Competitività

Fiscalità delle aziende, il Ticino tra i Cantoni più onerosi. La CC-Ti: «Altro che sgravi selvaggi»

La pressione fiscale sulle aziende ticinesi è dell’84% superiore alla media nazionale - Per la Camera di commercio serve una riflessione sul posizionamento competitivo del Cantone
©Gabriele Putzu
Red. Online
03.02.2026 16:11

Il Ticino tassa le imprese l’84% in più rispetto alla media svizzera. È quanto emerge dal rapporto pubblicato oggi dall'Amministrazione federale delle finanze (AFF). Lo studio è basato sull'indice di sfruttamento fiscale, che indica quanto un Cantone utilizza il proprio potenziale fiscale, cioè quanta parte del reddito imponibile di persone fisiche e giuridiche viene effettivamente prelevata tramite le imposte. La media svizzera è fissata a 100. Con il suo 184, il Ticino è secondo solo al Vallese, che registra 226, i Grigioni sono a quota 130. Il divario con la media svizzera si è ridotto rispetto al 2024, quando l’indice ticinese era a 192. Per i contribuenti privati, invece, il Ticino è in linea con il resto della Svizzera.

«Si tratta di un dato di forte rilevanza economica, che impone una riflessione approfondita sul posizionamento competitivo del Ticino», prende posizione la Camera di commercio (Cc-Ti). «In un contesto svizzero e internazionale caratterizzato da crescente mobilità delle attività economiche e concorrenza globale, i livelli di imposizione rivestono un ruolo centrale nelle decisioni imprenditoriali relative a investimenti, insediamenti, ampliamenti e mantenimento delle sedi operative. Un Cantone che risulta strutturalmente più oneroso rispetto alla media nazionale rischia di compromettere la propria attrattività per le aziende, con conseguenze dirette su posti di lavoro, gettito fiscale e dinamismo economico».

I dati dell'AFF, inoltre, smentiscono in modo netto e inequivocabile la narrazione secondo cui il Ticino avrebbe praticato «sgravi fiscali selvaggi e incontrollati» a favore delle imprese, prosegue la nota della Camera di Commercio. La quale sottolinea che il Ticino avrebbe bisogno di discutere con lucidità di come migliorare la sua competitività e sostenere il tessuto economico locale. «Il messaggio che emerge dai dati è chiaro: il Ticino non è un paradiso fiscale per le imprese, bensì uno dei Cantoni con il maggiore sfruttamento del proprio potenziale fiscale nei loro confronti. In questo quadro, attribuire alle aziende una responsabilità ingiustificata o rappresentarle come beneficiarie di privilegi inesistenti rischia soltanto di indebolire il clima di fiducia e collaborazione necessario per sostenere la crescita economica. A maggior ragione, in un contesto del genere, è fondamentale poter contare su un clima di collaborazione e fiducia fra economia, istituzioni politiche e amministrazione».