Genitori divisi sul destino del Burio

«Sarebbe ora che sistemassero questa scuola, che non cade a pezzi ma ha qualche pecca dettata dal tempo. E anche la piscina è un peccato che non sia agibile. Ho le mie due bambine all’asilo e vorrei che frequentassero le elementari in uno stabile più in ordine e sicuro». «I miei quattro figli sono passati tutti da qui, ne ho ancora due alle elementari e posso confermare che questa scuola è messa male. Lavoro nel settore delle costruzioni e, piuttosto che risanarla, direi che è il caso di progettare e realizzare un nuovo complesso, magari sul Piano». Due mamme a confronto, davanti al Burio di Gordola, sede «collinare» degli istituti scolastici comunali e oggetto di un referendum il 7 marzo. In ballo c’è il credito per la progettazione definitiva del risanamento dell’istituto, costruito più di 40 anni fa, e quello della ristrutturazione di palestra e spogliatoi. Ma la posta in gioco è più alta: quale futuro per le scuole comunali di Gordola? Risanarle profondamente o costruirle ex novo? «A me piace questa scuola – dice un ragazzino che con il suo compagno sta uscendo per andare a pranzare a casa -. Certo, ogni tanto ripitturano, ma le aule sono belle e fuori c’è spazio per giocare». Quindi un’altra mamma che ha appena prelevato il figlio in pausa pranzo: «Io sono per la conservazione, anche se quattro anni di lavori mi preoccupano», dice mentre s’avvia in auto.
Pareri contrapposti
La conferma di una «spaccatura» sul destino del Burio arriva anche dall’Associazione dei genitori: «Non abbiamo fatto un’assemblea, per motivi sanitari, ma da quello che ho potuto raccogliere in seno al comitato effettivamente i genitori sono un po’ divisi tra chi approva il risanamento del Burio e chi vorrebbe la costruzione di una nuova sede scolastica», ci spiega Nicolas Chuard, presidente dell’Associazione genitori e consigliere comunale. «Ho tre figli a scuola, dunque parlo con cognizione di causa e in Consiglio comunale ho votato a favore del risanamento perché finalmente mi pare un progetto esaustivo e definitivo. Certo, forse si poteva fare qualcosa di più per informare più in dettaglio la popolazione», dice.
Dibattito su Zoom
Vertici del PLR e del PPD di Gordola schierati su Zoom nel dibattito online organizzato sul destino dell’istituto scolastico al Burio. Una trentina i partecipanti, con il Municipio quasi al completo sulla schermata, per spiegare, approfondire e rispondere al quesito principale del referendum del 7 marzo: vale la pena ristrutturare il pregevole istituto scolastico in collina, progettato da Augusto Jäggli e inaugurato alla fine degli anni ‘60, che però mostra soprattutto internamente l’inesorabile passare del tempo, piuttosto che abbandonarlo al suo destino e costruire una nuova scuola? È toccato a Davide Gianettoni (Alternativa per Gordola), rappresentante dei referendisti, incalzare il sindaco Damiano Vignuta sui contenuti del progetto di risanamento: «Non ho potuto visionare i piani degli interventi e dunque ancora oggi non si capisce cosa avete in mente di fare, in che tempi e con quale divisione degli spazi», ha detto. «Tutta la documentazione è disponibile e consultabile all’Ufficio tecnico. Il progetto va definito nei dettagli, per questo abbiamo chiesto il credito di aggiornamento, ma si tratta di un risanamento ponderato, fatto a blocchi, che durerà quattro anni e plafonato nella spesa (16 milioni). Ma soprattutto è indispensabile, non ci sono alternative praticabili», ha detto il sindaco.
