Giornalista in aula per diffamazione

BELLINZONA - Per la presunta diffamazione ai danni dell'ex municipale bellinzonese Filippo Gianoni si torna in aula. Sospeso lo scorso dicembre in Pretura penale, il processo a carico del giornalista Matteo Cheda è stato nuovamente aggiornato. Il dibattimento si terrà venerdì 7 novembre alle 9.30, sempre in Pretura a Bellinzona, davanti al giudice Siro Quadri.
Il primo «round» si era subito chiuso perché il giudice aveva accettato la richiesta del difensore – l'avvocato Patrick Gianola – di rinviare il decreto d'accusa alla Procura affinché fosse meglio specificata una delle fattispecie contestate all'imputato, un fumetto satirico in una cui la parte lesa sarebbe stata rappresentata attraverso animali.
Non si era per contro entrati in materia sui due articoli (pubblicati come "opinione" sia sul "Corriere del Ticino" sia su "La Regione Ticino") in cui Matteo Cheda aveva stigmatizzato la «foga cementificatoria» dell'ex capodicastero pianificazione a favore «di pochi eletti». La procuratrice pubblica Marisa Alfier, ricordiamo, aveva proposto la condanna a 30 aliquote da 120 franchi, contestata da Matteo Cheda e quindi approdata in aula.