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Focolai ancora attivi sul Monte Goj a Como: in campo oltre 100 pompieri, 30 volontari e 2 Canadair

La situazione sembra sotto controllo dopo il forte vento di ieri, ma l'attenzione resta alta per le case e le infrastrutture vicine al rogo - Il presidente della Provincia alla popolazione: «Evitate qualsiasi comportamento a rischio per i nostri boschi»
©Vigili del Fuoco
Red. Online
14.08.2026 10:30

Oltre 100 Vigli del Fuoco da diverse Regioni, una trentina di volontari e, da oggi, pure due Canadair. Sono proseguite senza sosta durante tutta la notte e andranno avanti per le prossime ore le attività di spegnimento e presidio del vasto incendio boschivo che ha colpito il Monte Goj, a Como.

Nelle scorse ore sono intervenuti pure più di 30 volontari Antincendio Boschivo (AIB) della Provincia di Como, impegnati nelle attività di contenimento dell'incendio, nel presidio delle aree maggiormente esposte e nella tutela delle abitazioni e delle infrastrutture. Soltanto nella giornata di ieri, i volontari, suddivisi in 7 squadre operative, hanno lavorato sul fronte del fuoco, garantendo poi il monitoraggio e il presidio dell'area per l'intera notte.

Oltre ai rinforzi provenienti dagli altri Comandi dei Vigili del Fuoco della Lombardia, sono giunte a Como squadre provenienti da Liguria, Veneto ed Emilia-Romagna, a supporto delle operazioni. Alle prime luci dell'alba è già stato predisposto l'invio di due Canadair della flotta aerea dello Stato italiano, che andranno a supportare le operazioni di contrasto dell'incendio.

Il Coordinamento AIB della Provincia di Como ha messo a disposizione autobotti e automezzi con moduli specifici per l'antincendio boschivo, nonché vasche mobili per il rifornimento idrico, allestite a terra per velocizzare la carica dei mezzi aerei.

Alla flotta composta dai due elicotteri di Regione Lombardia, si sono aggiunti nella giornata di oggi i Canadair messi a disposizione dal COAU (Centro Operativo Aereo Unificato della Protezione Civile Nazionale), fondamentali per effettuare lanci nei punti più impervi della montagna.

Il presidente della Provincia di Como, Fiorenzo Bongiasca, questa mattina ha fatto il punto della situazione: «Più di trenta uomini e donne hanno lavorato senza sosta, giorno e notte, con straordinario senso del dovere e abnegazione per tutelare il nostro patrimonio naturale e garantire la sicurezza dei cittadini e dei quartieri limitrofi. La Provincia di Como resterà sul campo con tutte le sue risorse e in costante contatto con Regione Lombardia e la Protezione Civile fino alla completa bonifica e messa in sicurezza dell'area». Bongiasca ha pure rivolto un appello alla «massima responsabilità di tutta la cittadinanza», sottolineando che «in giornate così delicate è fondamentale evitare qualsiasi comportamento a rischio nei nostri boschi».

Intanto lunghe lingue di fumo si alzano ancora dalla montagna, segno della presenza di focolai tuttora attivi, ma le fiamme, dopo il forte vento di ieri, che ha complicato la situazione, ora appaiono sotto controllo.

Ieri diverse palazzine sono state evacuate per precauzione a causa della pessima qualità dell'aria, densa e irrespirabile. Al momento sono chiuse le vie Madruzza e Oltrecolle, quest'ultima importante collegamento con la Strada Statale per Lecco. Preoccupano soprattutto le potenziali conseguenze del vento, comunque meno forte di ieri sera, quando cenere, foglie e parecchio materiale bruciato è stato trasportato non solo in centro città ma anche verso i Comuni di Cernobbio e Moltrasio, sulle sponde del lago. Proprio sul Lario, per favorire le operazioni di carico dei Canadair, oggi vengono organizzati presidi di controllo allo scopo di limitare la navigazione da diporto sulle acque del primo bacino. Oggi l'attenzione resta alta per i focolai ancora attivi che minacciano le abitazioni e le infrastrutture più vicine al Monte Goj.