Malcantone

Giovani e abbandono scolastico: in arrivo il primo aiuto concreto

Villa Soldati a Neggio riaprirà le sue porte per ospitare una scuola dedicata ai ragazzi che hanno interrotto il percorso di studi o l’apprendistato – Intavolati accordi con aziende del territorio – Il progetto pilota parte a gennaio
© CdT/ Chiara Zocchetti
Valentina Coda
29.10.2026 18:09

Per anni il tema della dispersione scolastica è rimasto confinato nelle mura silenziose delle case. Non se ne parlava, non faceva rumore. Colpiva i giovani senza fare distinzione di classe sociale. Non a caso in Ticino le statistiche disponibili in tal senso hanno addosso la polvere. Arduo il compito di intercettare i giovani NEET, anche se negli ultimi tempi la politica ha scritto fiumi di inchiostro a riguardo portando sotto i riflettori un fenomeno, in aumento, definito da alcuni come «una bomba sociale a scoppio ritardato». Da un paio d’anni, in punta di piedi, a Neggio si è lavorato per fornire un primo aiuto concreto a quei giovani che non studiano, non lavorano e non seguono alcun percorso di formazione. Ora è il momento di passare dalla teoria alla pratica. A gennaio la storica Villa Soldati riaprirà le sue porte e accoglierà la prima scuola-laboratorio in Ticino dedicata ai ragazzi in dispersione scolastica, quelli cioè che hanno interrotto gli studi o l’apprendistato per svariati motivi, che vanno dalla paura di non farcela, alla perdita di motivazione fino al disagio nel rapporto con la scuola. Il progetto pilota porta la firma dell’Associazione Calicanto ed è sostenuto dalla Fondazione Giuseppe Soldati, che ha messo a disposizione le mura della sua storica villa di Neggio.

Mano tesa a famiglie e ragazzi

Spesso la risposta a un bisogno arriva da chi ha vissuto da vicino il problema. È il caso di Silvia Carloni, fondatrice e presidente dell’Associazione Calicanto, che nella sua precedente esperienza lavorativa all’ex scuola Steiner ha visto vari giovani approdare a Origlio dopo aver abbandonato le scuole tradizionali. «Ho notato che dopo pochi mesi dall’avvio dell’anno scolastico, i ragazzi iniziavano a far presente ai genitori che non volevano più andare a scuola, che forse non faceva per loro – ci spiega –. E questo discorso, che vale per i licei, le scuole di commercio e gli apprendistati, coincideva con la prima raffica di verifiche. A dicembre, poi, abbandonavano la scuola e il lavoro, ma prima di trovare un’alternativa dovevano forzatamente aspettare l’inizio del nuovo anno scolastico a settembre. Il risultato? Rimanevano a casa senza fare niente». Ebbene, la scuola Calicanto, aprendo i battenti a gennaio, andrà a colmare questo gap temporale perché «aiuteremo i ragazzi a reinserirsi in un percorso scolastico affine alle proprie esigenze e offriremo loro la possibilità di svolgere delle esperienze di orientamento professionale grazie a degli accordi già in essere con varie aziende del territorio. Il tutto creando un percorso di studi che porti a un diploma professionale estero». Nel concreto, si partirà con un progetto pilota (si stanno già svolgendo i primi colloqui con le famiglie) della durata di 6 mesi con un’unica classe composta da un massimo di 15 ragazzi di età compresa tra i 15 e i 25 anni. «Vogliamo offrire loro un percorso che li riaccolga e dia una seconda opportunità tramite una scuola capace di ricostruire motivazione, fiducia, orientamento e far emergere tutto il potenziale del giovane. A Neggio i ragazzi troveranno un contesto sociale stabile e quotidiano, che segue il calendario scolastico (si parte alle 9 e si finisce alle 15.40) e che li riporta in un luogo di appartenenza. Il progetto è ambizioso, lo sappiamo, ma proveniamo (Carloni e alcuni docenti che insegneranno a Neggio, ndr) da esperienze in cui abbiamo visto ragazzi spegnersi e ritrovare la propria strada. Il punto non è creare una scuola diversa, ma costruire ponti verso il reinserimento nei percorsi scolastici e nel mondo del lavoro», osserva la presidente dell’Associazione. Per tutte le informazioni sulla scuola, la filosofia e il modello educativo www.calicanto-ticino.ch.

Un ritorno al passato

Il mese di gennaio non coincide solo con l’inizio del progetto Calicanto, ma anche con la rinascita di Villa Soldati. Costruita tra il 1903 e il 1908, per quasi trent’anni è stata la sede di una scuola di avviamento professionale e di economia domestica, rappresentando un punto di riferimento per tanti quattordicenni del Malcantone. La scuola chiuse nel 1985, quando la riforma cantonale delle scuole medie soppresse tutte le sedi di avviamento professionale del Ticino. Oggi la stessa villa, dopo un lungo periodo dedicato ad ospitare la Fondazione La Fonte, torna ad accogliere alunni e insegnanti. D’altronde, la missione della Fondazione Giuseppe Soldati è sempre stata la promozione dell’educazione in Malcantone.

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