Ticino

«Governare significa anche decidere che cosa non fare»

Il gruppo PLR, con il deputato Paolo Ortelli, pone una serie di domande al Consiglio di Stato affinché possa valutare, con gli strumenti già esistenti, quali sono le priorità e che cosa invece può essere ritenuto superfluo – Tanti gli ambiti da approfondire, tra cui sussidi, contributi ricorrenti e spesa pubblica
©Chiara Zocchetti
Paolo Gianinazzi
04.11.2026 06:00

Una serie di 42 domande al Governo con un solo obiettivo: verificare quanto è stato fatto per rendere più efficace l’azione dello Stato. Ossia, per combattere la burocrazia e definire le priorità, distinguendo ciò che serve e ciò che, invece, può essere ritenuto superfluo. È l’ambizione di una serie di interrogazioni presentate dal gruppo PLR (primo firmatario Paolo Ortelli) intitolate «Lo Stato alla prova dei risultati».

Domande che partono da una semplice constatazione: «Da anni si parla della necessità di contenere la spesa pubblica, ridurre la burocrazia, semplificare le procedure e rendere più efficace l’azione dello Stato». Obiettivi largamente condivisi, ma che faticano a concretizzarsi. E questo perché «nel tempo abbiamo progressivamente aggiunto compiti, prestazioni, procedure, controlli e finanziamenti, senza sempre accompagnarli con un’adeguata capacità di rimettere in discussione ciò che già esiste». Eppure, fa notare Ortelli, in molti ambiti strategici gli strumenti per intervenire esistono già. Motivo per cui l’obiettivo del pacchetto di domande non è certo quello di «chiedere nuovi studi» o «apparati di controllo», bensì di porre una serie di interrogativi al Governo per «far sì che possa rendersi conto dell’azione già svolta», individuando le decisioni «effettivamente assunte e i risultati concretamente conseguiti» oppure, al contrario, capire quali ostacoli abbiano impedito tale azione. Tutto ciò, con una premessa incisa all’inizio degli atti parlamentari: «Governare non significa soltanto decidere che cosa fare. Significa anche avere il coraggio di decidere che cosa non fare più».

Le domande, venendo al dunque, riguardano sette ambiti. Il primo dei quali è quello dei sussidi. Su questo fronte il liberale radicale ricorda come già nel 2016 il Governo promise, a seguito di una mozione del PLR, un elenco dettagliato dei finanziamenti. Senza dimenticare che da quest’anno è in vigore un nuovo articolo di legge che prevede ogni 5 anni un riesame degli strumenti di sostegno. Su queste basi chiede dunque all’Esecutivo «quali risultati concreti sono stati conseguiti» e quali strumenti di sussidiamento sono stati «soppressi, accorpati o sostanzialmente modificati». Il secondo ambito è quello dei contributi ricorrenti a enti, associazioni e organizzazioni. Anche qui, tra le varie domande viene chiesto per gli ultimi cinque anni «quanti contributi sono stati ridotti, modificati o non rinnovati a seguito di valutazioni sui risultati conseguiti». Anche perché, fa notare Ortelli, «la continuità di un finanziamento non dovrebbe costituire, di per sé, una garanzia al suo rinnovo». Il terzo capitolo viene dedicato alla revisione dei compiti dello Stato. E su questo fronte Ortelli critica la mancata «capacità di rimettere periodicamente in discussione le attività esistenti». Motivo per cui chiede «negli ultimi dieci anni quali compiti o attività dell’Amministrazione cantonale sono stati effettivamente soppressi, trasferiti o ridimensionati a seguito di valutazioni sulla loro necessità o utilità». Il quarto e quinto capitolo, poi, chiedono essenzialmente di fare lo stesso esercizio di autocritica sul fronte della semplificazione amministrativa e della revisione della spesa. In particolare per capire «quali procedure amministrative sono state eliminate, accorpate o sostanzialmente semplificate» negli ultimi cinque anni, oppure per capire, dopo lo studio commissionato all’istituto BAK Economics (presentato a fine 2015), «quali attività di approfondimento sono state avviate» e «quali settori di spesa sono stati individuati per ulteriori verifiche». Un esercizio simile viene poi chiesto anche per tutte le nuove leggi approvate, per capire «quali strumenti vengono utilizzati per valutare, dopo l’entrata in vigore, l’efficacia, la necessità e la proporzionalità delle leggi e dei regolamenti cantonali». Infine, un ultimo capitolo viene dedicato al settore delle licenze edilizie, la cui durata e complessità incide su cittadini e imprese. Su questo fronte viene posta una serie di domande per capire, in sintesi, dove sia possibile intervenire per accelerare le procedure.