Fabrizio Sirica a 104 km/h sul 50: che cosa rischia il co-presidente del PS?

Il nome di Fabrizio Sirica, in queste ore, è sulla bocca di tutti. Il motivo è presto detto: sui social, il co-presidente del Partito Socialista ha ammesso di essere stato pizzicato, a giugno, a 104 chilometri orari su un tratto di strada limitato a 50. «Ci sarà un decreto d'accusa, ci sarà un ritiro di patenti, ci sarà una multa molto salata, come è giusto che sia» ha spiegato il diretto interessato, «fotografato» dopo l'abitato di Wassen mentre faceva un giro in moto per i passi svizzeri insieme a un amico. Sirica, dal tono usato nel suo reel, sembra pienamente cosciente e consapevole delle conseguenze. I numeri, d'altro canto, non lasciano molto spazio a fantasia e interpretazione: 104 su un limite di 50, a patto che 104 sia il numero contestato e non il dato grezzo del radar, si traduce in un superamento di 54 chilometri orari.
Che cosa dice la legge
A fare stato, per un superamento simile, è l'articolo 90 della Legge federale sulla circolazione stradale, capoversi 3 e 4. Siamo, per intenderci, nel campo dell'infrazione «molto grave» all'interno dell'abitato, ovvero oltre i 40 chilometri orari in zona 30 e a partire dai 50 chilometri orari quando la velocità massima consentita è di 50. Infrazione che si traduce in una pena detentiva da uno a quattro anni. È il cosiddetto reato di guida spericolata. Il capoverso 4, venendo alle parole di Sirica, non pare interpretabile. La norma, in sostanza, si applica in ogni caso e senza margini di valutazione se il limite viene superato di almeno 50 chilometri orari. Il co-presidente del PS, dal canto suo, aveva detto: «Ci tengo a contestualizzare questa velocità non perché io non mi assuma completamente la cazzata che ho fatto, l'errore che ho commesso, e non per scaricare responsabilità, ma per contestualizzare, perché 50 km/h può voler dire centro abitato con la scuola, ma non era così». Superato il paesino di Wassen, «si è aperta una strada in mezzo a fattorie, in una campagna. Io, convinto che il limite fosse di 80 km/h, apro la marcia e qualche centinaio di metri dopo c'era il radar, che mi ha preso proprio nell'accelerazione».
Il punto, semmai, è proprio la velocità di cui parla Sirica. Se i 104 chilometri orari fossero il dato grezzo, il superamento netto scenderebbe sotto la soglia e il caso si sposterebbe sull'articolo 90 capoverso 2, quindi infrazione grave con revoca minima di tre mesi. In quei pochi chilometri orari, insomma, in gioco ci sono conseguenze più o meno lunghe e pesanti.
Quel precedente del 2018
Il numero citato dal co-presidente del PS, 104, ne richiama un altro. Il 19 maggio del 2025, il Tribunale federale aveva respinto il ricorso di un ticinese che, anni e anni prima, il 28 luglio del 2018, aveva attraversato l'abitato di Casaccia, nei Grigioni, lungo la strada del Maloja, proprio a 104 chilometri orari. Il limite, anche in quel caso, era di 50. L'uomo, nato nel 1953 e patentato dal 1973, non aveva precedenti: il Tribunale regionale di Maloja lo aveva condannato a 12 mesi di detenzione, sospesi condizionalmente per due anni, oltre a una multa di 2 mila franchi. La Sezione della circolazione gli aveva revocato la patente per 24 mesi. Una decisione, questa, confermata prima dal Consiglio di Stato grigionese, inseguito dal Tribunale cantonale amministrativo e infine anche da Losanna.
L'uomo, nel suo ricorso, aveva provato a far valere la riforma entrata in vigore nell'ottobre del 2023. Una riforma che, alla pena detentiva minima di un anno, aveva affiancato due eccezioni: il capoverso 3bis e il capoverso 3ter. Il primo prevede che la pena minima possa essere ridotta in presenza di una circostanza attenuante secondo l’articolo 48 del Codice penale, in particolare se l’autore ha agito per motivi onorevoli. Il secondo prevede invece che la pena possa essere detentiva o pecuniaria se, citiamo, nei dieci anni precedenti l’atto l’autore non ha subito alcuna condanna per crimini o delitti commessi nella circolazione stradale e che hanno cagionato un serio pericolo per la sicurezza altrui o il ferimento o la morte di terzi. Di qui, anche, la possibilità di ridurre fino a 12 mesi la revoca minima biennale.
Si può, ma non si deve
Il Tribunale federale aveva riconosciuto al ricorrente una parziale vittoria. Citiamo: «Il principio della lex mitior ai sensi dell'art. 2 cpv. 2 CP va rispettato e, se necessario, deve essere applicata la legge in vigore dal 1. ottobre 2023, che potrebbe essere più favorevole al ricorrente. Non può quindi essere seguita la Corte cantonale laddove conclude, senza particolari motivazioni, di non potersi sostituire all'autorità penale. In simile evenienza, i giudici cantonali non erano infatti chiamati a rivedere il giudizio del tribunale penale, cresciuto in giudicato incontestato, non costituendo la lex mitior di per sé un motivo di revisione, ma piuttosto a verificare se la patente di guida deve essere revocata per un periodo inferiore a due anni, sulla base degli art. 90 cpv. 3ter e 16c cpv. 2 lett. a bis LCStr, entrambi entrati in vigore posteriormente alla sentenza penale».
Nel merito, tuttavia, il Tribunale federale aveva respinto il ricorso con due argomenti destinati a fare giurisprudenza. Da un lato, l'attenuante per l'autore è facoltativa ma non automatica: l'assenza di precedenti, di per sé, non comporta una riduzione della pena. Dall'altro, anche di fronte a una condanna inferiore all'anno, la riduzione della revoca, venendo alla patente, è una facoltà dell'autorità ma non un obbligo. A Casaccia, in quel tratto di strada, una zona residenziale con abitazioni su entrambi i lati, per giunta al volante di un'auto da oltre 400 cavalli, l'accelerazione fino a 104 chilometri orari era stata interpretata in maniera proporzionale secondo i giudici, secondo cui i 24 mesi di revoca erano corretti.
I tempi
Torniamo a Sirica. Concretamente, ora, che cosa succederà? Il procedimento penale spetta all'autorità del luogo in cui l'infrazione è stata commessa, il canton Uri in questo caso, mentre a livello amministrativo sarà la Sezione della circolazione a Camorino a prendere in mano il dossier. Rispetto ai tempi, il caso-simile di Casaccia è interessante: infrazione nel 2018, condanna nel 2021, revoca della patente nel 2023, sentenza federale nel 2025. Quasi sette anni, in tutto. «Ci sarà un decreto d'accusa, ci sarà un ritiro di patenti, ci sarà una multa molto salata, come è giusto che sia» volendo riprendere le parole dello stesso Sirica. Giova ricordare che il ritiro colpirà la licenza di condurre in quanto tale e, quindi, tutte le categorie. Detto in altri termini, Sirica non potrà toccare la moto ma nemmeno l'automobile.
E politicamente parlando?
Un'ultima considerazione. Sirica, nella sua autodenuncia, ha parlato anche dell'aspetto politico o, meglio, del suo ruolo di deputato in Gran Consiglio. In questo senso, una condanna per infrazione «molto grave» in futuro andrebbe menzionata qualora il co-presidente volesse candidarsi.
