Tempo libero

Gli alberghi d'oro di Milano in vista del Salone del Mobile

Design Week: da Rho Fiera al Fuorisalone che invade Brera, Isola, Navigli, Tortona e Porta Romana – Il boom dei prezzi delle camere e le zone top per un ticinese che non voglia fare tutto in giornata
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Stefano Olivari
11.04.2026 14:00

La grande fortuna di molti ticinesi intenzionati a seguire gli eventi di Milano è che non sono obbligati a pernottare a Milano, se non in pochi casi. Una considerazione che torna di attualità ad ogni Design Week: l’edizione 2026, dal 21 al 26 aprile, promette di battere ogni record di visitatori (a questo giro se ne prevedono circa 350.000) e quindi di prezzi di alberghi e alloggi di altro tipo. Una dinamica che non si era vista, in simili proporzioni, nemmeno alle recenti Olimpiadi. In questa settimana tutto sembra insomma essersi quintuplicato, tranne i redditi di chi vuole o deve venire a Milano, per non parlare di chi già ci abita e che viene cortesemente (ma nemmeno tanto) invitato ad andarsene. Come muoversi, quindi, dovendo per forza rimanere a Milano qualche giorno?

Dal mobile al design

Come è noto la Design Week è l’evoluzione gigantistica e omnicomprensiva del Salone del Mobile, che è tuttora il nome della manifestazione fieristica propriamente detta. Un fenomeno economico che fa impennare tutto, dagli hotel agli affitti brevi, dai ristoranti ai taxi: in ogni zona di Milano, anche se l’esposizione è a Rho-Fiera, facilmente raggiungibile dal Ticino in autostrada, uscendo a Lainate. Secondo le ultime rilevazioni di Maiora Solutions, effettuate su oltre 200 strutture, il prezzo medio di una camera durante la Design Week schizzerà (anzi, è già schizzato) da 173 euro a notte a 598 euro, con picchi oltre i 1.287 euro nei cinque stelle. Un rincaro che parametrato al profilo del visitatore medio, cioè uno che mette in conto all’azienda i suoi spostamenti senza fare il difficile, sfiora appunto il quintuplo rispetto a prezzi già alti, secondo una dinamica innescata dall’EXPO del 2015 e alimentata da un’ideologia che vuole Milano città ‘premium’ (qualsiasi cosa voglia dire). Comunque sia, dal 1961 il Salone del Mobile ha fatto di Milano la vetrina globale dell’arredamento e del design, nel 2026 con oltre 1.900 espositori (36% non italiani) e più di 169.000 metri quadrati di superficie espositiva andata sold out. Ma il vero terremoto avviene fuori dalla Fiera, nel cosiddetto Fuorisalone che invade Brera, Isola, Navigli, Tortona e Porta Romana. In questi pochi giorni la città triplica la popolazione temporanea: designer, buyer, giornalisti, imprenditori e semplici curiosi-guardoni da tutto il mondo.

I prezzi

I dati parlano chiaro: anche nell’ipotesi di riuscire a prenotarlo, durante la Design Week un albergo tre stelle passa da 170 euro a 580, in media, un quattro stelle da 180 a 638 euro, mentre i cinque stelle superano i 1.200 euro a notte per una camera doppia. La soluzione Airbnb costa ovviamente meno ma gli aumenti durante la Design Week seguiranno le stesse proporzioni degli alberghi: il prezzo medio sale da 130 euro a 375 euro a notte, con intere case in centro che arrivano a 5.600 euro per una settimana. Perché questo boom? La risposta è semplice, perché nonostante le continue inaugurazioni di nuovi alberghi Milano ha soltanto 50.000 posti letto alberghieri ed è tarata sulla Milano pre EXPO, pre-turismo, pre narrazione più o meno genuina. 50.000 posti in albergo contro 350.000 visitatori, dei quali solo una minoranza di milanesi o di ticinesi mordi e fuggi. Il consiglio ufficiale, per quanto inutile (ci hanno già pensato tutti) è prenotare subito attraverso il servizio MiCodmc del Salone, che offre tariffe dedicate più competitive.

Dove andare

Zone top per un ticinese che non voglia fare tutto in giornata? Intanto quelle intorno a Rho Fiera e alla zona Sempione (Bovisa, Certosa, Quarto Oggiaro), fino a pochi anni fa malfamate ma ora rilanciate e con tariffe ‘soltanto’ triplicate a parità di stelle. Poi la Stazione Centrale e Garibaldi-Isola: zone perfette per chi arriva in treno. Da qui la metropolitana M2 o M5 o i treni che arrivano a Rho in 15 minuti. Quartieri vivaci, design district (l’Isola è uno dei cuori del Fuorisalone), aperitivi, presentazioni, eccetera. Chi è sensibile alle atmosfere fintamente tipiche può invece optare per i Navigli e Porta Ticinese, anche loro regno del Fuorisalone, soprattutto per chi ama vivere la notte: atmosfera giovane, installazioni, eventi culturali e para-culturali, anche se in posti non proprio comodi per la M1 che dovrebbe portare in Fiera (sempre che a qualcuno i mobili interessino: in teoria sì, almeno ai viaggiatori B2B). I media stanno ultimamente pompando Porta Romana e Vigentino, fra il villaggio olimpico (ora ‘student housing’) e tutto il resto, ma lì non è che si viva l’atmosfera degli eventi milanesi, anzi diciamo pure che è un mortorio. Da evitare assolutamente il centro storico puro (Brera e Montenapoleone, per intendersi), per i prezzi e la gente che si incontra dopo una certa ora.

Investimenti

Molti non milanesi, e fra questi tanti svizzeri, stanno investendo in immobili a Milano attirati dal potenziale di rivalutazione e dal fatto di poter utilizzare loro stessi la casa. Fra le zone con maggiore potenziale, rispetto ai prezzi attuali, Porta Romana-Scalo Romana-Vigentino (prezzo medio 5.600 euro al metro quadrato, margine del 10% annuo), Isola-Porta Nuova-Garibaldi che ha valori già alti (7.000 al metro) ma dove si affitta con facilità, poi le pluricitate Bovisa, Lambrate, Città Studi, Navigli, Tortona, Santa Giulia. In generale, le zone semicentrali e universitarie offrono il miglior rapporto rischio/rendimento. Chi pensa di vivere grazie ai suoi inquilini deve però sapere alcune cose. Gli affitti brevi, insomma Airbnb, hanno rendimenti più alti, nell’ordine del 12% annuo, rispetto all’affitto tradizionale (6-7%), ma da poco tempo una serie di obblighi, primo fra tutti quello di partita IVA se si hanno più di due immobili.

La Quinta Svizzera

Design Week e investimenti immobiliari c’entrano ma solo in parte con un fenomeno che sfugge alle statistiche ufficiali, quello che a Milano viene definito ‘Quinta Svizzera’. Traduzione: svizzeri, soprattutto ticinesi, che di fatto risiedono nella città metropolitana (quella che una volta si chiamava ‘provincia’) di Milano ma senza aver spostato la residenza ufficiale. Numeri clamorosi: circa 7.000 persone, di cui solo 767 ‘ufficiali’ sui 53.100 svizzeri totali residenti in Italia. Scelte di vita solo in pochi casi determinate dalla doppia nazionalità, con un boom tra Over 55 e donne. Agli occhi di uno svizzero i prezzi di Milano sono quindi ancora accettabili. Chi non cerca la tranquillità del classico casale sulle colline del Chianti ma una vita più brillante (evitiamo di scendere nel dettaglio) ha ormai battezzato Milano come sua meta. Con o senza Design Week.