Ticino

Erredipi di nuovo all’attacco tra scuola, Stato e pensioni

L’associazione si è inoltre mossa per le vie legali in seno al Consiglio d'Amministrazione della Cassa pensioni
Durante una manifestazione del 2024. ©Gabriele Putzu
Paolo Gianinazzi
05.09.2026 06:00

Si è presentata in una nuova sede fisica la «Rete per la difesa delle pensioni» (Erredipi). Che, come noto, ha pian piano mosso i passi necessari per essere riconosciuta, a tutti gli effetti, come un’associazione che rappresenta il personale dello Stato. In parole povere: per diventare un vero e proprio sindacato. E l’avere una sede fisica, appunto, era una delle richieste (fra le tante) del Consiglio di Stato per essere riconosciuta come tale. Detto, fatto. Erredipi ha preso sede a Bellinzona. Una sede, definita «ruspante», nella quale ieri davanti alla stampa sono tornati all’attacco su diversi temi. E riguardo alla volontà di divenire un vero sindacato, hanno affermato: «Noi i compiti li abbiamo fatti. Attendiamo risposta dal Governo. Non avendola ancora ricevuta, li solleciteremo presto». Al netto di ciò, l’associazione ieri ha affrontato tre temi in particolare: la scuola, l’amministrazione cantonale e le pensioni.

Partendo dall’amministrazione, Enrico Quaresmini è partito dal sondaggio sulla soddisfazione del personale commissionato dal Consiglio di Stato nel 2025. Dal quale è emerso che l’80% dei dipendenti è soddisfatto. Ma, ha evidenziato Quaresmini, a guardar bene i dati emerge in realtà un quadro più preoccupante. Ad esempio, emerge che quasi il 60% del personale si sente sovraccaricato, oppure che circa il 40% di loro segnala conflitti non risolti con i superiori. Un quadro dunque definito «teso». E che, inevitabilmente, peggiorerebbe se l’iniziativa popolare per ridurre il numero di «statali» venisse approvata. Motivo per cui, ha spiegato Quaresmini, «chiederemo anche alle altre associazioni del personale di creare un comitato unitario per fare una campagna senza paura e una mobilitazione un po’ più vivace».

Sul fronte della scuola Alessandro Frigeri ha messo l’accento, anche qui, sulla necessità di investire maggiormente, in particolare sul fronte delle risorse. Diverse, nel dettaglio, le rivendicazioni che Erredipi porterà avanti. Tra queste, citiamo: limitare il numero di allievi a 18 in tutti gli ordini di scuola; ridurre le ore di insegnamento; migliorare le condizioni salariali (allineandole a quelle nazionali); fornire più risorse «per far fronte all’esplosione dei disturbi specifici dell’apprendimento e delle problematiche socio-affettive» degli allievi. Oltre a ciò, si punterà anche su procedure d’assunzione più trasparenti e sulla necessità di tornare a coinvolgere maggiormente il personale della scuola nelle riforme.

Si è quindi passati al tema delle pensioni. Quello su cui, ricordiamo, è nata l’associazione che oggi conta tre rappresentanti, eletti dagli assicurati, in seno all’Istituto di previdenza del Canton Ticino (IPCT). Ma non solo. Per la prima volta, Erredipi (con Quaresmini) ha assunto la presidenza del Consiglio di amministrazione dell’Istituto. Consiglio in cui, come vedremo, si è però creata una certa tensione. Tanto che, oggi, si è passati alle vie legali. Su due fronti. Il primo fronte: l’associazione ha deciso di chiedere al CdA l’abrogazione del taglio alle rendite vedovili deciso dallo stesso CdA nel 2020 poiché ritiene che la misura sia discriminatoria nei confronti delle donne. Ma non solo: patrocinerà il ricorso di una vedova contro la misura. Ossia: combatterà il taglio da dentro e da fuori.

Il secondo fronte: Erredipi ha già fatto ricorso al Tribunale cantonale amministrativo contro la decisione del CdA di non permettergli di accedere ai vecchi verbali dello stesso CdA (quelli prima della loro entrata).

Segni evidenti che in seno all’organo responsabile della direzione generale della Cassa vi siano diverse frizioni. Un segnale – abbiamo chiesto – preoccupante? «Sicuramente c’è più tensione – ha risposto Quaresmini – ma è l’unico modo per riportare al centro gli assicurati e le assicurate. Noi non abbiamo mai fatto mancare il nostro impegno e la Cassa ha sempre preso le decisioni in maniera puntuale». Come dire: l’amministrazione dell’Istituto prosegue bene, senza intoppi. Ma, rileva Quaresmini, «la nostra postura politica è molto diversa e ciò crea un po’ di frizione. Ma d’altronde il CdA è l’organo che discute la politica della Cassa». E le divergenze politiche, come visto, non mancano.