Esplosi gli arresti per droga, «ma il Ticino resta sostanzialmente una regione di transito»

Prima c’erano stati i 30 chili di cocaina sequestrati in aprile. Poi, a poche settimane una dall’altra, erano state condotte altre due operazioni di rilievo, che avevano portato gli inquirenti a «intercettare» altri 35 e 40 chili di polvere bianca. Un colpaccio per gli agenti della Sezione antidroga della Polizia cantonale, che mai negli ultimi anni avevano rinvenuto un quantitativo simile. Tre episodi che avevano fatto scalpore, ma che sono solo la punta dell’iceberg pensando alle oltre 150 operazioni condotte lo scorso anno dalle unità investigative della Sezione antidroga.
Operazioni che hanno portato - ed è un altro dato eclatante - all’arresto di ben 122 persone. Parecchie, specie se si considera che nel 2024 le persone fermate erano state «solo» 78. «Il numero di arresti - spiega però il commissario capo Paolo Lopa - dipende dalla specificità delle diverse attività investigative, dalle operazioni puntuali, dalla durata e dalla tipologia, nonché dalle diramazioni delle varie inchieste». Allo stesso modo, anche la crescita di quantitativi di coca sequestrati (passati dai quasi 38 kg del 2024 ai 132 dello scorso anno) «è da ricondurre essenzialmente ai fermi effettuati dalle autorità doganali nell’ambito di puntuali attività», come appunto i tre grossi sequestri ricordati in apertura. «In generale - rileva - la quantità di sostanze sequestrate e le eventuali fluttuazioni da un anno all’altro dipendono dalle specifiche attività investigative e di controllo svolte dagli inquirenti, e non sono necessariamente legate alla recrudescenza di un fenomeno». Insomma, secondo il commissario capo non siamo quindi di fronte a un aumento del consumo, né dello spaccio di sostanze stupefacenti in Ticino. «La situazione - spiegano infatti le autorità - è rimasta sostanzialmente invariata rispetto agli anni precedenti e il quadro osservato in Ticino rispecchia l’andamento a livello federale». Tra le principali droghe consumate, anche nel 2025 la cannabis si è confermata essere quella più diffusa, seguita da cocaina ed eroina. In totale, oltre ai quasi 132 chili di cocaina, sono stati sequestrati 257 kg di khat, 33 kg di hashish (contro i 68 kg del 2024), 21 kg di marijuana (12 kg nel 2024), 1,3 kg di eroina (2 kg nel 2024), 922 g di ketamina (278 g), 253 g di ecstasy (262 g), 218 g di MDMA (818 g), 118 g di anfetamina (202 g), 35 g di metanfetamina (6 g), 7 g di LSD (176 g), nonché 526 piante di canapa (1.029).
Chi gestisce i traffici
Ma chi gestisce i traffici e la vendita sul nostro territorio? E da dove proviene la droga? Sulla base delle diverse inchieste condotte dalla Sezione antidroga, spiega Lopa, «si rileva che una parte del traffico di cocaina, e in parte quello di eroina, è gestita da organizzazioni legate a spacciatori di origine albanese. Inoltre, vi sono spacci gestiti da persone residenti sul territorio cantonale, spesso non particolarmente strutturati». In genere, «cocaina ed eroina provengono dai principali porti europei e vengono poi smistate su strada verso le diverse regioni di destinazione. A livello di tendenze, per altre sostanze (ad esempio droghe sintetiche) si osserva invece in maniera crescente l’utilizzo di altri canali, quali il mercato online e le spedizioni postali».
Nel corso degli anni, tuttavia, le organizzazioni criminali hanno dimostrato «una notevole capacità di adattamento». In pratica, per ogni persona che veniva «intercettata» dalla Polizia e fermata, era già pronto un sostituto in grado di prenderne rapidamente il posto. «Questo ricambio - ammette il commissario capo - comporta naturalmente per gli inquirenti un notevole impegno in termini di attività d’indagine, soprattutto perché si tratta di casi che coinvolgono anche le autorità di altri Paesi, dove risiedono le persone a capo di queste organizzazioni. Accanto a questo ricambio, più o meno costante e più o meno rapido, l’attività di polizia continua però a contrastare i fenomeni presenti sul territorio, arrivando a effettuare diversi arresti nel corso dell’anno».
Tra le novità degli ultimi anni, si segnala poi l’utilizzo degli Airbnb. «Una modalità che consente alle persone di operare nello spaccio sul territorio: affittacamere e altri locali vengono utilizzati come alloggi temporanei, più che come luoghi di scambio di sostanze». Per il momento, comunque, «si rilevano pochi casi e non si tratta di una modalità in crescita. Tuttavia, essa rientra nella normale attività di monitoraggio e d’indagine». Quanto al ruolo del nostro cantone, «rimaniamo una regione sostanzialmente di transito», assicura Lopa. «Il traffico di stupefacente intercettato risulta infatti spesso destinato a mercati del Nord o del Sud Europa. Inoltre, per ora, non sono stati individuati grandi depositi sul nostro territorio tali da far pensare a modalità di stoccaggio».
Timori per i minorenni
Tornando ai dati più salienti dello scorso anno, la Sezione antidroga segnala 996 persone denunciate, in leggero calo rispetto alle 1.085 del 2024. Tra loro, però, ben 116 sono minorenni. «Il coinvolgimento di minorenni resta sempre motivo di preoccupazione», evidenzia Lopa, secondo il quale «è necessario tenere costantemente monitorata la situazione per comprenderne l’evoluzione futura». Le cifre, tuttavia, «rientrano in una tendenza che si può definire stabile negli ultimi anni. Va però sottolineato che tra le sostanze consumate dai più giovani vi sono alcune i cui effetti sul breve e lungo termine non sono ancora del tutto noti. In questo senso, l’attenzione va posta sulla potenziale pericolosità di queste sostanze rispetto a quelle più “tradizionali” e meglio conosciute. In tale ambito, è inoltre fondamentale l’attività di prevenzione svolta negli istituti scolastici, anche da parte degli enti che si occupano di prevenzione e presa a carico nel contesto delle dipendenze».
