Capriasca

Grandi discussioni su una piccola strada: si sblocca il «Sentiero dei Morti»

Al quarto tentativo, il Consiglio comunale approva il progetto d’urbanizzazione a Bigorio (tornando al 2023)
©Chiara Zocchetti
Federico Storni
30.01.2026 06:00

I toponimi svelano spesso abitudini. Quello del sentiero che collega il nucleo di Bigorio a Tesserete passando per la località Biolda rivela ad esempio che gli abitanti di Bigorio facevano capo al cimitero di Tesserete anziché a quello di Sala, di cui il paese è stato a lungo frazione. “Strada di Mort”, o “Sentiero dei Morti”, è infatti chiamato questo percorso, peraltro iscritto quale tracciato storico con molta sostanza di importanza regionale. Se ne parliamo, però, non è per lo ieri bensì per l’oggi, in quanto il Comune di Capriasca si sta scervellando da diversi anni per capire quale sia la sistemazione migliore di un piccolo tratto di sentiero, in modo sia da valorizzare la sostanza storica, sia urbanizzare l’area (anche a livello di sottostrutture) come atteso da un trentennio da chi lì ci abita. Il tutto senza svenare i proprietari d’abitazione, che saranno chiamati a sostenere il 90% dei costi tramite i contributi di miglioria previsti per legge. Ebbene, lunedì il Consiglio comunale ha messo un punto alla vicenda. Se si tratti effettivamente di un punto fermo lo si scoprirà però solo all’approvazione definitiva del progetto stradale.

Le tappe

Per rendere giustizia alla complessità della vicenda, partiamo dal 2012, all’approvazione del Piano regolatore vigente. Già allora la Commissione del Consiglio comunale competente segnalava che «L’inserimento di una strada asfaltata (come in minor misura anche d’un posteggio) risulta abbastanza problematica. L’accesso può essere garantito allargando solo dello stretto necessario il campo del sentiero, mantenendo l’acciottolato tradizionale e inserendo semplicemente due file di lastre in pietra naturale».

La prima proposta municipale concreta risale al 2018, ed era stata approvata dal Legislativo. Erano però anche «state formulate numerose raccomandazioni affinché la pavimentazione fosse realizzata con la maggior cura possibile e soprattutto nel rispetto del contesto paesaggistico e storico della zona». Alla luce di ciò, il Municipio aveva conferito mandato ad uno studio di architettura al fine di rivedere l’intero progetto stradale nell’ottica di rafforzare maggiormente l’aspetto architettonico dell’opera. Ne era scaturita una variante di progetto dal medesimo costo (680.000 franchi), pure approvata dal Consiglio comunale nel 2020.

Tale variante, però, non aveva incontrato il favore di alcuni residenti, né del Cantone, che hanno contestato il concetto e l’inserimento nel contesto paesaggistico. Il Municipio si è dunque rimesso al lavoro e nel 2023 ha aggiornato il progetto, portando in Consiglio comunale una proposta che prevedeva di creare una carreggiata carrabile in asfalto con una striscia centrale in acciottolato a sottolineare e preservare visivamente la storica «Strada di Mort». Il Legislativo ha però chiesto lastre di granito al posto dell’asfalto.

E veniamo a oggi. Il Municipio ha preparato una nuova variante con le lastre, ma il Consiglio comunale ha deciso di tornare al 2023. La soluzione in pietra naturale è stata ritenuta sì più bella, ma troppo onerosa sia per i proprietari sia per la sua gestione negli anni a venire. «Non si tratta di una scelta di compromesso al ribasso - si legge nel rapporto della Gestione - bensì di una decisione ponderata che preserva gli elementi essenziali di qualificazione dell’opera evitando però l’accumulo di costi che potrebbero risultare ingiustificati dal punto di vista dell’utilità pubblica».

L’investimento è quindi stato aggiornato a 890.000 franchi (di cui 120.000 per le numerose progettazioni). Con la pietra naturale sarebbe stato di 1,25 milioni.

Lugaggia: c’è la perizia

A proposito di questioni annose, il Municipio ha riaperto l’asta per assegnare l’ex casa comunale di Lugaggia. La prima era andata deserta, ma ora l’Esecutivo ha allegato una perizia di stima non vincolante per tramutare l’edificio in casa unifamiliare o in due abitazioni, per dare un quadro più completo ai possibili acquirenti.