Processo

«Ha pensato solo a se stesso e non alle enormi sofferenze per le sue vittime»

Condannato a 3 anni e 3 mesi il pedofilo del Locarnese che adescava ragazzine minorenni sui social convincendole a mostrarsi in atteggiamenti sessuali espliciti - Prima di scontare la pena dovrà però farsi curare in una struttura specializzata
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Spartaco De Bernardi
27.05.2024 16:43

«Ha cercato una via di fuga in un mondo virtuale nel quale si sentiva sicuro ed ha così inflitto grandi sofferenze alle sue giovani vittime. Ha pensato solo a se stesso e a soddisfare i le sue pulsioni spacciandosi per minorenne e promettendo dei regali in denaro alle ragazzine che intercettava in rete. Ad aggravare tutto ciò vi è lungo tempo durante il quale si sono protratti i suoi abusi sessuali, l'età ed il numero delle vittime». Con queste motivazioni la presidente della Corte delle Assise criminali, giudice Francesca Verda Chiocchetti (giudici a latere Monica Sartori-Lombardi e Aurelio Facchi) ha condannato a 3 anni e 3 mesi di detenzione il 30.enne reo confesso di aver adescato almeno venti ragazzine con meno di 16 anni sui social media inducendole a mostrarsi in atteggiamenti sessuali espliciti nonché di aver inviato loro immagini delle proprie parti intime. Pena che la Corte ha tuttavia deciso di sospendere per permettere all’uomo di seguire un trattamento terapeutico stazionario in una struttura chiusa.

Arrestato una prima volta nel 2019, l’imputato venne rimesso in libertà dopo due giorni di carcere e nei suoi confronti furono adottate delle misure sostitutive alla detenzione, ovvero un trattamento ambulatoriale, il divieto di contattare online dei minorenni e smettere di consultare immagini pedopornografiche presenti sul web. Lo stesso avvenne anche l’anno scorso, quando però rimase dietro le sbarre per 140 giorni. Ma anche questa seconda opportunità non ha sortito l’effetto sperato, tanto che il 30.enne è stato di nuovo arrestato lo scorso 19 ottobre. In totale, tra il 2019 ed il 2023 gli episodi a suo carico riguardanti atti sessuali con fanciulli sono 31, tra consumati e tentati; quelli di pornografia 26.

La procuratrice pubblica Valentina Tuoni aveva chiesto 5 anni sospesi per seguire un trattamento stazionario; la difesa, sostenuta dall’avvocato Alain Susin, si era invece battuta per una pena non superiore ai 24 mesi sospesi e per consentire al suo assistito di seguire un trattamento ambulatoriale.