Gli hangar si possono fare, ma ora non c'è più il credito

Ha tutta l’aria di essere una vittoria giudiziaria di Pirro quella ottenuta da Lugano al Tribunale federale. I giudici di Losanna hanno infatti dato luce verde alla realizzazione degli hangar che il Consiglio comunale, nell’ormai lontano 2018, aveva deciso di costruire all’aeroporto. Sarebbero serviti, e anche l’Ufficio federale dell’aviazione civile lo aveva confermato, a tentare di rilanciare lo scalo. «Ora sappiamo che si possono costruire gli hangar - ha commentato in modo piuttosto laconico Filippo Lombardi, municipale responsabile del dossier - ma non c’è più il credito per realizzarli». Troppo il tempo passato dall’approvazione del progetto - che prevedeva un investimento di 6 milioni - da parte del Consiglio comunale. E Lombardi non si è poi risparmiato alcune frecciatine nei confronti dei privati (Dario Kessel, proprietario di alcuni terreni in zona) che si sono opposti - prima appellandosi al TAF, il Tribunale amministrativo federale e poi appunto al TF - al progetto. «Lo ringrazio sentitamente a nome della Città di Lugano - ha commentato con sarcasmo - per averci fatto attendere abbastanza a lungo da vedere decaduto il credito».
Un anno fa la stessa decisione
È da anni che privati, Lugano Airport SA (nel frattempo messa in liquidazione)e Municipio litigano giuridicamente a causa degli hangar. E il primo round, poco dopo la decisione del Legislativo, se l’era aggiudicato Kessel. Il TF gli aveva dato ragione e aveva imposto al TAF di stabilire se, per davvero, gli hangar erano necessari. Questo perché, basandosi sul numero di passeggeri registrati nel 2016 (176.698), i giudici avevano notato una diminuzione nettissima rispetto al decennio precedente (nel 1996, con Crossair, erano ancora 700.000). Nella discussione era intervenuta l’UFAC, confermando che realizzare gli hangar aveva senso. «Sono una dozzina le richieste analoghe provenienti da diversi aerodromi in tutta la Svizzera». Il TAF aveva dunque respinto il ricorso di Kessel, che però si è poi appellato alla massima istanza elvetica. Che gli ha a sua volta dato torto, respingendo la contestazione secondo cui gli hangar - costando 6 milioni di franchi, appunto - non sarebbero stati provvisori (come imporrebbe il Piano settoriale dell’infrastruttura aeronautica) ma strutture definitive. «Ma la Corte - sottolineano i giudici - ha ritenuto vincolante l’accertamento del TAF. Il progetto concerne una costruzione provvisoria, che potrà essere facilmente smontata e spostata in altro luogo nel caso di un futuro sviluppo dello scalo». Ma allora, chiediamo a Lombardi, è possibile che il Municipi ci riprovi e che presenti un nuovo credito?O si attenderà la cessione dello scalo ai privati? «Nelle prossime settimane - ci ha spiegato - il gruppo giuridico costituito dalla Città prenderà contatto con i gruppi intenzionati a rilevare l’aeroporto e comunicherà in che modo intende procedere».
Bloccato l’altro progetto
Improbabile dunque che la Città torni a proporre un investimento pubblico per gli hangar. E, stando a nostre informazioni, anche il progetto per delle altre aviorimesse presentato in dicembre da Erexi e Luganair è stato bloccato.
