FFS Cargo, il 98% dei collaboratori accetta il ricollocamento

La ricerca di soluzioni per il personale coinvolto nel riassetto del traffico merci delle FFS si è conclusa con un risultato definito positivo dall’azienda: il 98% dei circa 200 collaboratori interessati in tutta la Svizzera ha accettato una proposta di ricollocamento. Le condizioni offerte, spiegano le FFS, sono in parte migliori rispetto a quelle previste dal contratto collettivo di lavoro (CCL).
Il dato principale riguarda il Ticino, dove erano coinvolte 40 persone: il 95% ha accettato l’offerta formulata dalle FFS. Oltre la metà dei collaboratori impiegati presso FFS Cargo Svizzera continuerà a lavorare nel Cantone. Sono inoltre previsti trasferimenti all’interno delle FFS e verso TILO, società affiliata delle Ferrovie federali, oltre a pensionamenti e uscite legate alla normale fluttuazione del personale.
I cambiamenti sono legati al riassetto del traffico a carri isolati, annunciato dalle FFS il 19 maggio 2026. In questi mesi, per i collaboratori interessati sono state sviluppate soluzioni individuali di integrazione nel quadro del CCL. Tutte le persone coinvolte hanno ricevuto un invito a un colloquio e, se lo desideravano, un’offerta per proseguire il rapporto di lavoro in Ticino. Ad alcuni è stata proposta anche una continuazione dell’attività nella Svizzera tedesca.
Chi deciderà di non rimanere alle FFS e di non accettare le offerte riceverà la disdetta del rapporto di lavoro secondo le disposizioni del CCL. Le Ferrovie federali sottolineano tuttavia che continueranno ad avere bisogno di personale qualificato nel traffico merci e che l’organico dovrà essere impiegato dove esiste una domanda concreta di trasporto.
Sul piano operativo, il riassetto procede secondo i piani. Nel primo semestre 2026 il traffico merci delle FFS è tornato in attivo per la prima volta dopo anni. I volumi trasportati sono aumentati dell’1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche il traffico merci su rotaia in Svizzera ha registrato una lieve crescita, pari al 2% su base annua.
Non si sta quindi verificando il temuto ritorno al trasporto su strada dopo l’interruzione dell’autostrada viaggiante. La prossima tappa è prevista per metà dicembre 2026, con l’introduzione di un modello di produzione più semplice ed economico per il traffico a carri isolati.
