«Garantire il mantenimento del pagamento in contanti per il trasporto pubblico»

Accettando il controprogetto diretto all’iniziativa popolare “Sì a una valuta svizzera indipendente e libera con monete o banconote (Il denaro contante è libertà)” - ossia il decreto federale concernente l’unità monetaria svizzera e l’approvvigionamento in numerario - il popolo svizzero «ha chiaramente espresso la volontà di garantire la disponibilità e l’utilizzo del denaro contante nella vita quotidiana, riconoscendone l’importanza per la libertà economica, l’inclusione sociale e l’accessibilità dei servizi», sottolinea il deputato UDC Alan Bühler in una mozione sul pagamento sui mezzi di trasporto pubblici - indirizzata al Consiglio di Stato - e cofirmata dai deputati democentristi Raide Bassi, Lara Filippini, Andrea Giudici, Tiziano Galeazzi, Sergio Morisoli, Aline Prada e Tuto Rossi.
Situazione in Ticino
Bühler e colleghi sottolineano inoltre come nel Canton Ticino questo orientamento è stato confermato in maniera ancora più netta, «poiché la popolazione ha approvato anche l’iniziativa popolare “Il denaro contante è libertà”». Tale risultato, prosegue il testo, dimostra come nel nostro Cantone il mantenimento del contante sia considerato un elemento particolarmente importante. Alla luce di questa volontà popolare, «suscita preoccupazione la decisione annunciata da diverse imprese di trasporto pubblico ticinesi – tra cui AutoPostale, TPL e FART – di sostituire progressivamente le attuali macchinette per l’acquisto dei biglietti con nuovi distributori digitali installati direttamente sugli autobus e utilizzabili esclusivamente tramite carte di credito o di debito». Effettivamente, a partire dal 2027 – stando a quanto reso noto – le tradizionali macchinette che consentono il pagamento in contanti dovrebbero praticamente scomparire, lasciando spazio a sistemi di vendita che non accettano più contanti. «Questa evoluzione appare problematica sotto diversi punti di vista».
Problematiche
Per i mozionanti, il primo problema riguarda il contrasto «con lo spirito della recente decisione popolare federale, che ha voluto ribadire l’importanza del contante come mezzo di pagamento disponibile e utilizzabile nella vita quotidiana». Secondariamente, un sistema di vendita esclusivamente digitale «rischia di penalizzare alcune categorie di utenti, tra cui in particolare persone anziane, giovani che non dispongono di carte di pagamento, persone che non utilizzano strumenti digitali o utenti occasionali».
«Un servizio essenziale»
Il trasporto pubblico «rappresenta un servizio essenziale che deve rimanere accessibile a tutta la popolazione». Pertanto, l’eliminazione della possibilità di pagare in contanti «rischia invece di creare barriere all’utilizzo del servizio». Per i firmatari della mozione, è comprensibile che le aziende di trasporto intendano modernizzare i propri sistemi di vendita e adattarsi all’evoluzione delle abitudini di pagamento. «Tuttavia, la digitalizzazione non può tradursi nell’eliminazione del contante, soprattutto alla luce della recente e chiara volontà popolare espressa a livello federale e cantonale».
La mozione
Il Cantone, nell’ambito delle sue competenze e dei rapporti con le aziende di trasporto pubblico – in particolare attraverso i contratti di prestazione e gli strumenti di regolazione del servizio pubblico – «dispone degli strumenti necessari per garantire che i servizi offerti rimangano accessibili a tutti». Motivo per cui chiedono al Governo:
- di
intervenire presso le imprese di trasporto pubblico operanti in Ticino
affinché venga garantita la possibilità di acquistare biglietti anche
mediante pagamento in contanti;
- di
adottare le misure necessarie, anche nell’ambito dei contratti di
prestazione o di altri strumenti a disposizione del Cantone, affinché i
sistemi di vendita dei titoli di trasporto non escludano il pagamento in
contanti;
- di
assicurare che la modernizzazione dei sistemi di vendita non comporti
l’eliminazione di un mezzo di pagamento che il popolo svizzero ha
recentemente deciso di tutelare.
