Mendrisiotto

Fiumi sotto stress, l’acqua è poca e calda

Faloppia, Laveggio, Breggia e Gaggiolo stanno soffrendo: rispetto allo stesso periodo dello scorso anno scorre meno acqua ed è marcatamente più calda – L’Ufficio della caccia e della pesca ha già dovuto effettuare pesche elettriche per salvare la fauna ittica: «Misura d’emergenza, è l’ultima spiaggia»
©Gabriele Putzu
Stefano Lippmann
12.08.2026 06:00

Poco più che dei rigagnoli. E, soprattutto, caldi. I principali fiumi del Mendrisiotto sono sotto pressione. Manca acqua e, allo stato attuale, non sono previste precipitazioni. Un bel problema. Segnalato anche dalle rilevazioni dell’Osservatorio Ambientale della Svizzera italiana (OASI). Il primo dato che balza all’occhio è sicuramente quello della temperatura dell’acqua la quale, in un solo anno, è aumentata sensibilmente. I valori, segnala il sito oasi.ti.ch, sono provvisori. Ma piuttosto indicativi. Nel mese di luglio dello scorso anno la temperatura media delle acque del Faloppia – in territorio di Chiasso – è stata di 20,4 gradi. Un anno più tardi, a luglio 2026, 22,6 gradi. Ovvero 2,2 gradi in più. Non se la passa meglio il Laveggio. Nella stazione di registrazione ubicata tra Penate e San Martino a Mendrisio, l’anno scorso a luglio è stata annotata una temperatura media di 17,6 gradi. Quest’anno, nello stesso periodo, 19,3 (+1,7). Medesimo discorso scorrendo verso Riva San Vitale: un mese fa sono stati riscontrati 22,1 gradi, ben 3 in più rispetto a un anno fa. Un aumento, infine, è stato percepito anche a Maroggia, dove sfocia il fiume Mara. Rispetto agli altri corsi d’acqua è più riparato dal sole e scorre in maniera più naturale, situazione che probabilmente ha aiutato a mitigare il riscaldamento dell’acqua. Ma anche in questo caso si è passati dai 13,2 gradi di luglio 2025 ai 13,5 del mese appena trascorso.

Scorrimento lento

Anche a livello di portata dei fiumi, i dati sono sostanzialmente peggiorati. L’anno scorso – sempre usando quale paragone il mese di luglio – lungo il Faloppia sono defluiti 0,51 metri cubi al secondo. Un mese fa? Meno della metà: 0,22 metri cubi al secondo. Lungo la Breggia, in territorio di Chiasso, il dato è ancor più eclatante: nel mese estivo del 2026 si contano appena 0,04 metri cubi (a luglio 2025 erano 0,32). Soffre, in questi termini, anche il Laveggio a Mendrisio: 0,46 metri cubi al secondo un anno fa, 0,17 il mese scorso. Meno acqua, dunque, e più calda. Una combinazione che mette in pericolo la fauna ittica che popola questi corsi d’acqua, soprattutto nei tratti dove è prossima la secca.

Pesci prelevati

La situazione, in molte aree fluviali del Distretto, è assai delicata. Lo sa bene anche l’Ufficio della caccia e della pesca (UCP) il quale, nelle scorse settimane, è dovuto intervenire applicando una misura d’emergenza: la pesca elettrica. È una tecnica che permette di poter spostare i pesci in zone, diciamo così, più sicure.

L’UCP, da noi interpellato, conferma che l’ultima pesca elettrica è stata effettuata lunedì nel Parco delle Gole della Breggia: i pesci sono stati prelevati e spostati più a monte. Un’operazione simile è andata in scena la scorsa settimana anche ad Arzo, quartiere lungo il quale scorre il fiume Gaggiolo. Sul Laveggio, per il momento, non si è ancora dovuti intervenire.

La pesca elettrica, sottolineano da Bellinzona, è l’ultima ratio: si cerca di evitarla il più possibile perché i pesci, visto il periodo, sono già sotto stress. In aggiunta, essendo piuttosto estesa la mancanza d’acqua nei torrenti, non è facile trovare un luogo dove poter rimettere gli esemplari catturati. È una misura d’emergenza, è l’ultima spiaggia: purtroppo già utilizzata.