Capolago

Il Dipartimento del territorio ha iniziato ad allestire il Piano di utilizzazione cantonale necessario per realizzare una nuova e ampia area di svago di interesse cantonale grazie anche al materiale di scavo dovuto a PoLuMe - Tra le idee da affinare vi sono una ciclopista e nuove terre emerse
© CdT/ Chiara Zocchetti
Federico Storni
26.09.2026 06:00

Il via ai lavori è stato dato, con una lettera spedita lunedì agli enti coinvolti. La loro fine non è però attesa per domani. Anzi, il percorso si preannuncia lungo e non privo di ostacoli. Ma il risultato promesso è allettante: valorizzare e riqualificare il tratto di riva che va da Maroggia alla foce del fiume Laveggio a Capolago, approfittando dei lavori necessari a realizzare il potenziamento dell’autostrada tra Lugano e Mendrisio (PoLuMe). Valorizzare e riqualificare massicciamente, si potrebbe tranquillamente aggiungere. Perché lo studio di fattibilità parla di un’area di svago di interesse cantonale compresa di un nuovo percorso ciclopedonale, nuove piazze e addirittura nuove terre emerse. «Lo studio di fattibilità - spiega il capoufficio della Pianificazione locale del Cantone Manuele Comazzi, da noi interpellato – mirava a definire un fil rouge dei possibili interventi fra Capolago e Maroggia. Ora l’obiettivo è codificarlo a livello pianificatorio». A coordinare la direzione di progetto sarà la Sezione dello sviluppo territoriale, mentre gli enti destinatari della missiva sono il Gran Consiglio, i Comuni di Val Mara e Mendrisio, e l’Ente regionale per lo sviluppo del Mendrisiotto e del Basso Ceresio.

Un orizzonte che si è allargato

Lo studio di fattibilità è già stato preliminarmente discusso in Gran Consiglio lo scorso febbraio. L’occasione era una vecchia mozione di oltre vent’anni fa proposta dal compianto Bill Arigoni che chiedeva di stilare un Piano di utilizzazione cantonale (PUC) «per il comparto a lago di Melano». Mozione che è stata respinta, ma soltanto perché l’orizzonte geografico si era nel frattempo allargato. E infatti ora si andrà ad allestire sì un PUC, ma che guardi a destra e a sinistra di Melano, spingendosi appunto sino a Maroggia e Capolago. L’opera, aveva commentato allora il granconsigliere e allora presidente della Commissione regionale dei trasporti del Mendrisiotto e Basso Ceresio Andrea Rigamonti, «porterà grandi benefici per la popolazione locale, ma offrirà anche opportunità turistiche».

A suggerire di ampliare lo sguardo, è stato il progetto PoLuMe: «Quando il Consiglio federale ha approvato alcuni anni fa il progetto generale – spiega Comazzi – lo stesso prevedeva il deposito a lago e lungo la riva delle ingenti quantità di materiale proveniente dalla realizzazione delle nuove gallerie». Parimenti, l’allora Comune di Melano si era fatto promotore di un percorso ciclopedonale lungo le rive. Entrambe le cose confluiranno nel PUC CaMa: «Sono i suoi due principi generatori: da una parte il percorso ciclopedonale, dall’altra parte una serie di interventi di riqualificazione naturalistica, paesaggistica e fruitiva».

Tante idee da concretizzare

E vediamole più nel dettaglio, queste idee di riqualificazione. Lo studio di fattibilità suggerisce ad esempio una nuova piazza e terrazza affacciate sul lago a Maroggia; una spiaggia, un palco galleggiante e un giardino sensoriale a Melano; un tratto di ciclopedonale direttamente sul lago fra la zona appena citata e il camping Monte Generoso; infrastrutture per eventi, area picnic e barbecue, dog park e spiaggia cani, e nuove infrastrutture sportive nell’ampia area fra il camping e il lido di Melano, un nuovo lido a Capolago e degli isolotti di fronte al lido di Riva San Vitale. Suggestioni molto ambiziose, che ora si tratterà innanzitutto di fissare a livello pianificatorio: «Lo studio di fattibilità – spiega Comazzi, - ha individuato gli interventi e fissato le basi di riferimento; il PUC dovrà tradurli sul piano pianificatorio, precisandoli e affinando le soluzioni». Stando a nostre informazioni, per allestire il PUC il Dipartimento del territorio prevede il conferimento di un mandato a uno studio di pianificazione territoriale ticinese.

Il nodo finanziario

L’altra grande incognita sarà poi la questione finanziaria. L’allora direttore del Dipartimento del Territorio Claudio Zali, lo scorso febbraio, in Parlamento aveva detto che il tutto costerà, anche per via di «espropri dal costo probabilmente piuttosto elevato», «almeno 100 milioni di franchi». In questo senso un aiuto potrebbe giungere da USTRA, responsabile del progetto PoLuMe: «Anche se siamo fuori dal perimetro di PoLuMe – aveva spiegato Zali - stiamo dialogando con USTRA per ottenere un importo forfettario quale opera di compensazione generica. Un importo che renderebbe il progetto più favorevole dal profilo dei costi e dei benefici. Se poi ciò sarà sufficiente o meno, sarà oggetto di valutazione politica nelle prossime fasi».

La buona notizia in tal senso, aggiorna Comazzi, è che «USTRA si è detta disposta a co-finanziare alcuni interventi previsti dallo studio di fattibilità nell’ambito di quanto ammesso nel suo quadro giuridico». Quanto e come ciò si concretizzerà, è oggetto di approfondimenti di pari passo al PUC.

(In)dipendente da PoLuMe

Al momento in cui scriviamo, vi è ancora incertezza riguardo al progetto PoLuMe, specialmente per quanto riguarda le tempistiche. Il Consiglio federale ha indicato l’orizzonte 2045 ma una consultazione attualmente in corso potrebbe farlo slittare al 2055 se gli verrà preferita la realizzazione del collegamento A2-A13 tra Bellinzonese e Locarnese, attualmente con orizzonte 2055. Nel caso PoLuMe dovesse slittare, a ritardare per altri motivi, che ne sarà del progetto di valorizzazione delle rive? «Una sua parte – afferma Comazzi – dipende evidentemente dalla possibilità di avere una quantità così importante di materiale da depositare nel lago ed è quindi legato a PoLuMe, ma il principio di realizzare il percorso ciclopedonale e di riqualificare le rive no, e possono essere realizzati anche indipendentemente dai lavori autostradali».