Finanze cantonali, disavanzo da 460 milioni nel 2030: Mirante chiede conto dei rinvii

Il disavanzo previsto per il 2027 è di 98,5 milioni di franchi, ma le prospettive finanziarie del Cantone si fanno decisamente più preoccupanti negli anni successivi. Secondo il Piano finanziario 2028-2030, il deficit dovrebbe salire a 236 milioni nel 2028, a 411 milioni nel 2029 e raggiungere i 460 milioni nel 2030. Dal 2028 è inoltre previsto un autofinanziamento negativo, con possibili ripercussioni sull'indebitamento cantonale.
È su queste prospettive che si concentra l'interpellanza presentata il 14 ottobre da Amalia Mirante, con Giovanni Albertini ed Evaristo Roncelli (Avanti con Ticino&Lavoro). I firmatari chiedono al Consiglio di Stato di spiegare perché il piano pluriennale di riequilibrio delle finanze sia stato rinviato all'inizio della prossima legislatura, nonostante il risanamento figurasse tra le priorità del periodo 2023-2027.
Spending review ancora senza un programma operativo
Nel testo viene riconosciuto che il Preventivo 2027 comprende misure per circa 237 milioni di franchi, ma si sottolinea come una parte si basi su entrate straordinarie o temporanee, tra cui la vendita di beni patrimoniali, il ricorso a fondi e riserve e maggiori contributi da aziende partecipate. Interventi che possono migliorare il risultato di un singolo esercizio, ma che, secondo i firmatari, non risolvono da soli gli squilibri strutturali.
L'interpellanza richiama anche il percorso di revisione della spesa pubblica avviato con la mozione del novembre 2023 e il decreto legislativo approvato dal Gran Consiglio nel febbraio 2024. Lo studio di BAK Economics, presentato nel dicembre 2025, ha rilevato un differenziale di costo di circa 96,7 milioni rispetto a Cantoni comparabili, precisando che non si tratta di risparmi automaticamente realizzabili.
I firmatari chiedono quindi quali misure concrete siano state individuate, quali risultati finanziari siano stati ottenuti e se il Governo intenda avviare una spending review con obiettivi quantificabili e scadenze definite.
Sotto esame anche le entrate fiscali
Tra le questioni sollevate figurano inoltre le conseguenze finanziarie del rinvio degli interventi strutturali, gli effetti sull'indebitamento e le possibili ripercussioni sulle prestazioni pubbliche e sui rapporti finanziari con i Comuni.
Mirante, Albertini e Roncelli chiedono anche quali ipotesi sul fronte delle entrate siano state valutate. Tra queste indicano un eventuale aumento del moltiplicatore cantonale, modifiche alle soglie di esenzione, una revisione delle aliquote per coniugi e famiglie o altri cambiamenti della legislazione tributaria, tenendo conto della futura introduzione dell'imposizione individuale.
La richiesta conclusiva è che il Consiglio di Stato presenti al Gran Consiglio, prima della fine della legislatura, un documento con le opzioni di risanamento esaminate, il loro impatto finanziario e i tempi di attuazione. L'obiettivo è permettere al prossimo Governo e al prossimo Parlamento di partire da una base concreta, evitando che le decisioni siano concentrate negli anni in cui il disavanzo sarà più elevato.
