Il fenomeno

Effetto balene a Lugano: l’arte urbana si propaga

La discussione sul destino (sfortunato) del murale realizzato dalla Nevercrew ha fatto crescere l’interesse per la street art – Badaracco: «Ci contattano diversi proprietari d’immobili»
Il murale di Kiki Spiki nel vicolo Crocicchio Cortogna. (Foto Putzu)
Giuliano Gasperi
01.09.2021 06:00

Le balene hanno sollevato delle onde. Un’ovvietà, se parliamo di mare. Se invece il tema è l'arte urbana a Lugano, il discorso si fa intrigante. Ricordate la polemica dello scorso febbraio sul fatto che Close Up – il murale realizzato dalla Nevercrew in via Franscini su incarico della Città e raffigurante appunto dei cetacei – verrà totalmente coperto da un nuovo edificio residenziale e commerciale che gli sorgerà di fronte? Ecco. Il dibattito fra chi rimproverava il Comune di aver scelto la parete sbagliata e chi invece ricordava il carattere effimero della street art ha fatto crescere l’interesse per questa forma espressiva – che fino a novembre fra l’altro sarà protagonista della Triennale di Maroggia (si veda l’edizione del 28 agosto).

È diventata un vanto
«Le balene sono servite come impulso – conferma il municipale responsabile della cultura Roberto Badaracco – e diversi privati ci hanno contattato per saperne di più sui murales. Mi sembra ci sia una nuova sensibilità per le opere d’arte urbana: se fino a qualche tempo fa erano viste come ‘cose strane’, adesso sono considerate un’attrattiva, un fiore all’occhiello. Ho saputo ad esempio che il proprietario dello stabile di via Mercoli su cui sono stati dipinti dei pappagalli giganti ha ricevuto decine di messaggi di complimenti». Che l’arte urbana a Lugano sia in crescita lo confermano Christian Rebecchi e Pablo Togni, i componenti della Nevercrew: «Vedere lavori già realizzati dal vivo, anziché solo in foto, è certamente uno stimolo». Per le balene è stato così (si era parlato di un loro possibile «trasloco» in via Canonica, ma finora nulla di concreto). «La tendenza comunque è in atto da qualche anno. Non sempre le richieste portano alla realizzazione di opere, ma l’interesse c’è». La decisione della Città di lanciare, tredici anni fa, un suo progetto di arte urbana in collaborazione con diversi artisti, quindi, è risultata vincente. «Siamo molto attivi e continuiamo a produrre nuove opere – fa sapere Badaracco –, una decina solo nell’ultimo anno e mezzo». Chi volesse guardarle seduto sul divano può collegarsi ad arteurbana.ch, una piattaforma che propone un giro virtuale della città alla scoperta di murales e altre creazioni (comprese quelle più recenti).

Una Lugano inedita
A quelli che invece il tour della street art vogliono farlo con le proprie gambe e, come visitatori, non intendono fermarsi al lago, a via Nassa e alle funicolari, gli enti turistici propongono un percorso ad hoc. «Si svela così un nuovo e inaspettato lato di Lugano, che nella quotidianità resta spesso nascosto» scrive Svizzera Turismo. Per il tour servono scarpe comode e la guida edita dalla Città (la trovate qui) che però andrebbe aggiornata.