Evento

Gruppo Regazzi: 80 anni di storia e uno sguardo al futuro della Svizzera

In occasione del suo 80esimo anniversario, il Gruppo Regazzi ha organizzato un incontro dedicato alle grandi sfide economiche e geopolitiche che attendono il nostro Paese – Presenti Sergio Ermotti, Ferruccio de Bortoli e Vincenzo Romeo, a moderare l'incontro Sascha Dalcol
Red. Online
15.10.2026 12:33

In occasione del suo 80esimo anniversario, il Gruppo Regazzi ha organizzato ieri, mercoledì 14 ottobre, a Bellinzona un incontro dedicato alle grandi sfide economiche e geopolitiche che attendono la Svizzera. La tavola rotonda «Svizzera contro il resto del mondo?» ha riunito Sergio Ermotti, Ferruccio de Bortoli e Vincenzo Romeo, con la moderazione di Sascha Dalcol, per un confronto su competitività, relazioni internazionali, innovazione e prospettive economiche del Paese. Un'occasione – si legge in un comunicato odierno – per celebrare ottant'anni di imprenditorialità ticinese, ma soprattutto per riflettere sulle scelte che contribuiranno a costruire il futuro della nostra economia. La serata ha infatti unito la storia di un'importante realtà industriale ticinese a un dibattito sulle grandi trasformazioni economiche e geopolitiche internazionali.

Imprenditorialità, innovazione e radicamento territoriale

La storia del Gruppo Regazzi inizia nel 1946, quando Roberto Regazzi apre una piccola officina di fabbro-ferraio a Gordola, nei pressi del ponte sulla Verzasca. Negli anni Sessanta il figlio Efrem trasforma progressivamente l'attività artigianale in una realtà industriale. Dal 2000, con Fabio Regazzi alla guida, il Gruppo prosegue il percorso di crescita, diversificazione e innovazione, ampliando le proprie competenze e la presenza sui mercati. Oggi il Gruppo opera in diversi settori, dalle schermature solari ai serramenti e alle facciate, dalle porte garage alle bucalettere, fino alla verniciatura e alla lavorazione delle lamiere, mantenendo a Gordola il proprio cuore produttivo.

Nel discorso introduttivo, Fabio Regazzi ha ricordato il contributo determinante delle generazioni precedenti e di tutte le persone che hanno accompagnato l'evoluzione aziendale. «Sono convinto che si possa essere profondamente radicati nel proprio territorio e, nello stesso tempo, avere l'ambizione di competere sui mercati internazionali», ha sottolineato Regazzi. Un impegno che è rivolto anche alla formazione: nel corso della sua storia, il Gruppo ha formato oltre 160 apprendisti, contribuendo alla trasmissione delle competenze professionali alle nuove generazioni.

«La Svizzera deve definire le proprie strategie per il futuro»

La tavola rotonda ha posto al centro del dibattito la capacità della Svizzera di mantenere la propria competitività in un mondo caratterizzato da nuove tensioni geopolitiche, crescente protezionismo e profondi cambiamenti tecnologici. Sergio Ermotti, CEO di UBS, ha richiamato l'attenzione sulla necessità di una visione strategica di lungo periodo, capace di trasformare la forza innovativa della Svizzera in nuove opportunità economiche e occupazionali.

«Svizzera ed Europa hanno bisogno l'una dell'altra»

Ferruccio de Bortoli ha allargato la riflessione al ruolo dell'Europa nei nuovi equilibri internazionali, sottolineando l'importanza della collaborazione di fronte a sfide che nessun singolo Paese può affrontare isolatamente. «Io credo che la Svizzera non possa fare da sola così come l'Europa non può fare da sola senza la Svizzera», ha affermato de Bortoli. Dalla sicurezza all'energia, fino alla competizione tecnologica, il giornalista ha evidenziato la necessità di rafforzare la capacità europea di agire su scala internazionale, preservando al contempo le specificità dei singoli Paesi.

«Le tensioni geopolitiche hanno conseguenze concrete per le imprese»

Vincenzo Romeo ha portato nel dibattito l'esperienza diretta di un'impresa attiva nella logistica e nei trasporti marittimi internazionali. Le tensioni nelle principali rotte commerciali, ha spiegato, si traducono in allungamenti dei tempi di navigazione, modifiche delle catene di approvvigionamento e maggiori pressioni sui costi. «Le nostre navi per andare da Shanghai a Genova invece di metterci 30 giorni ce ne mettono 46», ha raccontato Romeo, offrendo un esempio concreto delle conseguenze delle crisi geopolitiche sul commercio internazionale. Una realtà che riguarda da vicino anche le imprese svizzere, profondamente integrate nei mercati mondiali.

Innovazione e persone: la sfida dei prossimi anni

Un'attenzione particolare è stata riservata anche all'intelligenza artificiale, destinata a trasformare profondamente il mondo della finanza, dell'industria e del lavoro. Il confronto ha evidenziato tanto le opportunità offerte dalle nuove tecnologie quanto la necessità di preparare le persone ai cambiamenti, investendo nelle competenze e nella capacità di innovare. «La sfida, semmai, sarà quella di trovare il giusto equilibrio tra apertura e autonomia, tra cooperazione internazionale e difesa dei nostri interessi», ha ricordato Fabio Regazzi, sintetizzando lo spirito della serata.

Il Gruppo Regazzi: fondato nel 1946 a Gordola, il Gruppo Regazzi è una realtà industriale svizzera a conduzione familiare, giunta alla terza generazione. Attivo in diversi settori della produzione e delle soluzioni per l'edilizia, ha sviluppato nel corso di ottant'anni una presenza sui mercati svizzero ed europeo, mantenendo un forte legame con il territorio ticinese e investendo in innovazione, qualità e formazione professionale.