Estate 2026: «Prenotare le vacanze adesso è più difficile»

Maggio e giugno sono i mesi delle prenotazioni. C’è chi traascorre serate intere a confrontare voli e hotel online e chi, invece, preferisce ancora entrare in un’agenzia di viaggi e affidarsi a un consulente.
In questo senso, secondo Giancarlo Leonardi, responsabile vendite dell’agenzia Kuoni Ticino, negli ultimi anni questa seconda opzione sta tornando a convincere sempre più persone. «Quando tutto va bene, può risultare facile organizzare un viaggio da soli. Ma quando cresce la probabilità di incappare in situazioni difficili, avere un interlocutore fisico può rilevarsi fondamentale».
Secondo Leonardi, oggi il valore aggiunto di un’agenzia non si limita più alla semplice prenotazione. «Organizzare un viaggio è diventato più complesso rispetto al passato: bisogna verificare documenti, autorizzazioni, eventuali restrizioni, coincidenze e condizioni imposte dalle compagnie».
Un lavoro che, oltre a richiedere attenzione, comporta molto tempo. Negli ultimi mesi, segnati da tensioni e guerre che hanno causato cancellazioni di voli e rincaro del carburante, molti clienti hanno cercato soprattutto serenità. «Le persone vogliono sentirsi accompagnate e avere qualcuno a cui rivolgersi in caso di problemi. Lo abbiamo visto in Medio Oriente: chi aveva prenotato in agenzia ha potuto contare su un supporto concreto e trovare alternative o rientrare». Chi sceglie il fai da te, invece, deve gestire tutto autonomamente, «un’operazione non sempre facile e immediata».
Il mito del «last minute»
Per quanto riguarda invece le mete più ambite, anche a causa del problema carburante primeggiano le destinazioni classiche, più vicine e contraddistinte da una percezione di sicurezza: «Quest’anno registriamo un accresciuto interesse verso le destinazioni dell’Europa occidentale: Italia, Francia e Spagna», dice Leonardi, pur sottolineando che il sentimento della sicurezza resta molto soggettivo. Eppure, «le richieste per i viaggi a lungo raggio persistono. Va detto che, come l’anno scorso, gli Stati Uniti risultano meno attrattivi, nonostante i Mondiali di calcio: l’attuale gestione politica ha fatto scendere in termini di gradimento la vacanza a stelle e strisce». C’è invece una tendenza che continua a crescere: il Nord Europa. «Scandinavia e Islanda sono richiestissime già da alcuni anni. Sempre più persone cercano natura e temperature più fresche». Quanto ai prezzi dei voli, Leonardi invita a dimenticare il mito delle occasioni last minute. «Quello conosciuto in passato è finito. Oggi vige il first minute». Tradotto: chi prenota prima, trova più scelta. E spesso anche tariffe migliori. «Non è solo una questione di prezzo, ma di disponibilità. Ormai, anche ristoranti, musei e attività vanno prenotati con largo anticipo». E i giovani? «Si dice sempre che non si appoggiano più alle agenzie, ma non è vero», conclude Leonardi. «Anche la clientela giovane vuole assistenza e sicurezza».
Nuove tecnologie
A confermare questa prudenza è anche il barometro in vista delle vacanze estive stilato da Europ Assistance, compagnia assicurativa specializzata in viaggi. Lo studio, condotto in 26 Paesi su un campione di 26 mila intervistati, mostra come la voglia di partire si attesti comunque su ottimi livelli, nonostante le tensioni geopolitiche.
«Quasi 8 persone su 10 nel mondo si dicono entusiaste. In Europa, il 77% delle persone intervistate prevede una vacanza estiva. Un dato che certifica la voglia di viaggiare, seppur e inferiore di due punti percentuali rispetto al 2025», si legge nel comunicato relativo al barometro. Anche Europ Assistance individua Francia, Italia e Spagna come mete predilette a livello mondiale.
Un altro elemento che emerge dal barometro riguarda l’uso dell’intelligenza artificiale per la prenotazione dei voli. Una modalità che non sta seguendo un percorso uniforme, ma che anzi «sta creando un panorama turistico a due velocità».
Sì, perché se da un lato in Asia, India e Medio Oriente l’IA è già integrata, con oltre il 50% delle persone che afferma di averla già usata, il dato è sensibilmente più basso in Europa, dove solamente il 25% è avvezzo alle nuove tecnologie in materia di viaggi.
