Ticino

«Far west in USI e SUPSI», la denuncia del VPOD

Il sindacato parla di «precarietà strutturale e persistenti criticità retributive» per il corpo intermedio (che si distingue dal corpo accademico)
© CdT/ Chiara Zocchetti
Red. Online
06.03.2026 15:00

«Il precariato non risparmia nemmeno le università ticinesi». La denuncia era arrivata dal sindacato VPOD ed era stata portata sul tavolo del Consiglio di Stato da un'interrogazione di Giulia Petralli, granconsigliera dei Verdi: «Appare necessario fare maggiore chiarezza sulle condizioni di lavoro del corpo intermedio presso l’USI e la SUPSI». Prima di entrare nel merito delle domande poste, nella sua risposta il Governo ha sottolineato che il corpo intermedio dell’USI è composto da assistenti, assistenti-dottorande e dottorandi, assistenti post-doc, collaboratrici e collaboratori scientifici, ricercatrici e ricercatori, collaboratrici e collaboratori di atelier, docenti ricercatrici e ricercatori nonché group leader. Il corpo intermedio della SUPSI riunisce ricercatrici e ricercatori (con PhD – post doc – e senior), collaboratrici e collaboratori scientifici e senior, dottorande e dottorandi, assistenti bachelor (comprese e compresi quelli in formazione master) e assistenti master. Il corpo accademico di entrambi gli istituti comprende invece professoresse, professori e docenti.

Le risposte sul corpo intermedio

I contratti del corpo intermedio dell’USI sono tutti a tempo determinato, scrive  il Consiglio di Stato in risposta all'interrogazione.

Per quanto concerne la SUPSI le posizioni di assistente, dottoranda o dottorando e ricercatrice o ricercatore con PhD (post-doc) sono per definizione e per loro natura a tempo determinato. Ad esempio, il rapporto di lavoro nella funzione di assistente bachelor è di regola limitato a tre anni, non rinnovabili. 

Per quanto riguarda l’USI, i contratti del corpo intermedio vengono rinnovati su base annuale o al massimo triennale. Partendo dai dati del 2024, è presentato il numero di casi che hanno visto un rinnovo contrattuale in base agli anni di servizio prestati all’interno dell’USI: 

All’interno della SUPSI non ci sono situazioni di contratti rinnovati a catena.

All’interno dell’USI, nessun contratto a tempo determinato del corpo intermedio è stato riqualificato in tempo indeterminato negli ultimi tre anni. Per quanto riguarda la SUPSI, da ottobre 2022 a settembre 2025 i contratti a tempo determinato del corpo intermedio riqualificati a tempo indeterminato sono 40 (spesso con modifica di funzione, ad esempio da dottorando a ricercatore).

«Corpo intermedio ostaggio del precariato»

Il sindacato VPOD Ticino, sulla base della risposta del Governo all'interrogazione di Giulia Petralli, ritiene che «il corpo intermedio di USI e SUPSI, seppur costituendo una componente essenziale della ricerca, si trovi sempre più ostaggio di precarietà strutturale e di persistenti criticità retributive. Nel settore permangono inoltre retribuzioni insufficienti, forme di lavoro ‘‘gratuito’’ e una scarsa trasparenza a livello salariale».

Nell’ambito dell’assemblea del corpo intermedio svoltasi il 5 marzo 2026 a Lugano, il sindacato VPOD ha quindi approvato una risoluzione – destinata al Consiglio di Stato, alla Commissione di controllo USI e SUPSI nonché alle rispettive Direzioni –, contenente le seguenti rivendicazioni: l’adozione di misure concrete per contrastare la precarietà del corpo intermedio, a partire da una netta riduzione dei contratti a tempo determinato e da un piano di stabilizzazione degli impieghi; l’apertura di un dialogo permanente e costruttivo tra le Autorità cantonali, i Rettorati e le Parti sociali, finalizzato a migliorare su più livelli le condizioni di lavoro e retributive della categoria; un percorso volto alla conclusione di un contratto collettivo di lavoro anche per il corpo intermedio, che risponda in modo coraggioso e condiviso alle diverse criticità sollevate.

L'appello – Come Sindacato VPOD stiamo ricevendo sempre maggiori segnalazioni su contratti a catena, mancati rinnovi e opacità retributive: è il sintomo di un malessere profondo che, dietro alla visione patinata di USI e SUPSI, si nasconde ormai una precarietà cronica e sistemica. In caso di problemi o disponibilità ad attivarsi, invitiamo a contattare il Sindacalista Edoardo Cappelletti: [email protected].