Il caso

Eolo Alberti, chiesta la proroga della carcerazione preventiva

La procuratrice pubblica Chiara Borelli, stando a nostre informazioni, ha chiesto la proroga della misura presa nei confronti del sindaco di Bioggio (al momento sospeso) e dell'altra persona carcerata, un contabile – Ai due imputati i reati di appropriazione indebita e amministrazione infedele
©Chiara Zocchetti
Federico Storni
22.08.2024 15:44

(Aggiornato alle 16.02) La procuratrice pubblica Chiara Borelli, stando a nostre informazioni, ha chiesto la proroga della carcerazione preventiva nei confronti del sindaco di Bioggio (al momento sospeso) Eolo Alberti e dell’altra persona al momento in detenzione nell’ambito del procedimento penale che vede coinvolto il politico. Starà al Giudice dei provvedimenti coercitivi ora decidere se accordare la proroga o meno, e in tempi brevi: domani scade infatti il termine per la prima richiesta di carcerazione preventiva. Ad Alberti e all’altra persona carcerata, un contabile, sono imputati i reati di appropriazione indebita e amministrazione infedele. I presunti reati finanziari sarebbero avvenuto in relazione a delle società riconducibili ad Alberti attive in ambito medico.

La domanda di proroga della carcerazione è retta dall’articolo 227 del codice di diritto processuale penale svizzero. Essa deve essere presentata dal Ministero pubblico al Giudice dei provvedimenti coercitivi (GPC) «per scritto e corredata delle motivazioni al più tardi quattro giorni prima della scadenza della durata della carcerazione, allegandovi gli atti essenziali». La domanda di proroga di Borelli risale dunque per logica almeno a lunedì scorso. In seguito l’imputato e il suo legale – Alberti e l’avvocato Pierluigi Pasi in questo caso – hanno tre giorni per pronunciarsi in merito. Il GPC decide, di norma tramite procedura scritta, entro cinque giorni dalla ricezione del parere dell’imputato o del suo difensore. La proroga, se concessa, vale di norma per massimo tre mesi; sei in casi eccezionali. L’imputato può in generale poi avanzare una domanda di scarcerazione in qualsiasi momento (con qualche eccezione) se lo desidera.

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