Forfait ai richiedenti l'asilo, secondo taglio in meno di un anno: «È inaccettabile»

Il Forum diritti senza confini, che riunisce quasi cinquanta organizzazioni e gruppi informali attivi a sostegno delle persone migranti, ha preso atto nella sua assemblea del 28 ottobre della nuova proposta del Consiglio di Stato inerente a un secondo taglio, in meno di un anno, dei forfait di mantenimento riconosciuti alle persone in cerca di protezione, contenuta nel messaggio sul Preventivo 2027. Il Forum definisce la misura «inaccettabile».
Due tagli in tre mesi
I forfait interessano i richiedenti l'asilo (permesso N), le persone ammesse provvisoriamente (permesso F) e le persone con statuto S (permesso S). Secondo il Forum diritti senza confini questi sono invariati dal 1° gennaio 2012. Per il mancato riconoscimento del rincaro, «negli ultimi quindici anni hanno perso almeno il 6% del loro valore effettivo», sostiene il Forum.
Con il messaggio n. 8673 sull'implementazione delle due iniziative popolari sulle casse malati, approvato dal Gran Consiglio a giugno, è stato annunciato che questi forfait saranno ridotti di un ulteriore 6%, pari a un risparmio di 1,5 milioni di franchi all'anno. «Dopo solo tre mesi da questa decisione», scrive il Forum, «nel messaggio sul Preventivo 2027 si annuncia un’ennesima riduzione effettiva di queste prestazioni, per un ulteriore 1.5 milioni annui, quindi un nuovo 6% in meno». Sommando mancato rincaro e tagli, il Forum calcola che dal 2012 al 2027 questi forfait avranno perso ben il 18% del loro valore reale.
Gli importi
Il Consiglio di Stato non precisa le singole decurtazioni. Poiché l'effetto finanziario annunciato è simile a quello del taglio di giugno, il Forum ipotizza che le singole prestazioni diminuiranno in modo analogo. Secondo le cifre del Forum, dal 2012 il forfait mensile per una persona sola è di 500 franchi. Dopo il taglio deciso a giugno con il messaggio M8673 è sceso a 470 franchi e, secondo la stima del Forum, con la proposta del Preventivo 2027 arriverebbe a 440 franchi. Per una coppia si passerebbe da 750 a 705 franchi e poi a circa 660 franchi, mentre i supplementi per i figli calerebbero da 317 a 283 franchi per il primo e da 268 a 242 franchi a partire dal secondo. Complessivamente, una persona sola perderebbe 60 franchi al mese rispetto al 2012, pari al 12% del forfait iniziale.
Un confronto con l'assistenza ordinaria
Il Forum ricorda che anche prima dei tagli queste prestazioni erano significativamente inferiori a quelle assistenziali ordinarie riconosciute ai residenti in Ticino, e ancora più lontane dalle prestazioni complementari AVS/AI. E presenta dunque le cifre per un confronto: le prestazioni assistenziali ordinarie prevedono 1.061 franchi al mese per una persona sola e 1.624 franchi per una coppia. Per queste due situazioni, il forfait per le persone in cerca di protezione è meno della metà. Anche i supplementi per i figli sono nettamente inferiori: 350 franchi mensili per il primo figlio nell'assistenza ordinaria, contro i 283 previsti per le persone in cerca di protezione; per il secondo figlio la differenza è tra 297 e 242 franchi.
Le famiglie colpite
Le riduzioni colpiscono persone economicamente molto fragili: 3.767 persone a fine 2024, tra cui diversi bambini e minorenni, che non hanno diritto agli assegni familiari di complemento. Per una famiglia di quattro persone l'importo scenderebbe da 1.335 a 1.185 franchi al mese. Una cifra che deve coprire tutte le spese correnti, esclusi alloggio e cassa malati. Secondo il Forum, con questi importi si è al «limite minimo della sopravvivenza» e per i bambini «non c'è nessuna possibilità di poter far capo ad attività che comportano qualsiasi tipo di spesa (quota di partecipazione e/o costo del trasporto)».
Le richieste
Il Forum afferma che colpire una popolazione fragile, che non vota e spesso viene usata come capro espiatorio a scopo elettorale, «non è accettabile». Il Forum chiede quindi al Gran Consiglio e al Consiglio di Stato di rinunciare a una misura da 1,5 milioni di franchi «non essenziale al riequilibrio delle finanze cantonali, che però ha un forte impatto sulla vita delle persone in cerca di protezione». Si chiede inoltre al Governo di creare un tavolo di discussione permanente sulla situazione delle persone con permesso N, F e S e delle persone in aiuto d'emergenza, che coinvolga anche chi opera sul territorio a loro sostegno.
