Demografia

«Fuga dei giovani dal Ticino, servono strumenti innovativi»

Il movimento giovanile del Centro inoltra oggi un’interrogazione a oltre trenta Comuni ticinesi – La presidente Giovanna Pedroni: «Senza interventi sostanziali, si rischia di arrivare a una vera e propria era glaciale»
©Chiara Zocchetti
Red. Ticino&Svizzera
23.03.2026 06:00

Centinaia di giovani lasciano il Ticino, ogni anno, per cercare lavoro altrove. Non una novità, in sé, ma certo è una tendenza che continua a preoccupare, specie se affiancata alle sfide demografiche di cui più volte riportiamo. Da queste considerazioni, nasce lo spunto dell’interrogazione che i Giovani del Centro inoltreranno oggi in oltre trenta Comuni ticinesi. La presidente dei Giovani del Centro, Giovanna Pedroni, sostiene che questo è «un tema di vitale importanza per il nostro Cantone». E aggiunge: «Senza interventi sostanziali e urgenti, si rischia di arrivare a una vera e propria era glaciale». Prosegue sempre Pedroni: «Tre anni fa, il deputato Claudio Isabella, insieme all’allora presidente Marco Profeta, presentò in conferenza stampa un’iniziativa parlamentare cantonale generica, la quale ancora giace in Commissione. Per questo motivo abbiamo ritenuto di fondamentale importanza riportare all’attenzione il tema, questa volta a livello comunale, tramite interrogazioni nei singoli Comuni. In base alle risposte, valuteremo poi come muoverci, con la determinazione di non lasciare che questo tema cada nuovamente nel silenzio».

Una serie di fattori decisivi

Partire per studiare - riflettono i Giovani del Centro nel loro comunicato - è naturalmente parte della cultura ticinese. L’offerta formativa sul territorio cantonale «non è estremamente vasta» e, inoltre, un periodo di formazione o di soggiorno all’estero rappresenta spesso «un’importante occasione di crescita personale». Il problema - viene sottolineato - si pone quando i giovani, dopo un periodo di studi fuori cantone o all’estero, scelgono di non rientrare. «Le cause di questo mancato ritorno sono molteplici. In primo luogo, il mercato del lavoro ticinese offre meno opportunità rispetto a quello della Svizzera tedesca e francese. A ciò si aggiunge il livello salariale: nel 2024 il salario mediano in Svizzera era pari a 7024 franchi lordi al mese, mentre nella regione di Zurigo raggiungeva i 7502 franchi, contro i 5708 franchi registrati in Ticino. Un altro elemento importante riguarda l’offerta di servizi e la qualità di vita. La conciliabilità tra lavoro e famiglia rappresenta oggi un fattore decisivo per molti giovani adulti che desiderano costruire una carriera professionale e, al contempo, avviare un progetto familiare». Insomma, i Giovani del Centro riassumono tutta una serie di fattori che rischiano di rendere «sempre più difficile immaginare il proprio futuro in Ticino».

Altri esempi da seguire

Il vicepresidente Luca Taglialatela porta alcuni esempi da altri Cantoni e Paesi. Ed evidenzia: «A livello nazionale vi sono esempi virtuosi da cui prendere spunto: pensiamo al Canton Zugo che, grazie a scelte politiche coraggiose intraprese nel corso degli ultimi decenni, quali l’abbassamento delle aliquote fiscali con conseguente attrazione di numerose multinazionali, è riuscito a diventare un paradiso fiscale colmo di opportunità lavorative di livello. Altri paesi europei si stanno muovendo in una direzione simile, ad esempio l’Italia e il Portogallo tramite incentivi fiscali ai giovani, o l’Estonia grazie ad aiuti a chi sceglie di aprire una startup». Prosegue Taglialatela: «Non si tratta di copiare modelli, ma di avere il coraggio di adattare buone pratiche alla realtà ticinese. Se non agiamo ora, rischiamo di perdere gran parte di una generazione di giovani formati, motivati e pronti a dare il proprio contributo nel nostro cantone». E conclude: «Il Ticino deve agire, e deve farlo con visione, concretezza e senso di urgenza».

Un bonus mirato?

Tra le soluzioni proposte, visto che - si ammette - «intervenire sulla fiscalità non è sempre semplice, poiché il quadro giuridico è molto rigido», si potrebbe però pensare, secondo i Giovani del Centro, a un bonus mirato oppure a strumenti innovativi capaci di incentivare il rientro dei giovani qualificati. «Il Ticino offre un’elevata qualità di vita, clima mediterraneo e paesaggi spettacolari, confermandosi un luogo attrattivo. Noi vogliamo che sia attrattivo non solo per le vacanze, ma anche per vivere, costruire il proprio futuro e mettere radici. Ci impegneremo con convinzione per raggiungere questo obiettivo, consapevoli che non sarà semplice, ma altrettanto consapevoli che non possiamo permetterci di restare fermi», conclude la presidente Giovanna Pedroni.