Ferrovia

«FFS Cargo resta a Chiasso», ma ci sono incognite sul personale

Stando al Comitato «No allo smantellamento di FFS Cargo in Ticino» la dirigenza delle FFS martedì 19 maggio scenderà in Ticino per annunciare nuovi tagli - La direttrice di FFS Regione Sud smentisce: «I dettagli in conferenza stampa, ma per Chiasso non si tratta di una chiusura»
©Chiara Zocchetti
Andrea Scolari
15.05.2026 11:40

Lo scorso anno le FFS hanno annunciato la propria riorganizzazione nel trasporto merci, che ha comportato la chiusura di otto terminal in Svizzera, tra cui quelli di Cadenazzo e Lugano, con la conseguente perdita di una quarantina di posti di lavoro a tempo pieno in Ticino. Ora potrebbe toccare al deposito di Chiasso. Il condizionale è ancora d’obbligo, ma stando al Comitato «No allo smantellamento di FFS Cargo in Ticino», martedì 19 maggio «la dirigenza di FFS scenderà in Ticino per annunciare nuovi tagli e la probabile chiusura della struttura chiassese, con la perdita di altre decine di posti di lavoro». Da noi contattata, Roberta Cattaneo, direttrice di FFS Regione Sud, rassicura: «Cargo resterà a Chiasso», afferma senza rilasciare ulteriori dichiarazioni e rimandando alla conferenza stampa in programma proprio martedì a Bellinzona, dove si parlerà del traffico a carri isolati che, a partire dal cambio d'orario del 13 dicembre 2026, «diventerà più efficiente con un nuovo modello di produzione che aumenterà il livello di occupazione dei treni, ridurrà i costi e garantirà il mantenimento del servizio a livello nazionale». Ma in ogni caso ci saranno dei cambiamenti per il personale, «che resterà presente nella cittadina di confine, ma con un organico differente da quello attuale».  

Come si è concretizzata questa riorganizzazione?

L’entità precisa della riorganizzazione è poi stata (in parte) chiarita nel mese di maggio dello scorso anno, quando FFS Cargo ha annunciato che sarebbero andati persi 65 posti di lavoro in tutto il Paese (di cui 40 in Ticino) e che avrebbe smesso di utilizzare otto terminal in Svizzera (di cui due in Ticino: Cadenazzo e Lugano-Vedeggio). Nel frattempo, come confermato negli ultimi giorni da FFS, per tutti i 40 collaboratori toccati in Ticino dalla riorganizzazione è stato trovato un impiego alternativo: ad esempio tramite «un passaggio all’interno delle FFS nel traffico merci o alla divisione Infrastruttura in Ticino, oppure a TILO (una società affiliata FFS)». Inoltre, FFS ha chiarito che «alcune delle persone interessate hanno optato su base volontaria per un trasferimento a tempo determinato in un’altra regione linguistica». Va poi segnalato che nel frattempo La Posta ha fatto sapere che dal 2026 intende gestire il terminal di Cadenazzo (che non sarà, appunto, più utilizzato da FFS Cargo). Per l’altro terminal di Lugano-Vedeggio, invece, nessun privato si è fatto avanti.

L’assemblea pubblica

«In questo momento decisivo», viene scritto nella nota del Comitato «No allo smantellamento di FFS Cargo in Ticino», «invitiamo tutta la popolazione all’assemblea pubblica di martedì 19 maggio alle ore 20:30 al Cinema Teatro di Chiasso. Sarà un momento di solidarietà concreta con le lavoratrici e i lavoratori delle FFS, ma anche un’occasione per discutere insieme quali forme di mobilitazione e di lotta mettere immediatamente in campo».

«Eventuale chiusura non prima del 2027»

Della possibile chiusura del deposito di Chiasso si era parlato già lo scorso anno, ma un addetto stampa dell’ex regia federale aveva precisato che «questa non dovrebbe registrarsi prima del 2027». In seguito, Roberta Cattaneo, direttrice di FFS Regione Sud, a Ticinonews aveva spiegato che «prima di avere una certezza su questo aspetto, bisogna chiudere tutti i contratti con i clienti più importanti, che fanno il 70-80% del volume del traffico». 

«L'obiettivo è aumentare il volume tra Stabio e Dietikon»

Da inizio anno, inoltre, è attivo il nuovo servizio di trasporto combinato di FFS Cargo con quattro collegamenti giornalieri tra Stabio e Dietikon, nel Canton Zurigo. La misura, ricordiamo, fa parte del processo di ristrutturazione in corso e ha «l'obiettivo di aumentare la capacità di trasporto», ci aveva spiegato la responsabile vendita di FFS Cargo Silvia Pedroia, precisando che «il terminal di Magazzini generali si trova in una situazione ottimale perché è vicino al Nord Italia e dispone già di tutta l’infrastruttura necessaria per permettere a noi di essere operativi da subito con questo collegamento». Mentre quelli di Lugano e Cadenazzo «non avevano l’infrastruttura necessaria, la quantità di binari, la grandezza per permettere di aumentare la capacità di trasporto che attualmente abbiamo come obiettivo».

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