L'evento

Febbre rosa per il Giro d’Italia: «Una vetrina fondamentale»

Entusiasmo fra negozianti, ristoratori e albergatori turriti per l’imminente tappa della manifestazione ciclistica – Pagliari (Società commercianti): «Forte adesione fra le boutique» – Clericetti (OTR): «I ritorni giustificano l’investimento»
©Chiara Zocchetti
Valentina Regazzi
Valentina Regazzi
07.05.2026 06:00

C’è chi va a caccia di vecchi telai in soffitta, chi è alla ricerca di un pezzo di ricambio e chi sta cercando di entrare in possesso di una vera e propria bici da corsa. A Bellinzona il fermento per la tappa ticinese del Giro d’Italia di martedì 26 maggio sta contagiando anche le vetrine del centro. I commercianti della capitale si stanno dando un gran da fare per allestire scenografie a tema, trasformando la città in un omaggio alla gara ciclistica della vicina Penisola. L’impegno si traduce nella scelta di sfidare il calendario festivo (il 25 è Pentecoste), garantendo per l’occasione diverse giornate di apertura. Un recente sondaggio ha confermato le intenzioni della categoria di accogliere le famiglie e il pubblico sportivo. Il giorno prima del grande evento, ad esempio, rimarranno aperti alcuni negozi del centro nonché la Manor. Per la domenica il discorso, invece, cambia: le norme vigenti vietano l’apertura delle strutture con una superficie superiore ai 400 metri quadri, ma le realtà locali, di dimensioni più contenute, possono tenere alzate le saracinesche senza dover richiedere permessi particolari.

Grande partecipazione

Claudia Pagliari, presidente della Società dei Commercianti di Bellinzona, nota la tendenza positiva: «Dalle prime indicazioni, i riscontri più entusiasti arrivano dai negozi situati in centro, i quali sono chiaramente i più coinvolti dalla corsa. Non si parla solo di rivendite di articoli sportivi, anzi: ho notato con piacere l’adesione di boutique di abbigliamento e bar che solitamente sono chiusi nei giorni festivi. C’è proprio la voglia di far parte di questo grande evento». Il passaggio del Giro fornisce l’opportunità per lanciare un messaggio importante, ribadendo la qualità degli articoli quando sono curati personalmente dal titolare. Una sfida, insomma, alla vendita online, che sempre più «reca danno al tessuto economico e sociale. Un buon incasso immediato sarebbe una boccata d’ossigeno preziosa nell’attuale contesto», prosegue Pagliari, «e, allo stesso tempo, vorremmo che chi scopre Bellinzona per la prima volta decida poi di tornare per un fine settimana. Per questo motivo, durante il weekend lungo che coincide con l’arrivo della carovana rosa, vogliamo puntare sull’accoglienza all’interno dei punti vendita».

Racconto su due ruote

Un obiettivo che si sposa con la strategia regionale. «L’indotto generato dalla manifestazione esiste ed è anche di assoluto interesse», conferma Juri Clericetti a capo dell’Organizzazione turistica regionale Bellinzonese e Alto Ticino (OTR). «Se l’investimento per l’organizzazione della tappa ticinese è significativo (il budget complessivo è pari a 800-850 mila franchi, n.d.r.), il ritorno economico e la visibilità della regione lo giustificano pienamente». Con l’arrivo del pubblico, dei corridori e delle persone coinvolte nell’organizzazione, alberghi e ristoranti si riempiranno facilmente. «Faccio un esempio molto concreto: anche chi monta le transenne, i cosiddetti transennatori, è una risorsa importante. Si tratta di una cinquantina di persone che deve dormire da qualche parte», spiega il nostro interlocutore. Il ciclismo, inoltre, consente al territorio di essere raccontato al pubblico nella sua interezza, dal centro urbano al fascino della montagna. È questo che rende il Giro d’Italia in Ticino qualcosa di davvero speciale. A differenza di altri appuntamenti sportivi che si svolgono in uno spazio circoscritto - come l’atletica che ha luogo nello stadio Comunale, nella Turrita, il suo catino per antonomasia - la corsa ciclistica attraversa strade, paesi e grandi panorami. La previsione è di 650 milioni di telespettatori davanti allo schermo, pronti non solo a vivere le grandi emozioni sportive ma anche ad immergersi nella nostra realtà.

Con partenza da Bellinzona e arrivo a Carì, la carovana rosa - la seconda competizione al mondo per importanza dopo il Tour de France, che vedrà sfrecciare sulle nostre strade il campionissimo danese Jonas Vingegaard - percorrerà quasi tutta la superficie di competenza dell’OTR, mostrando agli spettatori il patrimonio storico e culturale di cui è ricco il Bellinzonese. «Dietro all’organizzazione di una tale manifestazione - conclude Juri Clericetti - c’è una storia, una visione e tanto lavoro. Per questo va fatto un plauso a chi ha avuto il coraggio di lanciarsi in questa splendida avventura».