Gli 80 anni di Unitas rivolti al futuro

«Da 80 anni camminiamo accanto alle persone. È così che siamo nati. È così che continueremo a esserci». Guarda al futuro lo slogan presentato nella conferenza stampa dell’ottantesimo di Unitas, l’Associazione ciechi e ipovedenti della Svizzera italiana. Per celebrare la ricorrenza, l’Associazione ha deciso di coinvolgere alcuni partner del territorio nei vari eventi organizzati nell’arco dell’anno. Annunciato un futuro ricco di impegni e di iniziative, senza però dimenticare le radici, legate inevitabilmente a Tarcisio Bisi, il quale nel 1946 fondò Unitas in via Nassa, a Lugano, lo stesso luogo-simbolo dell’inizio di una lunga storia scelto oggi per incontrare i giornalisti.
Il presidente di Unitas, Fabio Casgnola, ha dapprima ricordato Bisi e la sua lungimiranza e, in seguito, ha evidenziato i prossimi passi dell’Associazione: «Ci stiamo concentrando sul passaggio dal concetto tradizionale di auto-aiuto verso un approccio più ampio, basato sull’inclusione. Vogliamo promuovere una piena partecipazione delle persone cieche e ipovedenti alla vita sociale e professionale, con particolare attenzione all’inserimento lavorativo, una sfida chiave per il futuro. Tra le priorità emergono anche la necessità di rinnovare il modello associativo, per rispondere meglio ai bisogni delle nuove generazioni, e il ruolo crescente della tecnologia nel favorire autonomia e qualità di vita».
Anche il sindaco di Lugano, Michele Foletti, ha ricordato che «la città crede sia un dovere morale sostenere, anche finanziariamente, Unitas: negli anni si è rilevata un centro di competenza e un’importante risorsa per l’intero nostro tessuto sociale».
Cinque eventi e un compleanno
Dicevamo delle iniziative per gli 80 anni dell’associazione: in questo senso, un gruppo di lavoro composto da Fredy Franzoni, Franca Taddei e Mario Vicari si è occupato di raccontare la storia dei primi ottant’anni di Unitas attraverso un contributo audio che propone una ricostruzione della storia della stessa associazione attraverso le voci dei protagonisti. Oltre alla versione audio, sarà pubblicata anche un’edizione cartacea di InfoUnitas Speciale 80.
Nel corso dell’anno sarà anche avviato uno studio in collaborazione con la SUPSI. I dati che emergeranno dalla ricerca costituiranno una base solida per eventuali adattamenti dei servizi e saranno presi in esame anche per la possibile creazione di un osservatorio delle persone cieche e ipovedenti in Ticino.
Tra le novità, pure «Ci vediamo dopo», nuova rubrica radiofonica settimanale in onda su Radio Gwen: 40 puntate per creare un racconto accessibile e coinvolgente che metta in dialogo l’esperienza della disabilità visiva con il pubblico generalista, evitando una narrazione «di settore» e favorendo, invece, storie e testimonianze in grado di parlare a tutti. L’evento clou dei festeggiamenti si svolgerà giovedì 27 agosto sulla piazza del PalaCinema di Locarno e avrà come protagonista l’Orchestra della Svizzera italiana (OSI). Un concerto nel quale i soci dell’associazione avranno l’opportunità di prendere posto fra i musicisti, ascoltando la musica da una posizione molto privilegiata.
Il 15 ottobre, invece, in occasione della «Giornata internazionale del bastone bianco», Unitas presenterà i servizi sviluppati in collaborazione con Retina Suisse, l’associazione che aiuta le persone con malattie del fondo dell’occhio. Una giornata di porte aperte nelle varie strutture sul territorio per sensibilizzare l’opinione pubblica. Infine, è stato presentato anche il 50. anniversario del Gruppo ticinese sportivi ciechi e ipovedenti (GTSC), nato con l’obiettivo di permettere alle persone cieche e ipovedenti di praticare lo sci. Negli anni, il GTSC ha sviluppato un modello diventato un riferimento, basato su un approccio inclusivo e concreto.
