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Fiori all'alba per Arwa, annegata a 9 anni nel lago di Como: travolta da un'onda a due passi dalla riva

La piccola giocava con l'acqua alle ginocchia alla foce del Cosia quando un'onda l'ha trascinata al largo con altri cinque bagnanti – Ritrovata a sei metri di profondità – Il giorno dopo, sulla spiaggia dei divieti, sono comparsi dei fiori
© QuiComo/Lorenza Ceruti
Red. Online
23.07.2026 10:30

Bastano pochi metri e pochi secondi perché una giornata d'estate si trasformi in dramma. È accaduto martedì pomeriggio a Como, a due passi dal Tempio Voltiano, in quel tratto di riva dove una sottile lingua di sabbia si spinge verso il lago all'altezza della foce del Cosia. Lì, dove l'acqua sembra rassicurante e arriva appena al ginocchio, ha perso la vita Arwa Rfali, nove anni, in vacanza in Italia con la famiglia.

Pochi passi dalla riva, poi il vuoto

Arwa non stava nuotando, come scrive la Provincia. Giocava con le sorelle e le cugine sul bordo dell'acqua, insieme agli altri bagnanti che affollavano quella spiaggia nonostante i cartelli che ne vietano l'accesso. Erano le 15.10 circa quando, in un attimo, la situazione è precipitata. Secondo la prima ricostruzione degli agenti, a spezzare la quiete sarebbe stata un'onda anomala – con ogni probabilità sollevata da un'imbarcazione di passaggio – che ha investito il gruppo. Le correnti, particolarmente insidiose in quel punto, hanno fatto il resto, spingendo sei persone dove il fondale scompare all'improvviso e non si tocca più.

Le grida hanno sostituito le voci allegre di poco prima. Alcuni bagnanti si sono gettati per soccorrere chi era in difficoltà: cinque sono stati riportati a riva. Poi la conta e l'angoscia di chi si accorge che manca qualcuno. Di Arwa, nell'acqua, non c'era più traccia.

Una famiglia arrivata dal Marocco

La bambina era giunta in Italia con i genitori, il padre è ingegnere, per trascorrere le vacanze dai parenti. Una parte della famiglia, da parte paterna, vive a Macherio, nel Monzese; l'altra, da parte della madre, a Cassina de' Pecchi, nel Milanese. Arwa era la più piccola di quattro sorelle: le altre hanno 20, 16 e 12 anni. Con loro, quel pomeriggio, c'erano anche le cugine. La ricostruzione esatta della dinamica è ancora in corso e la squadra volante ha già trasmesso gli atti alla Procura.

Ore di ricerche fino a mezzanotte

Un elemento ha permesso di dare l'allarme quasi subito: nel momento della tragedia una pattuglia della Polizia stava transitando proprio davanti al Tempio Voltiano. I primi a tuffarsi sono stati gli specialisti del Soccorso Alpino Speleologico dei vigili del fuoco di Como; circa un'ora più tardi sono arrivati in elicottero, da Malpensa, i sommozzatori del corpo. Attorno, a garantire la sicurezza delle operazioni, si sono alternate le unità navali della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera, con il sostegno delle pattuglie della Polizia di Stato.

Il lavoro dei sub è stato lento e insidioso: hanno ricostruito la direzione delle correnti e le hanno seguite camminando sul fondale, un passo dopo l'altro, in un'acqua torbida che a tratti non lasciava vedere oltre un metro. Quando ormai le speranze erano svanite, poco prima delle 23, il corpo di Arwa è stato individuato adagiato sulla sabbia, a circa sei metri di profondità, e riportato in superficie.

I fiori dove i cartelli non bastano

Non è il momento delle recriminazioni né delle colpe cercate a caso, scrive invece QuiComo. C'è però un gesto, semplice e silenzioso, che dice più di qualsiasi discorso: all'alba del giorno dopo, sullo stesso lembo di sabbia in cui Arwa ha mosso i suoi ultimi passi, qualcuno ha lasciato dei fiori.

Eppure, poche ore più tardi, quel tratto di riva era già tornato quello di sempre. Turisti, forse ignari di ciò che era appena successo, di nuovo in acqua, esattamente dove non si può. Perché far rispettare un divieto è tutt'altro che scontato: spiegare che una spiaggia così invitante nasconde un pericolo reale, che con trenta gradi la tentazione di un bagno può costare carissima, è una battaglia che i cartelli, evidentemente, non vincono da soli.