Mezzovico-Vira

«È stato bellissimo vincere e festeggiare con la pizza»

A tu per tu con la quinta elementare dell’Istituto scolastico Alto Vedeggio, che si è aggiudicata il Rally matematico transalpino
© CdT/Chiara Zocchetti
Giuliano Gasperi
16.10.2024 06:00

«Siete voi i campioni di matematica?». E tutti in coro: «Sìii!». Siamo alle scuole di Mezzovico-Vira e di fronte a noi, seduti sui loro banchi, ci sono i bambini della quinta elementare che lo scorso 5 ottobre, in Toscana, hanno vinto il Rally matematico transalpino dopo essersi confrontati con più di trecento classi provenienti da Belgio, Francia e Italia. Il loro racconto è un turbinìo di parole, gesti e sorrisi. «Pensavamo di perdere, credevamo di aver fatto schifo» esordisce senza peli sulla lingua uno degli allievi. Il timore era legato al fatto che la coordinatrice della gara, a quindici minuti dalla fine, aveva aggiunto un esercizio a sorpresa, «ma poi abbiamo scoperto che i punti non valevano». Anche la premiazione è stata un po’ così e gli scolari – ma a dir la verità anche i loro docenti – non avevano capito subito che si sarebbero portati a casa la coppa. Invece sì: con 21 punti su 24, ce l’hanno fatta. E gli esercizi che hanno affrontato – un misto di matematica e geometria – non erano facili: vi assicuriamo che metterebbero in difficoltà più di un adulto.

Avrebbero vinto comunque

Come premio, il giorno stesso, è arrivata una pizza gigante che ha fatto invidia agli altri piccoli partecipanti. «Alcune classi ci hanno fatto i complimenti – ricorda un altro bambino – mentre altre no, non l’hanno presa molto bene. Soprattutto i francesi». Volevano vincere loro evidentemente, come tutti. «Come nella finale dei mondiali di calcio contro l’Argentina...», dove si sono trovati di fronte, oltre a un ottimo collettivo, un inarrivabile Lionel Messi. E il Messi della matematica, nella quinta elementare di Mezzovico-Vira, chi è? «Lui!». «Anche lei! E lei!». «No, è quello là in fondo con la maglietta...» commentano i piccoli indicandosi a vicenda. «Parlate uno alla volta!» interviene la maestra. Certo che se di bravi in matematica ce ne sono così tanti – vien da pensare – la classe non poteva che arrivare prima. Anche se non avessero vinto, comunque, l’entusiasmo e l’orgoglio che hanno suscitato fra docenti, genitori e allievi delle classi vicine è innegabile. Lo testimoniano alcuni cartelli appesi sulle pareti dell’aula. «Evviva i nostri campioni!». «Campioni d’Europa». «Bentornati campioni».

Gli specialisti dei sogni

A questo punto – chiediamo alla classe – perché non elevare ancora di più il sogno e immaginare, un giorno, di partecipare a una gara non più solo europea, ma mondiale? E se si parla di sognare, ai bambini non bisogna ripeterlo due volte. «Sì, potremmo andare in Africa...»; «O in America!» dicono i nostri. Una competizione per loro ci sarebbe anche: le Olimpiadi internazionali della matematica, riservate a studenti delle scuole medie e superiori. Le prime si sono tenute nel 1959 in Romania con la partecipazione di sette nazioni. Da allora la gara si è tenuta ogni anno, tranne che nel 1980, e si è estesa a più di ottanta Paesi. Magari i protagonisti della nostra storia, nei prossimi anni, si troveranno di nuovo a rappresentare la Svizzera, con esercizi ancora più difficili da risolvere e un grande obiettivo: arrivare sul tetto del mondo. Come Messi.

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