Processo

«Fu uno scontro vero e proprio»

Condannati in Pretura penale due tifosi ticinesi per quanto accaduto all’esterno della Valascia prima della partita fra l’HCAP ed il Losanna il 14 gennaio 2018 - Per il giudice Flavio Biaggi si trattò di sommossa, ma non ci fu violenza contro la Polizia cantonale - La difesa aveva chiesto il proscioglimento: «Sono stati i vodesi ad attaccare»
I disordini scoppiarono sul piazzale antistante la vecchia pista biancoblù. © CdT/Gabriele Putzu
Alan Del Don
06.10.2021 15:53

Non è passata la linea difensiva improntata sull’«abbiamo protetto noi e gli altri spettatori». Il giudice della Pretura penale di Bellinzona Flavio Biaggi, ancora una volta, è stato inflessibile. Condannando oggi, a pena pecuniaria sospesa di 30 aliquote giornaliere da 90 e 100 franchi, per il reato di sommossa, due tifosi dell’Hockey club Ambrì-Piotta (HCAP) che il 14 gennaio 2018 parteciparono ai disordini avvenuti all’esterno della Valascia prima della partita con il Losanna.

Una domenica pomeriggio da incubo, con scene di violenza come non si vedevano da anni alle nostre latitudini. Fortunatamente nessuno rimase ferito in modo grave. Per il magistrato quel giorno ci fu «uno scontro vero e proprio. Dai filmati agli atti si vede, in particolare, che quelli che hanno attaccato con più veemenza siete stati voi». Gli imputati sono invece stati assolti dall’aver custodito in casa torce e petardi e, soprattutto, dalla violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari. In parole povere non se la sono presa con gli agenti della Polizia cantonale intervenuti per calmare gli animi, riportare l’ordine e garantire l’incolumità del pubblico. È molto verosimile che contro la sentenza venga fatto appello.

«Non vi siete solo difesi»

Una sentenza che si aggiunge a quelle già pronunciate nell’ultimo anno. Sia dalla Pretura penale (dal novembre 2020 in più occasioni) sia dalla Corte delle Assise correzionali (lo scorso 5 maggio) nei confronti dei supporters biancoblù e di quelli vodesi. Il giudice Flavio Biaggi, nella premessa, ha ribadito le «indubbie lacune» che vi sono state nel dispositivo di sicurezza approntato dall’HCAP per la sfida. Tanto che la Lega svizzera di hockey ha sanzionato, a livello amministrativo, le due società. Nei tafferugli avvenuti all’esterno erano stati coinvolti almeno 30-40 tifosi: «Quelli del Losanna arrivano in gruppo e si dirigono verso la loro entrata. C’è una provocazione reciproca. Voi - ha precisato il magistrato rivolgendosi ai ticinesi comparsi alla sbarra - non vi siete difesi come avete sempre sostenuto, ma avete attaccato. E ciò è avvenuto prima della partita, brandendo una cintura, ma non alla fine della stessa per quanto riguarda uno di voi».

Confermato, per metà, dunque, il castello accusatorio del sostituto procuratore generale Nicola Respini (da poco eletto giudice del Tribunale d’appello). Il quale chiedeva la condanna - alla pena detentiva di 70 giorni con la condizionale - degli imputati sia per sommossa sia per violenza contro le autorità.

«La sicurezza ha fatto fiasco»

Si è battuto per il proscioglimento dei suoi assistiti l’avvocato Costantino Castelli. In un’arringa accorata il legale ha esordito affermando «che non si può fare di tutta l’erba un fascio. Bisogna distinguere le responsabilità individuali. Partendo da quelle del club ospitante, in primo luogo, e della Cantonale. Il dispositivo di sicurezza ha miseramente fallito. Ha fatto fiasco. Il cancello che separa le due tifoserie, ad esempio, era aperto. La Federazione di hockey lo ha messo nero su bianco nella decisione dell’aprile 2018».

Secondo il difensore dei supporters dell’HCAP non si è trattato di una sommossa. «Parlerei piuttosto di aggressione da parte dei losannesi, che si sono presentati ad Ambrì in assetto di battaglia, alla quale i tifosi leventinesi hanno giocoforza dovuto rispondere per evitare che succedesse il peggio, per preservare l’incolumità dei presenti. Se davvero ci fosse stata una sommossa la Polizia non avrebbe certamente permesso ai fan di entrare ed assistere alla partita», ha puntualizzato Costantino Castelli.

Ben 39 decreti

Sono nove i processi che verranno celebrati nei prossimi mesi alla Pretura penale cittadina per i fatti capitati quasi quattro anni fa alla Valascia. L’inchiesta aveva portato il sostituto procuratore generale Nicola Respini ad emanare ben 39 decreti di accusa, di cui 18 a carico dei tifosi ticinesi. Degli altri 21 ultrà 13 sono domiciliati nel canton Vaud, 6 in altri cantoni e 2 in Germania.