Ecocentro e servizi urbani, continua il botta e risposta a Riva San Vitale

A Riva San Vitale si parla ormai – richiamando un film del 1988 con Jean-Claude Van Damme – di una sfida «Senza esclusione di colpi». Da tempo, infatti, si assiste a un acceso dibattito sulla possibile realizzazione di un ecocentro, degli spazi per l’Ufficio tecnico comunale nonché per la squadra esterna e del rifugio per la protezione civile. Il tutto in via Giuseppe Motta, al confine con il cimitero, dove già oggi è presente un’area di raccolta dei rifiuti. Tema caldo anche perché le varie forze politiche non si risparmiano nel sostenere (o meno) l’intero progetto. Da un lato vi sono i promotori di una iniziativa popolare a favore della struttura: i consiglieri comunali Federico Imbesi, Roberto Daverio (Per Riva), Tania Bedulli e la presidente del Legislativo Raffaella Zucchetti (Lega-UDC-Indipendenti). Promotori di una raccolta firme che avrebbe già ampiamente superato il quorum per far sì che il Municipio allestisca un messaggio per la realizzazione del progetto (vedi CdT dell’8 maggio). Dall’altro, invece, c’è in maniera compatta il Centro (che ha la maggioranza assoluta in Municipio), che risponde a suon di volantini a tutti i fuochi. L’ultimo, inviato la scorsa settimana mira a «fare chiarezza e informare correttamente la cittadinanza». Nel documento si sostiene la realizzazione dell’ecocentro, ma si dice «no» al nuovo stabile per l’Ufficio tecnico. «Il Centro – si legge – prende le distanze dall’iniziativa oggetto delle raccolta firme» la quale include anche «la costruzione di un nuovo stabile amministrativo dedicato all’Ufficio tecnico comunale. Uno stabile – si sostiene – con una superficie di circa 350 metri quadrati per tre collaboratori». Dal volantino, invece, si deduce che sia «meglio concentrare le risorse su interventi urgenti già indicati nel piano finanziario, come il restauro della palestra comunale e gli investimenti per mitigare i danni al territorio generati da fenomeni meteorologici estremi».
«Non abbiamo omesso nulla»
Nel volantino si è parlato di «fare chiarezza» e «informare correttamente la popolazione». Dunque, cos’hanno sottaciuto i promotori dell’iniziativa? «Non abbiamo omesso nessuna informazione – ci rispondono Federico Imbesi e Tania Bedulli interpellati in merito –. Semplicemente abbiamo portato avanti un progetto presentato a suo tempo dall’Esecutivo. Un progetto che, nel frattempo, è stato messo in un cassetto. Noi, in sostanza, l’abbiamo ripresentato». Poi il contrattacco: «Capiamo il nervosismo che si sta manifestando dopo che il Municipio, composto da 4 municipali del Centro, ha presentato un Consuntivo a tinte rosse. Ci pare piuttosto un tentativo di sviare l’attenzione».
Il volantino? «Per noi ha poca importanza, siamo abituati. Già a dicembre il Centro aveva mandato a tutti i fuochi una comunicazione sul fatto che i conti del Comune fossero a posto. Oggi sappiamo tutti com’è andata». Poi la precisazione: «Non abbiamo mai alzato i toni, siamo sempre stati trasparenti. Abbiamo semplicemente utilizzato il materiale presentato per promuovere il progetto. La reazione del Centro – chiosano i promotori della raccolta firme – fa vedere che abbiamo toccato un nervo scoperto. Per noi l’importante è che possa decidere la popolazione».
«Un’idea del Municipio»
La questione è evidentemente «sentita» in paese. Abbiamo quindi interpellato l’allora progettista, ora in pensione, co-titolare di Imma Progettista. «Nel 2017 – spiega Mauro Mordasini – ci è stato dato mandato per progettare la sistemazione dell’ecocentro e realizzare un piccolo spazio per gli operai nonché un deposito per macchinari. Il tutto doveva costare tra i 500 e 600 mila franchi». Le cose, però, a detta del nostro interlocutore cambiano con l’elezione del nuovo Municipio. «Siamo stati riconvocati dall’Esecutivo – racconta Mordasini – il quale ci ha proposto di sviluppare il progetto di un’area che includesse anche i servizi urbani, il locale rifugio il centro amministrativo dell’Ufficio tecnico». Un nuovo disegno che, in seduta extra Loc, è stato presentato anche al Consiglio comunale «e nessuno lo ha contestato». E, dopo la domanda di costruzione preliminare «e qualche accorgimento, il tutto è poi rimasto fermo». Mordasini, oggi, non nasconde un po’ di «fastidio». «Il tutto ha seguito il normale iter, l’Esecutivo ha portato avanti un’idea». Che oggi, come abbiamo visto, è più che mai dibattuta.
